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Un genitore può usare i soldi regalati ai figli minorenni?

30 Marzo 2020
Un genitore può usare i soldi regalati ai figli minorenni?

Gestione e amministrazione del patrimonio dei figli: quali poteri hanno padre e madre?

Tuo figlio ha ricevuto numerose donazioni in denaro: tra battesimo, prima comunione e altre ricorrenze, ha ormai accumulato un gruzzoletto che supera la stessa disponibilità di denaro che hai sul tuo conto corrente. 

Vorresti ora utilizzare una parte di questo denaro per il bene della famiglia, facendo fronte ad alcune spese che, inevitabilmente, andranno anche nell’interesse di tuo figlio. Puoi farlo e quali autorizzazioni eventualmente devi prima ottenere? Un genitore può usare i soldi regalati a figli minorenni? Ecco cosa prevede, a riguardo, la legge.

Di chi sono i soldi sul conto corrente del figlio?

La prima questione che bisogna chiarire è a chi appartengono i soldi sul conto corrente dei figli minorenni. Il più delle volte, si tratta di denaro frutto di donazioni, non avendo il minore capacità lavorativa, salvo casi eccezionali. 

Per legge, chi non ha ancora compiuto 18 anni ha la cosiddetta «capacità giuridica» ossia può essere titolare di beni, frutto di donazioni o successioni ereditarie; non ha però la cosiddetta «capacità d’agire», ossia il potere di concludere contratti. 

Dunque i soldi regalati al figlio minore sono di proprietà esclusiva di quest’ultimo. Tuttavia, i genitori ne hanno la gestione e soprattutto l’usufrutto. In termini pratici significa che chi non ha ancora 18 anni, pur potendo ricevere a titolo di donazione somme di denaro, non può però poi gestire le proprie ricchezze. Ad esempio, un minorenne non può aprire un conto corrente bancario, non può acquistare titoli e fondi di investimento, immobili, ecc. Per questi atti, invece, ci pensano i suoi genitori.

Padre e madre, però, prima di qualsiasi decisione che implichi la straordinaria amministrazione dei beni del minore, devono farsi autorizzare dal giudice tutelare. 

Sono atti di straordinaria amministrazione quelli, ad esempio, che implicano una riduzione del patrimonio del minore. 

In cosa consiste l’usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli?

La legge prevede che tutti i frutti derivanti dai beni di proprietà dei figli vadano a finire ai genitori che dovranno impiegarli per le esigenze della famiglia. I frutti di una somma di denaro possono essere costituiti dagli interessi maturati sul conto corrente, dai rendimenti di obbligazioni, dalle cedole di azioni, ecc. Padre e madre sono quindi liberi di spendere tali soldi senza dover chiedere alcuna autorizzazione al tribunale.

L’usufrutto legale dei genitori è destinato a garantire l’istruzione e l’educazione dei figli e a far fronte alle necessità della famiglia, considerata nel suo complesso. I genitori infatti non possono godere dei frutti per un loro interesse personale, ma devono destinare i proventi del patrimonio a vantaggio del nucleo familiare.

Per poter essere usufruttuario dei beni del figlio minore, il genitore deve avere la responsabilità genitoriale sul figlio stesso: di conseguenza l’usufrutto legale spetta in comune a entrambi i genitori che esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale o a quello di essi che la esercita in via esclusiva.

In caso di separazione o divorzio, con affidamento del figlio a uno solo dei genitori, solo a questi compete il diritto di usufrutto, a meno che il provvedimento del giudice non disponga diversamente. Se successivamente interviene la riconciliazione tra i coniugi, si ripristina il diritto di usufrutto in capo a entrambi.

Il diritto di usufrutto spetta su tutti i beni (immobili e mobili, quindi anche denaro) di proprietà del minore ad eccezione di quelli:

  • acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;
  • lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;
  • lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la responsabilità o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto; la condizione però non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima;
  • pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la responsabilità. Se uno solo di essi era favorevole all’accettazione, l’usufrutto legale spetta esclusivamente a lui.

Un genitore può usare i soldi regalati ai figli minorenni?

In linea di massima, come appena detto, i genitori non possono intaccare il capitale dei figli minori. Questo significa che non possono usare i soldi regalati ai figli a meno che:

  • ciò non avvenga per l’interesse degli stessi figli: si pensi alla necessità di far studiare un ragazzo all’università. Deve quindi sussistere una necessità o utilità evidente del figlio 
  • dietro autorizzazione del giudice tutelare. 

Se non sussiste l’evidente interesse nei confronti dei figli dell’utilizzo del denaro da questi ricevuto a titolo di donazione, il tribunale non darà mai la propria autorizzazione. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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