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Come proteggere i propri risparmi

31 Marzo 2020
Come proteggere i propri risparmi

Default, inflazione e svalutazione monetaria: come tutelare i soldi in banca.

I peggiori nemici del risparmio sono l’inflazione e l’instabilità politico-economica. Si tratta di fattori che sfuggono di mano al cittadino e che, in alcuni casi, possono piombare all’improvviso, causando un’imprevedibile perdita del potere di acquisto. Se anche l’ombrello dell’Unione europea è servito sino ad oggi a contenere – se non, addirittura, a neutralizzare – questi due rischi, evitando che le cicliche crisi economiche potessero causare gravi ripercussioni economiche sulle famiglie, il nemico è sempre alla porta. Di qui, l’interrogativo comune: come proteggere i propri risparmi? Quali sono i beni-rifugio più convenienti che oggi il mercato possa proporre? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Proteggere i risparmi a casa

Di certo, il deposito dei soldi sul conto corrente ha un enorme svantaggio: quello di soffrire l’inflazione e la svalutazione che il tempo necessariamente implica. Chiaramente, tanto inferiore è il tasso di inflazione tanto minore è questo rischio.

Se, ad esempio, la banca garantisce interessi attivi pari a 0,2% e l’inflazione è pari a 1,2%, il correntista perde ogni anno 1 euro su ogni 100 euro. Tanto vale, tuttavia, il “costo della sicurezza” e della tranquillità.

Conservare i risparmi a casa di certo non elimina il problema della svalutazione ed, anzi, vi aggiunge il rischio di furti e rapine. 

Nel Dna degli italiani c’è ancora la fobia collegata al prelievo forzoso sul conto corrente, deciso nel 1992 dal Governo Amato (pari al 6 per mille del deposito). In realtà, si è trattato di un’esperienza più unica che rara. L’imposizione fiscale si basa, di norma, solo sul reddito prodotto e su quello risparmiato. Pertanto, non sarà togliendo i risparmi dalla banca che si potranno evitare eventuali “tasse a sorpresa” decise in momenti di difficoltà economica; queste, infatti, vengono applicate tenendo conto della dichiarazione dei redditi del contribuente.

Un altro spettro, anche questo del tutto improbabile, è il blocco dei prelievi, che abbiamo visto in parte attuato in Grecia durante la famosa crisi del 2015 (che portò le banche a chiudere per ben sei giorni). Sono scenari apocalittici che, fintantoché il nostro Paese resterà all’interno dell’Unione europea, non si potranno verificare, sussistendo forti garanzie comunitarie di stabilità. 

Proteggere i risparmi con i beni-rifugio

In periodi in cui il denaro subisce forti fluttuazioni e c’è il rischio di una svalutazione, il metodo migliore per conservare il potere d’acquisto è comprare beni-rifugio, beni cioè di cui c’è sempre bisogno anche in momenti di difficoltà e che, comunque, consentono di tutelare il capitale dall’inflazione. 

Il principale bene-rifugio, nel nostro Paese, è sempre stato l’immobile: abitazioni e (in misura minore) terreni sono da sempre l’ancora del piccolo risparmiatore. Chiaramente, non basta il semplice acquisto se non accompagnato poi da una vera e propria attività speculativa come la locazione. È vero: anche l’affitto ha i suoi problemi e, specie in periodi di crisi, si intensifica il problema della morosità. Mal che vada, però, il proprietario avrà tutelato il capitale pur senza un utile.

In momenti di crisi economica e di necessità di liquidità, è molto più facile acquistare immobili a basso prezzo per poi rivenderli, con un notevole lucro, quando il mercato si riprende. Vero è che proprio il mercato immobiliare si adegua con molta lentezza alle fluttuazioni economiche; per sperare, quindi, in un utile bisognerà munirsi di pazienza.

Altro tipico bene-rifugio è l’oro. Dalla sua scoperta, il metallo prezioso è sempre stato il parametro degli scambi internazionali, mantenendo quasi immutata la propria forza. Quando si parla di investimenti in oro si intende sia l’acquisto dell’oro fisico che l’investimento nella materia prima oro sui mercati finanziari.

La storia dimostra che l’oro è un bene senza tempo: non solo consente di tutelare il capitale dalla svalutazione monetaria, ma grazie all’alta valutazione che i mercati fanno del metallo prezioso, la sua domanda è sempre alta e il rischio basso.

Titoli di Stato e mercato azionario

Gli italiani sono attaccati ai titoli di Stato come alla lotteria di capodanno. Eppure oggi Bot, Btp e Cct garantiscono un rendimento molto basso. In più, molto più dei conti correnti, sono fortemente legati all’andamento del bilancio pubblico: un eventuale default dello Stato impedirebbe la restituzione dei soldi ai risparmiatori. 

Di certo, i titoli di Stato e le obbligazioni sono più sicuri rispetto alle azioni societarie: investimenti di questo tipo offrono maggiori rischi risentendo non solo delle scelte imprenditoriali delle singole aziende, ma anche della crisi del mercato. In momenti di incertezza economica, il mercato azionario è quindi da evitare. 

Fondi pensione

I fondi pensione costituiscono una forma di investimento per il futuro, garantendo una rendita vitalizia a partire dal momento in cui il risparmiatore smetterà di lavorare. Con un versamento annuale fatto in favore del fondo (di solito, gestito da banche o da assicurazioni) si ottiene poi un assegno mensile al momento della pensione. 

I fondi pensione godono poi di agevolazioni fiscali potendo portare in deduzione la spesa annuale fino a un limite massimo di 5.164,57 euro. Il vantaggio dei piani pensionistici è slittato nel tempo: si tratta della classica misura volta a garantirsi una vecchiaia più serena.

Anche qui, il risparmiatore che non voglia correre rischi dovrà affidarsi a una compagnia seria, apprezzata sul mercato internazionale. Diversamente, in caso di default della società che gestisce il fondo si potrebbero perdere tutti i risparmi accumulati. 

Conti deposito e buoni postali

Altra forma di tutela dei risparmi è costituita dai buoni postali. La sicurezza deriva dal fatto che si tratta di strumenti garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Sono previsti poi dei rendimenti leggermente superiori al conto corrente.

Sempre per chi si accontenta, ci sono i conti deposito. Si tratta di uno strumento finanziario messo a disposizione da numerose banche che consiste nel vincolare una parte del tuo patrimonio per un periodo di tempo limitato, guadagnando attraverso un piccolo interesse. Sono gli strumenti che vanno per la maggiore in periodi di crisi recessiva come quello attuale. Il conto deposito vincolato è una buona scelta se non hai necessità di ritirare i tuoi soldi prima della scadenza programmata, altrimenti dovresti rinunciare agli interessi promessi alla scadenza.

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