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Indagini finanziarie: i documenti sui movimenti bancari

21 Luglio 2014
Indagini finanziarie: i documenti sui movimenti bancari

I dati sui movimenti bancari rinvenuti durante una verifica in sede non bastano, da soli, a supportare la rettifica al contribuente, in quanto sono solo presunzioni semplici, da supportare con altri indizi.

Le documentazioni bancarie e i dati sui movimenti del conto rinvenuti dalla Finanza durante un accesso nella sede dell’azienda sono utilizzabile per l’accertamento fiscale. Tuttavia rappresentano meri indizi che devono essere supportati da altri elementi.

Ciò vale anche nel caso in cui sia il contribuente a consegnare spontaneamente i dati sui movimenti bancari effettuati.

 

Cos’è l’indagine finanziaria

L’indagine finanziaria è un’attività di verifica, generalmente a supporto di un accertamento, finalizzata all’acquisizione e all’utilizzo di dati, notizie e documenti risultanti da un rapporto (continuativo o anche occasionale) intrattenuto con una banca, con Poste italiane o con altri intermediari finanziari.

Gli elementi rivenuti servono per procedere a una rettifica della dichiarazione basata su dati finanziari che potrebbero essere rilevatori di componenti reddituali.

La prova

Il contribuente è chiamato dimostrare l’irrilevanza, ai fini impositivi, dei movimenti finanziari rilevati e/o l’annotazione degli stessi nelle scritture contabili o in dichiarazione per la determinazione del reddito.

In caso di contestazione da parte dell’amministrazione finanziaria

A fronte di una contestazione basata su movimentazioni bancarie acquisite fuori procedura delle indagini finanziarie e quindi senza autorizzazione, il ricorso del contribuente dovrà eccepire la nullità dell’atto di accertamento per assenza dei presupposti legittimanti il valore di presunzione legale dei dati acquisiti.

La difesa potrà anche invocare il riconoscimento dei costi in caso di accertamento induttivo.

La documentazione

Gli uffici possono richiedere al contribuente, previa autorizzazione, il rilascio di una dichiarazione contenente l’indicazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con intermediari creditizi.

La richiesta riguarda solo i rapporti intrattenuti dal contribuente con i soggetti finanziari, ma non le movimentazioni acquisibili tramite l’esercizio del potere di indagine finanziaria.



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