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Se l’avvocato non fa il preventivo

31 Marzo 2020
Se l’avvocato non fa il preventivo

Come si calcola la parcella dell’avvocato se questi non fa il preventivo e il cliente non firma alcun contratto. 

La legge impone all’avvocato di presentare al cliente un preventivo scritto prima ancora che questi gli conferisca il mandato professionale e a prescindere da una sua espressa richiesta. 

Tale preventivo deve indicare la “prevedibile” misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfettarie, e compenso professionale. 

La parcella del professionista può dunque mutare in corso di causa se la prestazione diventa più complessa del previsto a seguito di eventi di cui non si era potuto tenere conto in partenza (si pensi alla possibile chiamata in garanzia di un terzo effettuata dalla controparte). 

Ma che succede se l’avvocato non fa il preventivo? Cosa può fare il cliente qualora il legale dovesse presentare un conto molto più salato di quello che era stato indicato al conferimento dell’incarico? Ecco alcune importanti informazioni in merito. 

Costi che non rientrano nel preventivo

Prima di spiegare cosa fare quando l’avvocato non fa il preventivo, bisogna ricordare che, secondo il Consiglio nazionale forense, restano esclusi dall’obbligo di preventivo:

  • i costi relativi ad alcuni tipi di prestazioni che devono necessariamente rendersi nell’immediato (come ad esempio la consulenza resa in maniera orale e contestuale alla richiesta o la costituzione e redazione di atti di particolare urgenza);
  • tutti quei casi in cui non è oggettivamente possibile assolvere al dovere di preventivo, formula quest’ultima molto generica che tiene appunto conto dei possibili eventi imprevedibili che possono verificarsi nel corso dell’esercizio del mandato professionale.

Bisogna comunque tenere conto che, nella redazione del preventivo, vi sono sempre degli oneri necessari e, come tali, prevedibili perché connessi al naturale svolgimento della prestazione (si pensi alla redazione dell’atto difensivo; alle spese vive costituite dal contributo unificato, dalle notifiche, ecc.); ma vi sono anche oneri eventuali che, per loro natura, sono imprevedibili in quanto legati all’andamento del processo (sono tali, ad esempio, le consulenze tecniche o la chiamata di un terzo). 

Se l’avvocato non fa il preventivo devo pagare?

Il dovere di presentare il preventivo è sanzionato innanzitutto a livello disciplinare. Il cliente potrebbe, quindi, segnalare l’episodio al competente Consiglio dell’Ordine distrettuale degli avvocati affinché sanzioni il professionista. 

L’eventuale sanzione, tuttavia, non avrà alcuna ricaduta sul rapporto contrattuale tra le parti. Questo significa che il cliente dovrà comunque pagare l’avvocato anche se questi non ha fornito il preventivo: è, infatti, indiscutibile la circostanza che una prestazione professionale sia stata resa e che vada retribuita. Il punto è stabilire in base a quali criteri debba essere remunerato il legale, non essendovi una base contrattuale. 

Le ipotesi sono due: o le parti trovano un accordo tra di loro e, in tal caso, ogni problema viene superato in radice, oppure si arriva a uno scontro. “Scontro” significa che il cliente non intende pagare la parcella o ne paga solo una parte. È verosimile allora che, in una situazione del genere, l’avvocato si rivolga al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo o comunque una sentenza di condanna al pagamento delle proprie competenze. Di qui, il punto nodale di tutta la questione: come farà il giudice a calcolare la parcella dell’avvocato in assenza di un preventivo scritto?

La legge stabilisce che, se l’avvocato non fa il preventivo, il tribunale deve calcolare il valore della prestazione in base ai parametri forensi indicati in un Decreto Ministeriale del 2014, applicabile proprio in situazioni come questa. Si tratta del DM Giustizia 10 marzo 2014 n. 55 (v. testo alla fine dell’articolo).

Il Dm ha la caratteristica di stabilire delle parcelle tra un “minimo” e un “massimo” a seconda del tipo di attività svolta e del valore della controversia. 

Il giudice prenderà, quindi, a riferimento lo scaglione del valore della causa e calcolerà le varie voci della parcella dell’avvocato. Il risultato è quasi sempre inferiore rispetto a quanto normalmente un legale richiede. 

Cosa può fare l’avvocato che non ha presentato il preventivo scritto?

Il fatto che il cliente non abbia firmato alcun contratto scritto non implica, quindi, il venir meno del suo obbligo di pagare la prestazione ricevuta. Il mandato al professionista, infatti, può anche essere verbale e potrebbe essere confermato da comportamenti concludenti come la consegna della documentazione. Come detto, in tali ipotesi, l’unica conseguenza dell’assenza di preventivo sarà la determinazione della parcella secondo i parametri ministeriali. 

In ogni caso, in mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi può rivolgersi al Consiglio dell’Ordine per un tentativo di conciliazione (cosiddetto potere di opinamento delle parcelle del Consiglio dell’Ordine).

Fallita la conciliazione, il Consiglio, su richiesta dell’iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell’avvocato in relazione all’opera prestata.

Fallito il tentativo di conciliazione o a prescindere da esso, l’avvocato può tentare di recuperare il proprio credito facendo causa al proprio cliente. Due sono le possibili procedure che il professionista può adottare: 

  • un procedimento sommario di cognizione (disciplinato ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c.): competente a conoscere la causa è l’ufficio giudiziario di merito adito per il processo nel quale l’avvocato ha prestato la propria opera;
  • con ricorso per decreto ingiuntivo. 

note

[1] Scheda ufficio studi CNF 12 ottobre 2017 n. 67

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 10 marzo 2014, n. 55
Regolamento recante la determinazione dei parametri per la
liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi
dell’articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
(14G00067)

(GU n.77 del 2-4-2014)

Vigente al: 3-4-2014

Capo I

Disposizioni generali

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visti gli articoli 1, comma 3, e 13 comma 6, della legge 31
dicembre 2012, n. 247;
Sulla proposta del Consiglio nazionale forense pervenuta in data 24
maggio 2013;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 24 ottobre 2013;
Vista la trasmissione dello schema di regolamento alle competenti
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la nota del 10 marzo 2014, con la quale lo schema di
regolamento e’ stato comunicato al Presidente del Consiglio dei
ministri;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

Ambito applicativo

1. Il presente regolamento disciplina per le prestazioni
professionali i parametri dei compensi all’avvocato quando all’atto
dell’incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato
in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale
degli stessi, comprese le ipotesi di liquidazione nonche’ di
prestazione nell’interesse di terzi o prestazioni officiose previste
dalla legge, ferma restando – anche in caso di determinazione
contrattuale del compenso – la disciplina del rimborso spese di cui
al successivo articolo 2.

Art. 2

Compensi e spese

1. Il compenso dell’avvocato e’ proporzionato all’importanza
dell’opera.
2. Oltre al compenso e al rimborso delle spese documentate in
relazione alle singole prestazioni, all’avvocato e’ dovuta – in ogni
caso ed anche in caso di determinazione contrattuale – una somma per
rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15 per cento
del compenso totale per la prestazione, fermo restando quanto
previsto dai successivi articoli 5, 11 e 27 in materia di rimborso
spese per trasferta.

Art. 3

Applicazione analogica

1. Nell’ambito dell’applicazione dei precedenti articoli 1 e 2, per
i compensi ed i rimborsi non regolati da specifica previsione si ha
riguardo alle disposizioni del presente decreto che regolano
fattispecie analoghe.

Capo II

Disposizioni concernenti l’attivita’ giudiziale
Art. 4

Parametri generali per la determinazione dei compensi in sede
giudiziale

1. Ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle
caratteristiche, dell’urgenza e del pregio dell’attivita’ prestata,
dell’importanza, della natura, della difficolta’ e del valore
dell’affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati
conseguiti, del numero e della complessita’ delle questioni
giuridiche e di fatto trattate. In ordine alla difficolta’
dell’affare si tiene particolare conto dei contrasti
giurisprudenziali, e della quantita’ e del contenuto della
corrispondenza che risulta essere stato necessario intrattenere con
il cliente e con altri soggetti. Il giudice tiene conto dei valori
medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri
generali, possono essere aumentati, di regola, fino all’80 per cento,
o diminuiti fino al 50 per cento. Per la fase istruttoria l’aumento
e’ di regola fino al 100 per cento e la diminuzione di regola fino al
70 per cento.
2. Quando in una causa l’avvocato assiste piu’ soggetti aventi la
stessa posizione processuale, il compenso unico puo’ di regola essere
aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 20 per
cento, fino a un massimo di dieci soggetti, e del 5 per cento per
ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di venti. La
disposizione di cui al periodo precedente si applica quando piu’
cause vengono riunite, dal momento dell’avvenuta riunione e nel caso
in cui l’avvocato assiste un solo soggetto contro piu’ soggetti.
3. Quando l’avvocato assiste ambedue i coniugi nel procedimento per
separazione consensuale e nel divorzio a istanza congiunta, il
compenso e’ liquidato di regola con una maggiorazione del 20 per
cento su quello altrimenti liquidabile per l’assistenza di un solo
soggetto.
4. Nell’ipotesi in cui, ferma l’identita’ di posizione processuale
dei vari soggetti, la prestazione professionale nei confronti di
questi non comporta l’esame di specifiche e distinte questioni di
fatto e di diritto, il compenso altrimenti liquidabile per
l’assistenza di un solo soggetto e’ di regola ridotto del 30 per
cento.
5. Il compenso e’ liquidato per fasi. Con riferimento alle diverse
fasi del giudizio si intende esemplificativamente:
a) per fase di studio della controversia: l’esame e lo studio degli
atti a seguito della consultazione con il cliente, le ispezioni dei
luoghi, la ricerca dei documenti e la conseguente relazione o parere,
scritti oppure orali, al cliente, precedenti la costituzione in
giudizio;
b) per fase introduttiva del giudizio: gli atti introduttivi del
giudizio e di costituzione in giudizio, e il relativo esame incluso
quello degli allegati, quali ricorsi, controricorsi, citazioni,
comparse, chiamate di terzo ed esame delle relative autorizzazioni
giudiziali, l’esame di provvedimenti giudiziali di fissazione della
prima udienza, memorie iniziali, interventi, istanze, impugnazioni,
le relative notificazioni, l’esame delle corrispondenti relate,
l’iscrizione a ruolo, il versamento del contributo unificato, le
rinnovazioni o riassunzioni della domanda, le autentiche di firma o
l’esame della procura notarile, la formazione del fascicolo e della
posizione della pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il
cliente;
c) per fase istruttoria: le richieste di prova, le memorie
illustrative o di precisazione o integrazione delle domande o dei
motivi d’impugnazione, eccezioni e conclusioni, l’esame degli scritti
o documenti delle altre parti o dei provvedimenti giudiziali
pronunciati nel corso e in funzione dell’istruzione, gli adempimenti
o le prestazioni connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali, le
partecipazioni e assistenze relative ad attivita’ istruttorie, gli
atti necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio
anche quando disposto d’ufficio, la designazione di consulenti di
parte, l’esame delle corrispondenti attivita’ e designazioni delle
altre parti, l’esame delle deduzioni dei consulenti d’ufficio o delle
altre parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel
corso del giudizio compresi quelli al contumace, le relative
richieste di copie al cancelliere, le istanze al giudice in qualsiasi
forma, le dichiarazioni rese nei casi previsti dalla legge, le
deduzioni a verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese le
notificazioni e l’esame delle relative relate, i procedimenti
comunque incidentali comprese le querele di falso e quelli inerenti
alla verificazione delle scritture private. Al fine di valutare il
grado di complessita’ della fase rilevano, in particolare, le plurime
memorie per parte, necessarie o autorizzate dal giudice, comunque
denominate ma non meramente illustrative, ovvero le plurime richieste
istruttorie ammesse per ciascuna parte e le plurime prove assunte per
ciascuna parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del
compenso quando effettivamente svolta;
d) per fase decisionale: le precisazioni delle conclusioni e
l’esame di quelle delle altre parti, le memorie, illustrative o
conclusionali anche in replica, compreso il loro deposito ed esame,
la discussione orale, sia in camera di consiglio che in udienza
pubblica, le note illustrative accessorie a quest’ultima, la
redazione e il deposito delle note spese, l’esame e la registrazione
o pubblicazione del provvedimento conclusivo del giudizio, comprese
le richieste di copie al cancelliere, il ritiro del fascicolo,
l’iscrizione di ipoteca giudiziale del provvedimento conclusivo
stesso; il giudice, nella liquidazione della fase, tiene conto, in
ogni caso, di tutte le attivita’ successive alla decisione e che non
rientrano, in particolare, nella fase di cui alla lettera e);
e) per fase di studio e introduttiva del procedimento esecutivo: la
disamina del titolo esecutivo, la notificazione dello stesso
unitamente al precetto, l’esame delle relative relate, il
pignoramento e l’esame del relativo verbale, le iscrizioni,
trascrizioni e annotazioni, gli atti d’intervento, le ispezioni
ipotecarie, catastali, l’esame dei relativi atti;
f) per fase istruttoria e di trattazione del procedimento
esecutivo: ogni attivita’ del procedimento stesso non compresa nella
lettera e), quali le assistenze all’udienza o agli atti esecutivi di
qualsiasi tipo.
6. Nell’ipotesi di conciliazione giudiziale o transazione della
controversia, la liquidazione del compenso e’ di regola aumentato
fino a un quarto rispetto a quello altrimenti liquidabile per la fase
decisionale fermo quanto maturato per l’attivita’ precedentemente
svolta.
7. Costituisce elemento di valutazione negativa, in sede di
liquidazione giudiziale del compenso, l’adozione di condotte abusive
tali da ostacolare la definizione dei procedimenti in tempi
ragionevoli.
8. Il compenso da liquidare giudizialmente a carico del soccombente
costituito puo’ essere aumentato fino a un terzo rispetto a quello
altrimenti liquidabile quando le difese della parte vittoriosa sono
risultate manifestamente fondate.
9. Nel caso di responsabilita’ processuale ai sensi dell’articolo
96 del codice di procedura civile, ovvero, comunque, nei casi
d’inammissibilita’ o improponibilita’ o improcedibilita’ della
domanda, il compenso dovuto all’avvocato del soccombente e’ ridotto,
ove concorrano gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate
nella motivazione, del 50 per cento rispetto a quello altrimenti
liquidabile.
10. Nel caso di controversie a norma dell’articolo 140-bis del
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il compenso puo’ essere
aumentato fino al triplo rispetto a quello altrimenti liquidabile.

Art. 5

Determinazione del valore della controversia

1. Nella liquidazione dei compensi a carico del soccombente, il
valore della causa – salvo quanto diversamente disposto dal presente
comma – e’ determinato a norma del codice di procedura civile. Nei
giudizi per azioni surrogatorie e revocatorie, si ha riguardo
all’entita’ economica della ragione di credito alla cui tutela
l’azione e’ diretta, nei giudizi di divisione alla quota o ai
supplementi di quota o all’entita’ dei conguagli in contestazione.
Quando nei giudizi di divisione la controversia interessa anche la
massa da dividere, si ha riguardo a quest’ultima. Nei giudizi per
pagamento di somme o liquidazione di danni, si ha riguardo di norma
alla somma attribuita alla parte vincitrice piuttosto che a quella
domandata. In ogni caso si ha riguardo al valore effettivo della
controversia, anche in relazione agli interessi perseguiti dalle
parti, quando risulta manifestamente diverso da quello presunto a
norma del codice di procedura civile o alla legislazione speciale.
2. Nella liquidazione dei compensi a carico del cliente si ha
riguardo al valore corrispondente all’entita’ della domanda. Si ha
riguardo al valore effettivo della controversia quando risulta
manifestamente diverso da quello presunto anche in relazione agli
interessi perseguiti dalle parti.
3. Nelle cause davanti agli organi di giustizia, nella liquidazione
a carico del cliente si ha riguardo all’entita’ economica
dell’interesse sostanziale che il cliente intende perseguire; nella
liquidazione a carico del soccombente si ha riguardo all’entita’
economica dell’interesse sostanziale che riceve tutela attraverso la
decisione. In relazione alle controversie in materia di pubblici
contratti, l’interesse sostanziale perseguito dal cliente privato e’
rapportato all’utile effettivo o ai profitti attesi dal soggetto
aggiudicatario o dal soggetto escluso.
4. Nelle cause davanti agli organi di giustizia tributaria il
valore della controversia e’ determinato in conformita’ all’importo
delle imposte, tasse, contributi e relativi accessori oggetto di
contestazione, con il limite di un quinquennio in caso di oneri
poliennali.
5. Qualora il valore effettivo della controversia non risulti
determinabile mediante l’applicazione dei criteri sopra enunciati, la
stessa si considerera’ di valore indeterminabile.
6. Le cause di valore indeterminabile si considerano di regola e a
questi fini di valore non inferiore a euro 26.000,00 e non superiore
a euro 260.000,00, tenuto conto dell’oggetto e della complessita’
della controversia. Qualora la causa di valore indeterminabile
risulti di particolare importanza per lo specifico oggetto, il numero
e la complessita’ delle questioni giuridiche trattate, e la rilevanza
degli effetti ovvero dei risultati utili, anche di carattere non
patrimoniale, il suo valore si considera di regola e a questi fini
entro lo scaglione fino a euro 520.000,00.

Art. 6

Cause di valore superiore ad euro 520.000,00

1. Alla liquidazione dei compensi per le controversie di valore
superiore a euro 520.000,00 si applica di regola il seguente
incremento percentuale: per le controversie da euro 520.000,00 ad
euro 1.000.000,00 fino al 30 per cento in piu’ dei parametri numerici
previsti per le controversie di valore fino a euro 520.000,00; per le
controversie da euro 1.000.000,01 ad euro 2.000.000,00 fino al 30 per
cento in piu’ dei parametri numerici previsti per le controversie di
valore sino ad euro 1.000.000,00; per le controversie da euro
2.000.000,01 ad euro 4.000.000,00 fino al 30 per cento in piu’ dei
parametri numerici previsti per le controversie di valore sino ad
euro 2.000.000,00; per le controversie da euro 4.000.000,01 ad euro
8.000.000,00 fino al 30 per cento in piu’ dei parametri numerici
previsti per le controversie di valore sino ad euro 4.000.000,00; per
le controversie di valore superiore ad euro 8.000.000,00 fino al 30
per cento in piu’ dei parametri numerici previsti per le cause di
valore sino ad euro 8.000.000,00; tale ultimo criterio puo’ essere
utilizzato per ogni successivo raddoppio del valore della
controversia.

Art. 7

Giudizi non compiuti

1. Per l’attivita’ prestata dall’avvocato nei giudizi iniziati ma
non compiuti, si liquidano i compensi maturati per l’opera svolta
fino alla cessazione, per qualsiasi causa, del rapporto
professionale.

Art. 8

Pluralita’ di difensori e societa’ professionali

1. Quando incaricati della difesa sono piu’ avvocati, ciascuno di
essi ha diritto nei confronti del cliente ai compensi per l’opera
prestata, ma nella liquidazione a carico del soccombente sono
computati i compensi per un solo avvocato.
2. All’avvocato incaricato di svolgere funzioni di domiciliatario,
spetta di regola un compenso non inferiore al 20 per cento
dell’importo previsto dai parametri di cui alle tabelle allegate per
le fasi processuali che lo stesso domiciliatario ha effettivamente
seguito e, comunque, rapportato alle prestazioni concretamente
svolte.
3. Se l’incarico professionale e’ conferito a una societa’ di
avvocati si applica il compenso spettante a un solo professionista,
anche se la prestazione e’ svolta da piu’ soci.

Art. 9

Praticanti avvocati abilitati al patrocinio

1. Ai praticanti avvocati abilitati al patrocinio e’ liquidata di
regola la meta’ dei compensi spettanti all’avvocato.

Art. 10

Procedimenti arbitrali rituali e irrituali

1. Per i procedimenti arbitrali rituali ed irrituali, agli arbitri
sono di regola dovuti i compensi previsti sulla base dei parametri
numerici di cui alla tabella allegata.
2. Agli avvocati chiamati a difendere in arbitrati, rituali o
irrituali, sono di regola liquidati i compensi previsti dai parametri
di cui alla tabella n. 2.

Art. 11

Trasferte

1. Per gli affari e le cause fuori dal luogo ove svolge la
professione in modo prevalente, all’avvocato incaricato della difesa
e’ di regola liquidata l’indennita’ di trasferta e il rimborso delle
spese a norma dell’articolo 27 della materia stragiudiziale.

Capo III

Disposizioni concernenti l’attivita’ penale
Art. 12

Parametri generali per la determinazione dei compensi

1. Ai fini della liquidazione del compenso spettante per
l’attivita’ penale si tiene conto delle caratteristiche, dell’urgenza
e del pregio dell’attivita’ prestata, dell’importanza, della natura,
della complessita’ del procedimento, della gravita’ e del numero
delle imputazioni, del numero e della complessita’ delle questioni
giuridiche e di fatto trattate, dei contrasti giurisprudenziali,
dell’autorita’ giudiziaria dinanzi cui si svolge la prestazione,
della rilevanza patrimoniale, del numero dei documenti da esaminare,
della continuita’ dell’impegno anche in relazione alla frequenza di
trasferimenti fuori dal luogo ove svolge la professione in modo
prevalente, nonche’ dell’esito ottenuto avuto anche riguardo alle
conseguenze civili e alle condizioni finanziarie del cliente. Si
tiene altresi’ conto del numero di udienze, pubbliche o camerali,
diverse da quelle di mero rinvio, e del tempo necessario
all’espletamento delle attivita’ medesime. Il giudice tiene conto dei
valori medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei
parametri generali, possono, di regola, essere aumentati fino all’80
per cento, o diminuiti fino al 50 per cento.
2. Quando l’avvocato assiste piu’ soggetti aventi la stessa
posizione processuale, il compenso unico puo’ di regola essere
aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 20 per
cento, fino a un massimo di dieci soggetti, e del 5 per cento per
ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di venti. La
disposizione del periodo precedente si applica anche quando il numero
delle parti ovvero delle imputazioni e’ incrementato per effetto di
riunione di piu’ procedimenti, dal momento della disposta riunione, e
anche quando il professionista difende una parte contro piu’ parti,
sempre che la prestazione non comporti l’esame di medesime situazioni
di fatto o di diritto. Quando, ferma l’identita’ di posizione
processuale, la prestazione professionale non comporta l’esame di
specifiche e distinte situazioni di fatto o di diritto in relazione
ai diversi imputati e in rapporto alle contestazioni, il compenso
altrimenti liquidabile per l’assistenza di un solo soggetto e’ di
regola ridotto del 30 per cento. Per le liquidazioni delle
prestazioni svolte in favore di soggetti ammessi al patrocinio a
spese dello Stato a norma del testo unico delle spese di giustizia di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.
115, si tiene specifico conto della concreta incidenza degli atti
assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa.
3. Il compenso si liquida per fasi. Con riferimento alle diverse
fasi del giudizio si intende esemplificativamente:
a) per fase di studio, ivi compresa l’attivita’ investigativa:
l’esame e studio degli atti, le ispezioni dei luoghi, la iniziale
ricerca di documenti, le consultazioni con il cliente, i colleghi o i
consulenti, le relazioni o i pareri, scritti o orali, che esauriscano
l’attivita’ e sono resi in momento antecedente alla fase
introduttiva;
b) per fase introduttiva del giudizio: gli atti introduttivi quali
esposti, denunce querele, istanze richieste dichiarazioni,
opposizioni, ricorsi, impugnazioni, memorie, intervento del
responsabile civile e la citazione del responsabile civile;
c) per fase istruttoria o dibattimentale: le richieste, gli
scritti, le partecipazioni o assistenze relative ad atti ed attivita’
istruttorie procedimentali o processuali anche preliminari, rese
anche in udienze pubbliche o in camera di consiglio, che sono
funzionali alla ricerca di mezzi di prova, alla formazione della
prova, comprese liste, citazioni e le relative notificazioni, l’esame
dei consulenti, testimoni, indagati o imputati di reato connesso o
collegato;
d) per fase decisionale: le difese orali o scritte, le repliche,
l’assistenza alla discussione delle altre parti processuali sia in
camera di consiglio che in udienza pubblica.

Art. 13

Giudizi non compiuti

1. Se il procedimento o il processo non sono portati a termine per
qualsiasi causa o sopravvengono cause estintive del reato, ovvero il
cliente o l’avvocato recedono dal mandato, sono liquidati i compensi
maturati per l’opera svolta fino alla data di cessazione
dell’incarico ovvero a quella di pronunzia della causa estintiva.

Art. 14

Incarico conferito a societa’ di avvocati

1. Se l’incarico professionale e’ conferito a una societa’ di
avvocati si applica il compenso spettante a un solo professionista,
anche se la prestazione e’ svolta da piu’ soci.

Art. 15

Trasferte

1. Per gli affari e le cause fuori dal luogo ove svolge la
professione in modo prevalente, all’avvocato e’ liquidata
un’indennita’ di trasferta e un rimborso delle spese, a norma
dell’articolo 27 della materia stragiudiziale.

Art. 16

Parte civile

1. All’avvocato della persona offesa, della parte civile, del
responsabile civile e del civilmente obbligato si applicano i
parametri numerici previsti dalle tabelle allegate.

Art. 17

Praticanti avvocati abilitati al patrocinio

1. Ai praticanti avvocati abilitati al patrocinio e’ liquidata di
regola la meta’ dei compensi spettanti all’avvocato.

Capo IV

Disposizioni concernenti l’attivita’ stragiudiziale
Art. 18

Compensi per attivita’ stragiudiziale

1. I compensi liquidati per prestazioni stragiudiziali sono
onnicomprensivi in relazione ad ogni attivita’ inerente l’affare.

Art. 19

Parametri generali per la determinazione dei compensi

1. Ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle
caratteristiche, dell’urgenza, del pregio dell’attivita’ prestata,
dell’importanza dell’opera, della natura, della difficolta’ e del
valore dell’affare, della quantita’ e qualita’ delle attivita’
compiute, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati
conseguiti, del numero e della complessita’ delle questioni
giuridiche e in fatto trattate. In ordine alla difficolta’
dell’affare si tiene particolare conto di contrasti giurisprudenziali
rilevanti, della quantita’ e del contenuto della corrispondenza che
risulta essere stato necessario intrattenere con il cliente e con
altri soggetti. Il giudice tiene conto dei valori medi di cui alla
tabella allegata, che, in applicazione dei parametri generali,
possono, di regola, essere aumentati fino all’80 per cento, o
diminuiti fino al 50 per cento.

Art. 20

Prestazioni stragiudiziali svolte precedentemente o in concomitanza
con attivita’ giudiziali

1. L’attivita’ stragiudiziale svolta prima o in concomitanza con
l’attivita’ giudiziale, che riveste una autonoma rilevanza rispetto a
quest’ultima, e’ di regola liquidata in base ai parametri numerici di
cui alla allegata tabella.

Art. 21

Determinazione del valore dell’affare

1. Nella liquidazione dei compensi il valore dell’affare e’
determinato – salvo quanto diversamente disposto dal presente comma –
a norma del codice di procedura civile. In ogni caso si ha riguardo
al valore effettivo dell’affare, anche in relazione agli interessi
perseguiti dalla parte, quando risulta manifestamente diverso da
quello presunto a norma del codice di procedura civile o della
legislazione speciale.
2. Per l’assistenza in procedure concorsuali giudiziali e
stragiudiziali si ha riguardo al valore del credito del cliente
creditore o all’entita’ del passivo del cliente debitore.
3. Per l’assistenza in affari di successioni, divisioni e
liquidazioni si ha riguardo al valore della quota attribuita al
cliente.
4. Per l’assistenza in affari amministrativi il compenso si
determina secondo i criteri previsti nelle norme dettate per le
prestazioni giudiziali, tenendo presente l’interesse sostanziale del
cliente.
5. Per l’assistenza in affari in materia tributaria si ha riguardo
al valore delle imposte, tasse, contributi e relativi accessori
oggetto di contestazione, con il limite di un quinquennio in caso di
oneri poliennali.
6. Qualora il valore effettivo dell’affare non risulti
determinabile mediante l’applicazione dei criteri sopra enunciati lo
stesso si considera di valore indeterminabile.
7. Gli affari di valore indeterminabile si considerano di regola e
a questi fini di valore non inferiore a euro 26.000,00 e non
superiore a euro 260.000,00, tenuto conto dell’oggetto e della
complessita’ dell’affare stesso. Qualora il valore effettivo
dell’affare risulti di particolare importanza per l’oggetto, per il
numero e la complessita’ delle questioni giuridiche trattate, per la
rilevanza degli effetti e dei risultati utili di qualsiasi natura,
anche non patrimoniale, il suo valore si considera di regola e a
questi fini entro lo scaglione fino a euro 520.000,00.

Art. 22

Affari di valore superiore a euro 520.000,00

1. Alla liquidazione dei compensi per gli affari di valore
superiore a euro 520.000,00 si applica di regola il seguente
incremento percentuale: per gli affari da euro 520.000,00 ad euro
1.000.000,00 fino al 30 per cento dei parametri numerici previsti per
le controversie di valore fino a euro 520.000,00; per gli affari da
euro 1.000.000,01 ad euro 2.000.000,00 fino al 30 per cento dei
parametri numerici previsti per le controversie di valore sino ad
euro 1.000.000,00; per gli affari da euro 2.000.000,01 ad euro
4.000.000,00 fino al 30 per cento dei parametri numerici previsti per
le controversie di valore sino ad euro 2.000.000,00; per gli affari
da euro 4.000.000,01 ad euro 8.000.000,00 fino al 30 per cento dei
parametri numerici previsti per le controversie di valore sino ad
euro 4.000.000,00; per gli affari di valore superiore ad euro
8.000.000,00, fino al 30 per cento dei parametri numerici previsti
per gli affari di valore sino ad euro 8.000.000,00; tale ultimo
criterio puo’ essere utilizzato per ogni successivo raddoppio del
valore dell’affare.

Art. 23

Pluralita’ di difensori e societa’ professionali

1. Se piu’ avvocati sono stati incaricati di prestare la loro opera
nel medesimo affare, a ciascuno di essi si liquidano i compensi per
l’opera prestata.
2. Se l’incarico professionale e’ conferito a una societa’ di
avvocati si liquida il compenso spettante a un solo professionista,
anche se la prestazione sara’ svolta da piu’ soci.

Art. 24

Praticanti avvocati abilitati al patrocinio

1. Ai praticanti avvocati abilitati al patrocinio e’ liquidata di
regola la meta’ dei compensi spettanti all’avvocato.

Art. 25

Incarico non portato a termine

1. Per l’attivita’ prestata dall’avvocato negli incarichi iniziati
ma non compiuti, si liquidano i compensi maturati per l’opera svolta
fino alla cessazione, per qualsiasi causa, del rapporto
professionale.

Art. 26

Prestazioni con compenso a percentuale

1. Per le prestazioni in adempimento di un incarico di gestione
amministrativa, giudiziaria o convenzionale, il compenso e’ di regola
liquidato sulla base di una percentuale, fino a un massimo del 5 per
cento, computata sul valore dei beni amministrati, tenendo altresi’
conto della durata dell’incarico, della sua complessita’ e
dell’impegno profuso.

Art. 27

Trasferte

1. All’avvocato, che per l’esecuzione dell’incarico deve
trasferirsi fuori dal luogo ove svolge la professione in modo
prevalente, e’ liquidato il rimborso delle spese sostenute e
un’indennita’ di trasferta. Si tiene conto del costo del soggiorno
documentato dal professionista, con il limite di un albergo quattro
stelle, unitamente, di regola, a una maggiorazione del 10 per cento
quale rimborso delle spese accessorie; per le spese di viaggio, in
caso di utilizzo di autoveicolo proprio, e’ riconosciuta
un’indennita’ chilometrica pari di regola a un quinto del costo del
carburante al litro, oltre alle spese documentate di pedaggio
autostradale e parcheggio.

Capo V

Disciplina transitoria ed entrata in vigore
Art. 28

Disposizione temporale

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle
liquidazioni successive alla sua entrata in vigore.

Art. 29

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 10 marzo 2014

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2014, n. 928

TABELLE PARAMETRI FORENSI

GIUDICE DI PACE

Fase del giudizio

Valore della controversia (in euro)

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

Fase di studio della controversia

65

225

405

Fase introduttiva del giudizio

65

240

335

Fase istruttoria e/o di trattazione

65

335

540

Fase decisionale

135

405

710

GIUDIZI ORDINARI E SOMMARI DI COGNIZIONE INNANZI AL TRIBUNALE (1)

Fase del giudizio

Valore della controversia (in euro)

da
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

125

405

875

1.620

2.430

3.375

Fase introduttiva del giudizio

125

405

740

1.147

1.550

2.227

Fase istruttoria e/o di trattazione

190

810

1.600

1.720

5.400

9.915

Fase decisionale

190

810

1.620

2.767

4.050

5.870

(1)  art. 10 DM Giust. 10 marzo 2014 n. 55).

CAUSE DI LAVORO

Fase del giudizio

Valore della controversia (in euro)

da 0,01
a 1.100,00

da
a 5.200,00

da
a 26.000

da 26.000,01 a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01 a 520.000,00

Fase di studio della controversia

200

846

1.735

3.090

4.536

6.350

Fase introduttiva del giudizio

120

405

740

1.145

1.620

2.225

Fase istruttoria e/o di trattazione

120

540

1.116

1.790

2.550

3.450

Fase decisionale

170

710

1.540

2.790

4.050

5.990

CAUSE DI PREVIDENZA

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

125

405

885

1.620

2.430

3.375

Fase introduttiva del giudizio

115

405

740

1.147

1.620

2.225

Fase istruttoria e/o di trattazione

170

810

1.585

2.565

3.645

4.925

Fase decisionale

235

875

1.925

3.500

3.950

7.490

PROCEDIMENTI PER CONVALIDA LOCATIZIA

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01 a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

170

505

875

1.620

2.360

3.375

Fase introduttiva del giudizio

170

470

675

1.010

1.350

1.485

Fase istruttoria e/o di trattazione

40

135

200

335

470

675

Fase decisionale

135

405

710

1.280

1.820

2.700

ATTO DI PRECETTO

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 5.200,00

da
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

135

225

315

405

540

PROCEDIMENTI DI VOLONTARIA GIURISDIZIONE

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a € 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a

405

1.350

2.225

3.170

4.320

PROCEDIMENTI MONITORI

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

450

540

1.305

2.135

4.185

PROCEDIMENTI DI ISTRUZIONE PREVENTIVA

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

200

540

945

1.080

2.025

Fase introduttiva del giudizio

270

675

750

945

1.385

Fase istruttoria

335

1.010

1.215

1.620

2.225

PROCEDIMENTI CAUTELARI

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

200

540

945

1.690

2.430

3.510

Fase introduttiva del giudizio

135

335

640

810

1.145

1.485

Fase istruttoria e/o di trattazione

200

810

1.147

1.890

2.700

3.780

Fase decisionale

100

370

605

1.145

1.687

2.430

GIUDIZI INNANZI ALLA CORTE D’APPELLO

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

135

510

1.080

1.960

2.835

4.180

Fase introduttiva del giudizio

135

510

877

1.350

1.820

2.430

Fase istruttoria e/o di trattazione

170

945

1.755

2.900

4.120

5.600

Fase decisionale

200

810

1.820

3.305

4.860

6.950

GIUDIZIO INNANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE E ALTRE GIURISDIZIONI SUPERIORI

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

240

675

1.215

2.225

3.240

4.725

Fase introduttiva del giudizio

270

740

1.080

1.875

2.360

3.105

Fase decisionale

135

370

640

1.150

1.690

2.430

GIUDIZIO INNANZI ALLA CORTE COSTITUZIONALE, ALLA CORTE EUROPEA, ALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

240

875

1.890

3.510

5.130

7.425

Fase introduttiva del giudizio

200

740

1.280

1.960

2.767

3.700

Fase istruttoria e/o di trattazione

135

675

1.280

2.090

2.970

4.050

Fase decisionale

135

740

1.280

2.360

3.440

4.930

PROCEDURE ESECUTIVE MOBILIARI

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase di studio della controversia

120

350

526

820

1.110

1.460

Fase istruttoria e/o di trattazione

60

175

290

470

700

935

PROCEDURE ESECUTIVE IMMOBILIARI

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase introduttiva

140

430

650

1.000

1.365

1.800

Fase istruttoria e/o di trattazione

72

285

430

645

935

1.220

PROCEDURE ESECUTIVE PRESSO TERZI, PER CONSEGNA E RILASCIO, IN FORMA SPECIFICA

Fase del giudizio

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase introduttiva

105

315

526

820

1.110

1.460

Fase di trattazione e conclusiva

225

540

810

1.295

1.835

2.480

ISCRIZIONE IPOTECARIA/AFFARI TAVOLARI

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

65

270

405

675

945

1.280

PROCEDIMENTI PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

160

590

860

1.400

1.995

2.750

PRESTAZIONI DI ASSISTENZA STRAGIUDIZIALE

Valore della controversia in euro

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

270

1.215

1.890

2.295

4.320

5.870

ARBITRATO  (1)

Valore della controversia

da 0,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

1.620

4.050

7.085

16.200

(1)  art. 10 DM Giust. 10 marzo 2014 n. 55come modif. dall’art. 2 c. 1 DM Giust. 8 marzo 2018 n. 37).

PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE E PROCEDURA DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA 

Valore della controversia

Fase del giudizio

da 0,01
a 1.100,00

da 1.100,01
a 5.200,00

da 5.200,01
a 26.000,00

da 26.000,01
a 52.000,00

da 52.000,01
a 260.000,00

da 260.000,01
a 520.000,00

Fase dell’attivazione

60

270

420

510

960

1305

Fase di negoziazione

120

540

840

1020

1920

2610

Conciliazione

180

810

1260

1530

2880

3915

(1)  Questi parametri si applicano alle liquidazioni dei compensi avvenute  (art. 20 c. 1 bis DM Giust. 10 marzo 2014 n. 55  art. 5 c. 2 DM Giust. 8 marzo 2018 n. 37).


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