Coronavirus e mascherine, l’Oms contro corrente

30 Marzo 2020
Coronavirus e mascherine, l’Oms contro corrente

L’Organizzazione, punto di riferimento mondiale nel campo della sanità, pensa che non siano provati i benefici, diversamente da molti esperti che ritengono siano efficaci nel contrasto alla malattia.

Che non abbiamo ancora tutto chiaro sull’emergenza coronavirus, lo dimostra pienamente la conferenza stampa di oggi a Ginevra dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos ci racconta che, durante l’incontro con i giornalisti, uno degli esperti si è espresso in questi termini: “Non raccomandiamo l’uso esteso di mascherine, perché non associato ad alcun beneficio. Non lo critichiamo, ma non c’è nessun particolare beneficio che sia stato dimostrato”.

Nessun beneficio nell’uso esteso di mascherine

Sono parole di Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms. Parole che ci lasciano certo un po’ stupiti: nessuno pensava che le mascherine fossero la panacea di tutti i mali ma che fossero in grado di proteggere dal virus certamente sì. Di conseguenza, indossarle per uscire e incontrare altre persone per lavoro o per andare a fare la spesa, finora, è una precauzione che in molti stanno prendendo. Difficile, in Italia come in Cina o in Corea del sud, incontrare qualcuno per strada che non ne sia munito. L’Oms, però, non lo vede come un rimedio risolutivo. I benefici, per l’Organizzazione, non sono stati dimostrati “anche a causa del fatto che le mascherine vanno indossate e tolte nella maniera corretta. Chiaramente poi c’è il problema delle carenze: le persone più a rischio sono gli operatori che sono esposti ogni minuto di ogni giorno, bisogna garantire i dispositivi di protezione personale per primi a loro. Ma questo non è il motivo principale per cui non abbiamo raccomandato l’uso esteso di mascherine”, che l’Oms continua a consigliare solo “a chi è a casa malato, a chi si prende cura di qualcuno che è malato, e naturalmente agli operatori in prima linea”.

Mascherine anche dopo il lockdown

Il problema è che la comunità scientifica è divisa e questo non rende le cose facili al cittadino comune che vorrebbe capire come regolarsi per avere meno chance di contagio. È di appena qualche ora fa un’altra intervista a un’altra esponente della comunità scientifica, sempre a opera di Adnkronos. Parliamo di Susanna Esposito, presidente di Waidid (Associazione mondiale delle malattie infettive e i disordini immunologici) e professore ordinario di Pediatria all’Università di Parma. Decisamente a favore dell’uso esteso delle mascherine: “Vogliamo capire che in giro ci sono persone asintomatiche, che senza mascherina possono diffondere il virus? – ha dichiarato Esposito all’Adnkronos -. Il distanziamento non basta: se usciamo dobbiamo mettere la mascherina”, tanto più “una volta superato il picco e allentate le misure di isolamento”. Il virologo Roberto Burioni sembra d’accordo con lei: in giornata ha dichiarato che anche quando usciremo dal lockdown, dovremmo indossarla per uscire. Si è unito al coro l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera che, oggi, durante la consueta conferenza stampa per informare sull’avanzata dell’epidemia nella regione, ha invitato, in mancanza di mascherine, a coprirsi con qualunque cosa.
Chi ha ragione? Impossibile dirlo.



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1 Commento

  1. Forse non avete capito che i virus sono di dimensioni nanometrici (miliardesima parte del metro)?
    Forse non avete capito che i pori delle mascherine sono di dimensioni micrometriche (milionesima parte del metro)?
    Forze non riuscite a capire che i pori delle mascherine sono 1000 volte più grandi dei virus e quindi che le mascherine non servono a niente, ma servono solo a farvi rischiare di avere una infezione polmonare continuando a respirare buona parte della vostra Anidrite Carbonica (CO2)?
    Cosa c’è di così difficile che non vi entra nella testa?

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