Coronavirus: in arrivo immunità penale per i medici

30 Marzo 2020
Coronavirus: in arrivo immunità penale per i medici

Uno scudo legale per tutelare gli operatori sanitari e le strutture, limitandone la responsabilità durante il periodo di emergenza Covid-19.

Prevedere una forma di immunità penale per i medici in prima linea nel contrasto al coronavirus, dotandoli di uno scudo che li protegga da azioni legali instaurate nei loro confronti: è il contenuto di un emendamento al decreto Cura Italia, attualmente al Senato per la conversione in legge, che intende tutelare gli operatori sanitari da denunce e richieste di risarcimento danni.

Medici, infermieri e personale sanitario ausiliario che in questo periodo sono totalmente assorbiti sul fronte delle cure ai pazienti, eppure iniziano a essere bersagliati da iniziative di alcuni studi professionali che intimano azioni legali per “infezioni ospedaliere” e diffondono sui social inserzioni per promuovere consulenza e assistenza a chi voglia promuovere causa contro gli operatori, le strutture ospedaliere e le aziende sanitarie.

La reazione della categoria arriva adesso per via legislativa: un correttivo al decreto legge varato dal Governo il 17 marzo che punta a “blindare” le strutture e il personale che esercita le strutture sanitarie, pubbliche e private, rendendoli immuni dalla responsabilità penale, civile, amministrativa ed erariale – salvi solo i casi di dolo conclamato – per tutta la durata dello stato di emergenza Covid-19 e dunque dal 31 gennaio scorso e fino al prossimo 31 luglio.

La norma presentata al Senato punta a modificare il decreto Cura Italia introducendo un nuovo apposito articolo, a mente del quale la responsabilità viene eccezionalmente limitata, durante il periodo emergenziale “in deroga ad ogni altra disposizione vigente ed in ragione dello straordinario periodo di emergenza e di impegno eccezionale cui sono chiamati i sanitari”.

Un’iniziativa reclamata a gran voce dai medici del sindacato Snami, in rivolta contro alcuni annunci che circolano sui social mescolando le parole ‘infezioni ospedaliere’, ‘risarcimento’ e ‘consulenza gratuita’, in caratteri maiuscoli in maniera da attirare l’attenzione del pubblico e suscitare allarme, che sono stati già denunciati alla magistratura, agli ordini forensi e all’Agcom, l’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato.

Per Angelo Testa, presidente del sindacato, è “chiaro l’intento di paventare l’esistenza di responsabilità in capo ai medici e alle strutture ospedaliere per infezioni da Covid-19, come se il virus e la sua diffusione dipendano da imperizia o negligenza. Si tratta di un tentativo di accaparramento della clientela da parte di soggetti che approfittano della fragilità e della paura diffusa tra la popolazione, già sufficientemente allarmata dalla più grave emergenza sanitaria di tutti i tempi”.

Perciò – prosegue il presidente dello Snami – “la pubblicazione di un annuncio pubblicitario simile è vergognosa e provoca un ingiustificato allarmismo, in un momento delicato come quello attuale, in cui migliaia di medici e infermieri combattono con tutte le loro forze giorno e notte garantendo anche a discapito della loro stessa salute (fisica e psichica) il miglior servizio sanitario possibile ai pazienti”.

Il provvedimento da approvare è atteso in Aula del Senato per l’8 aprile. È probabile che il testo del decreto così integrato, nel successivo passaggio alla Camera dei deputati, arrivi con una seconda lettura definitiva – senza cioè la possibilità di apportare ulteriori emendamenti – per accelerare l’iter e giungere alla definitiva conversione in legge entro la fine del mese.



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1 Commento

  1. Al fine di fermare questo tentativo di sciacallaggio legale anche l’ANASTE a tutela di quanti operano all’interno delle R.S.A., centri di riabilitazione, Case di Riposo ha inoltrato analoga richiesta al Ministro Speranza.

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