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Tutor senza controllo

30 Marzo 2020
Tutor senza controllo

È valida la multa stradale se il tutor non è stato sottoposto a verifica periodica di funzionalità, ossia alla cosiddetta taratura?

Multe in autostrada: ci sono tre regole precise da tenere a mente per capire se il verbale è nullo o valido. La prima: la presenza del tutor deve essere segnalata con congruo anticipo da un cartello di avviso. La seconda: il tutor deve essere omologato al primo collaudo e il titolare di tale certificato non può essere un soggetto diverso da quello che fa uso del tutor stesso. La terza: il tutor deve essere sottoposto a verifica di funzionalità almeno una volta all’anno. Insomma, una multa fatta con un tutor senza controllo è illegittima. 

Di tanto ha dato più volte atto la giurisprudenza [1]. Anche la stessa Cassazione si è espressa più volte sull’obbligo di taratura del tutor, obbligo che, se violato, determina la nullità delle multe per eccesso di velocità. 

Di tali interpretazioni daremo atto nel seguente articolo in modo che si sappia come fare ricorso contro la multa tutor e, quindi, come difendersi.  

Cartello stradale: la giusta segnaletica per il tutor

La presenza del tutor deve essere segnalata con un cartello facilmente visibile. Nei tratti autostradali, il cartello deve essere visibile su entrambe le carreggiate (quella di destra e quella di sorpasso). Ragion per cui sarebbe illegittimo il cartello “controllo elettronico della velocità” posto solo su un lato della strada.

La distanza tra il cartello e il tutor deve essere “congrua”: come afferma la Cassazione, la legge non ha fissato un preciso limite spaziale tra la segnaletica e la postazione, ma bisogna tener conto della necessità per il conducente di poter rallentare dolcemente senza brusche frenate che potrebbero costituire un pericolo per la circolazione. 

La distanza massima invece tra cartello e tutor è di 4 km: superato questo spazio la segnaletica va ripetuta, altrimenti la multa è illegittima. 

Il cartello con l’indicazione del controllo elettronico della velocità deve far riferimento alla presenza del tutor o comunque a un rilevamento della “velocità media”. Sarebbe illegittima quindi la multa laddove vi sia scritto “controllo tramite autovelox” o semplicemente “controllo elettronico della velocità”: ciò infatti può trarre in inganno il conducente facendogli credere che venga rilevata la velocità istantanea.

Certificato di collaudo e omologa del tutor

Ogni tutor deve essere collaudato e munito di certificato di omologazione. Il certificato deve essere rilasciato dal ministero dei Trasporti alla società concessionaria del tratto stradale o autostradale su cui il tutor viene installato. Tale concessione non può essere ceduta da quest’ultima ad altri soggetti che si avvicendino nella concessione amministrativa. Sulla base di ciò il giudice di pace di Pozzuoli ha annullato le multe tramite tutor poiché l’omologazione di tali apparecchi di tipo Vergilius era stata rilasciata dal ministero dei Trasporti alla società Autostrade per l’Italia S.p.a., ma quest’ultima l’aveva poi ceduta a un’altra società, la Autostrade Tech S.p.a. 

Leggi Tutor autostradali illegittimi: le multe sono valide?

Il cittadino può sempre chiedere di verificare il certificato di collaudo e l’omologa. La visione, che rientra nei suoi poteri di accesso agli atti amministrativi, deve essere consentita entro 30 giorni dal deposito dell’istanza.

Taratura del tutor

Il tutor deve essere sottoposto a verifica almeno una volta all’anno. È ciò che viene chiamato taratura. Tale controllo periodico di funzionalità, da compiere ogni 365 giorni, può avvenire solo nei centri Sit.

Anche il Sicve va sottoposto a verifica periodica di funzionalità, come ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza del 2015 [2] per tutti gli apparecchi che misurano l’andatura dei veicoli sulle strade e operano senza il diretto controllo degli agenti di polizia: sarebbe d’altronde «irragionevole», osserva ad esempio la Cassazione, che i controlli delle autorità siano garantiti «su una qualunque bilancia di un mercato rionale» e non invece sulle complesse apparecchiature che vigilano anche sulla sicurezza degli utenti [3].

Non basta dunque la sola omologazione del tutor data la particolare natura tecnica dell’apparecchio, ma serve la taratura annuale che va effettuata esclusivamente nei centri Sit, quelli che appartengono al sistema nazionale di taratura. Solo così si garantisce la massima precisione nel rilevamento dei valori, specie se si considera l’usura dei conduttori del sistema, “affogati” nell’asfalto ed esposti alle intemperie oltre che al traffico dei veicoli. Senza taratura, o in caso di taratura compiuta più di un anno prima, la multa è nulla.

Il verbale deve poi indicare la data dell’ultima taratura in modo che il conducente sia messo al corrente dell’adempimento compiuto dall’amministrazione e non sia costretto a reperire da solo la documentazione. 

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note

[1] Giudice di Pace di Savona, sent. n. 86/2020.

[2] C. Cost. sent. n. 113/15.  

[3] Cass. sent. n. 9645/16.


1 Commento

  1. Nell’art. del 24/2/18, … tutor usato come autovelox, scrivevate: Non c’è proprio pace per i poveri automobilisti, beffati da apparecchi che non fanno esattamente quello per cui sono stati pensati.
    Avete prodotto una caterva di articoli ma mai avete spiegato ai “poveri automobilisti” quale sia stata con gli autovelox e quale è anche con i Tutor del dopo Minniti, la vera beffa. Cartelli, controllo, distanza, collaudo, omologazione, taratura e altri cavillami su cui edificate i vostri articoli, buoni (i cavilli) solo per tener vivo il grande business dei ricorsi.
    Se anche avessero usato i portali Tutor anche per la velocità istantanea sarebbe stato il minore dei mali perché fino alla sperimentazione dei nuovi Tutor con limiti illegali avvenuta sulla A16, poi “legalizzati” da Minniti, questi impianti erano tutti in autostrada e tutti con limiti di velocità corrispondenti all’art. 142 comma 1, da Aosta a Trapani, quindi Legali.
    Invece mai avete spiegato e denunciato la quasi totale accoppiata “autovelox-limite di velocità ingiustificatamente restrittivo”, in quanto non temporaneo e localizzato come prescritto dal comma 2 dello stesso Art., quindi illegale.
    La coralità di questa disattenzione dovrebbe farmi capire che sia io a sbagliare, ma allora perché mai nelle denunce presentate con quella motivazione si rinnovava il non ravvisamento di reato, anche nei casi più sfacciati, accompagnato però dalla solerte rimozione del limite?
    Perché questa diffusa attenzione ai cavillami?
    Perché queste rappresentazioni giornalistiche evidenziano questa discrasia? Se relativamente comprensibile nella stampa generica non lo è per niente in quella specialistica del settore mobilità e giuridico come il vostro che le Norme e la loro applicazione dovrebbero conoscerle, saperle interpretare e spiegare ai “poveri ignoranti automobilisti”.
    In mancanza di risposte a questi perché, ed in considerazione della centralità dell’Art. 142 su tutto il condimento di apparenti refusi ed errori originali che nessuno (da 27 anni) si è sognato e mai si sognerà di correggere, commi* sparsi nel sottobosco dello stesso Codice come nel Regolamento di applicazione e nella miriade di Direttive e Circolari che danno strani alibi alla demolizione dell’altra centralità quale “l’uniformità territoriale della segnaletica”, del confronto tra casistica dei rilievi d’infrazione e causalità d’incidenti/sensazione di caos civico/circolatorio, risalta l’evidenza che “quello per cui sono stati pensati” è la grande beffa perpetrata e perseguita per evidenti finalità non attinenti alla gestione della mobilità e copertura d’incapacità operative.
    La tecnologia è utile quando i vantaggi sono per tutti, ma la “strada” denuncia che i “poveri automobilisti” non ne hanno percepiti, quindi sarebbe ora che (magari proprio su sollecitudine degli Avvocati delle tante Associazioni Consumatori & c) intervenissero certi Organi di Garanzia che però soffrono della stessa strana cecità dei Media.
    Organi del tipo quelli che spendono il loro tempo e la fiducia dei Cittadini per Giudicare non perseguibile il superare di poco il limite di velocità (mentre voi vi premuravate di spiegare come contestare la multa!) o dichiarare illegittimo il Codice nei “bruscolini” relativi ai cavillami, senza avvedersi delle “travi*” cui accennavo prima e del business assistenzializzato, con rilevanze anche penali, che queste travi alimentano.
    Come dire, concentrando il tutto, che “La Legge non è per Tutti”!

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