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Denuncia per danno temuto

28 Agosto 2020 | Autore:
Denuncia per danno temuto

Strumenti di protezione in caso di pericolo da beni altrui. Disposizioni e azioni poste a tutela del cittadino. Breve guida sulle norme vigenti in materia.

Sei proprietario di un appartamento con lastrico solare che confina con un condominio di cinque piani la cui facciata deve essere ristrutturata. Sul tuo terrazzo cadono, con sempre maggiore frequenza, pezzi di cornicione che rischiano di provocarti danni molto seri. Tuttavia, nonostante le tue ripetute richieste all’amministratore del condominio di mettere in sicurezza il suo edificio, nessuno interviene.

Cosa puoi fare in questo caso per tutelarti? Devi subire in silenzio il comportamento poco diligente delle altre persone o ci sono dei mezzi ai quali puoi fare ricorso per evitare il danno?

Con questo articolo proviamo a rispondere a tali interrogativi, ma ti preannunciamo sin da subito che esiste una specifica azione prevista dal nostro sistema giuridico che prende il nome di denuncia per danno temuto. Attraverso tale strumento hai la possibilità di cautelarti dinanzi all’autorità giudiziaria.

Denuncia di danno temuto: di che cosa si tratta?

La denuncia di danno temuto è disciplinata dal codice civile [1]. Essa consiste in un’azione esercitabile dinanzi al tribunale tutte le volte in cui vi è il pericolo che un’opera già esistente provochi un danno a un bene altrui.

Si tratta, quindi, di un’ipotesi specifica che è subordinata alla presenza di alcuni presupposti, in assenza dei quali non è possibile rivolgersi all’autorità giudiziaria. In particolar modo, deve necessariamente esistere un legame tra i beni presi in considerazione: quello pericoloso e quello in pericolo. E’, infatti, indispensabile che la cosa (ad esempio, un edificio o un albero) presente sul fondo altrui sia in grado di pregiudicare l’opera presente sul proprio fondo. Per fare un esempio: è importante che i calcinacci che cedono dall’edificio confinante siano idonei a rovinare o mettere in pericolo il tuo appartamento.

Ne deriva che la denuncia di danno temuto non può essere presentata in caso di pericolo per le persone e per la loro incolumità fisica: in tale ipotesi, occorre seguire strade diverse.

Chi sono i soggetti legittimati a ricorrere in Tribunale?

Quando hai il fondato timore di subire un pregiudizio da un bene altrui è importante intervenire e proteggere la tua proprietà. Il primo passo da compiere è, dunque, quello di rivolgerti direttamente al proprietario del bene pericoloso per chiedere un suo intervento. In caso di suo rifiuto o di mancanza di collaborazione, dovresti rivolgerti a un avvocato che studi la  situazione, valuti gli aspetti più importanti da considerare e presenti l’apposita istanza.

Bada bene però che non tutti possono chiedere un intervento per far cessare la situazione di emergenza: per poter azionare tale tipologia di denuncia devi, infatti, appartenere a determinate categorie di soggetti.

Nel dettaglio, le persone legittimate a fare richiesta di tutela sono, alternativamente:

  • il proprietario;
  • il titolare di un diritto reale di godimento, ossia di un potere di utilizzo del bene anche se non si è proprietari dello stesso (pensa, ad esempio, all’usufruttuario);
  • il possessore della cosa che rischia di subire la lesione.

La denuncia di danno temuto deve essere distinta da un’ipotesi molto simile, ossia la denuncia di nuova opera [2]. È importante accennarti a questa circostanza perché non è escluso che ti possa capitare una situazione del genere.

In entrambi i casi, il timore del titolare del bene è lo stesso: subire un pregiudizio per colpa altrui. Tuttavia, mentre nel danno temuto la struttura pericolosa è già esistente, nella seconda circostanza si sta realizzando una nuova opera su fondo altrui.

Quali sono i presupposti per andare in giudizio?

La denuncia di danno temuto può essere presentata dal soggetto legittimato soltanto se sussistono i seguenti presupposti di applicazione indicati dal codice civile:

  • urgenza di provvedere e pericolo dovuto al ritardo: è indispensabile intervenire tempestivamente per eliminare la situazione di emergenza poiché, in caso di ulteriori proroghe, è molto probabile che il danno si produca realmente;
  • rischio attuale e concreto e timore ragionevole: la paura del titolare del bene non deve essere infondata, ma deve essere riconducibile a circostanze di pericolo gravi (non è, quindi, ammesso il danno irrisorio o di poco valore), reali e imminenti.

In tali ipotesi, il giudice chiamato a pronunciarsi sulla questione può adottare una duplice decisione:

  • costringe il proprietario dell’opera pericolosa a ovviare al problema adottando tutte le dovute cautele (nell’esempio che abbiamo fatto in origine potrebbe ordinare al condominio di dotarsi di reti di contenimento provvisorie);

oppure

  • impone un obbligo di garanzia, ossia il versamento di una somma di denaro o l’individuazione di un bene a titolo di cauzione per i danni che molto probabilmente verranno arrecati.

Qual è la procedura da seguire?

Se sussistono i presupposti di legge e sei il soggetto legittimato a intervenire, puoi avviare la procedura seguendo le indicazioni fornite dal codice di procedura civile.

Vediamo nel dettaglio qual è l’iter da seguire:

  • forma dell’istanza: la richiesta deve essere presentata con ricorso (che si rivolge direttamente all’autorità giudiziaria) e non con atto di citazione (che si rivolge direttamente alla controparte). Entrambi sono mezzi introduttivi del giudizio in quanto interpellano un giudice e gli chiedono di risolvere una data questione. Essi, però, devono essere utilizzati secondo le regole previste dal codice perché l’utilizzo del mezzo sbagliato porta a una dichiarazione di inammissibilità della domanda;
  • documenti da allegare: è necessario presentare tutta la documentazione (ad esempio, delle perizie di parte) che dimostri la sussistenza di un pericolo concreto, grave e imminente;
  • richiesta della cautelare: per evitare che i tempi di attesa della decisione del giudice provochino il danno temuto, è possibile chiedere l’adozione di tutti gli accorgimenti urgenti che possono impedire il verificarsi di tale circostanza;
  • termini da rispettare: l’azione di danno temuto ha carattere di urgenza e di tutela della proprietà messa in pericolo. Per tal motivo non sono previsti termini di decadenza. Diversa è la situazione per la denuncia di nuova opera: in quest’ultimo caso per adire le vie legali non deve essere terminata la costruzione del bene o non deve essere trascorso un anno dal suo inizio;
  • sanzioni in caso di violazione della decisione del giudice: la parte che non ha ottemperato all’obbligo di evitare la situazione di pericolo può essere condannata a pagare il risarcimento del danno e a ripristinare lo stato iniziale delle cose.

Tutti i requisiti di cui abbiamo fatto menzione devono essere conosciuti e osservati dal tuo avvocato. In ogni caso è importante che tu ne abbia conoscenza sommaria per verificare che l’operato del tuo legale sia corretto e conforme alle regole.


note

[1] Art. 1172 c.c.

[2] Art. 1171 c.c.


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