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Assicurazione Rc auto: nessun risarcimento tra familiari per danni a cose

7 Ottobre 2013
Assicurazione Rc auto: nessun risarcimento tra familiari per danni a cose

La polizza assicurativa Rc auto non rimborsa il danno causato da un figlio che tampona il mezzo del padre o viceversa.

La legge [1] stabilisce che, in caso di sinistro stradale, non hanno diritto al risarcimento derivante dall’assicurazione obbligatoria gli ascendenti e i discendenti (legittimi, naturali o adottivi) del soggetto assicurato.

Ciò significa, per esempio, che in un’ incidente provocato dal padre nei confronti del figlio o viceversa, chi dei due abbia ragione nello scontro non verrebbe comunque risarcito da parte della compagnia di assicurazione. E ciò vale anche se i soggetti non sono conviventi, ma formano due nuclei familiari separati.

Tale esclusione di risarcimento riguarda però solo i danni al mezzo (o alle altre cose) e non quelli alla persona. Questi ultimi, infatti, vengono sempre indennizzati.

Per esempio: qualora in uno scontro frontale tra l’auto del padre e quella della figlia le due auto rimangano distrutte e i due conducenti riportino contusioni varie, solo queste ultime lesioni verrebbero risarcite dall’assicurazione. La riparazione dei mezzi, invece, rimarrebbe a carico dei rispettivi proprietari, fatta salva la possibilità di esercitare un’azione per il risarcimento danni contro la persona fisica (ma mai contro la compagnia).

Questa limitazione serve per prevenire il rischio di incidenti falsi e “pilotati” tra soggetti che, in considerazione del legame familiare, potrebbero non avere difficoltà a trovare un “accordo” fraudolento ai danni dell’assicurazione.


note

[1] Art. 4 della legge 24 dicembre 1969 numero 990 (con la quale è stato istituito l’obbligo dell’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti).

[2] Legge n. 142 del 19 febbraio 1992.


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