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Denuncia per effrazione

19 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per effrazione

Violenza sulle cose: quando si può sporgere querela? Furto con scasso, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e danneggiamento: quand’è reato?

Rientri alla tua abitazione, di ritorno da lavoro; stai per infilare la chiave nella toppa ma ti rendi ben presto conto che non ve n’è bisogno, in quanto la porta è stata forzata e la serratura è stata fatta saltare. Timoroso entri in casa e, con tuo grosso sollievo, scopri che nessun oggetto è stato trafugato. Puoi sporgere una denuncia per effrazione anche se non hai subito alcun furto?

Facciamo un altro esempio. Questa volta, anziché la porta di casa, ad essere stata forzata è la portiera dell’auto: i segni dello scasso sono ben visibili. Cosa fare in questa circostanza? Si può sporgere una querela soltanto per danneggiamento dei propri beni? Cosa dice la legge a proposito dell’effrazione? Com’è punita? Se l’argomento ti interessa e hai cinque minuti di tempo, prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Effrazione: cos’è?

Per comprendere se è possibile denunciare un’effrazione dobbiamo prima capire cosa si intende per essa.

L’effrazione non è altro che un sinonimo di scasso, rottura. Chi compie un’effrazione, in pratica, commette una condotta violenta su una cosa, non su una persona.

L’effrazione, detta ancora in altri termini, equivale all’impiego della forza bruta su un bene materiale.

Effrazione: cosa dice la legge?

Nel codice penale non si parla mai di effrazione ma di violenza sulle cose. Secondo la legge [1], si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione.

La violenza sulle cose può essere applicata anche su un sistema informatico: secondo la legge, si ha violenza sulle cose allorché un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico.

L’effrazione, intesa come violenza sulle cose, la si riscontra all’interno del codice penale essenzialmente in riferimento a due reati: il furto e l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Vediamo di cosa si tratta.

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni: quando è reato?

Secondo il codice penale, chi, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 516.

Commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante violenza sulle cose il proprietario di casa che, pur di mandare via immediatamente il conduttore moroso, gli stacca l’utenza elettrica.

È pacifico che il distacco delle utenze (luce, gas, acqua) all’inquilino moroso costituisce il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, in quanto il proprietario dell’immobile, per ottenere giustizia, avrebbe potuto rivolgersi al tribunale [2].

Furto con scasso: cos’è?

L’altra ipotesi in cui ricorre tipicamente l’effrazione è il furto con scasso. Secondo il codice penale [3], è punito con la reclusione da due a sei anni chi si impossessa degli altrui beni usando violenza sulle cose.

Si ha furto con scasso quando il ladro forza la porta dietro la quale si celano i gioielli, oppure una cassaforte, oppure ancora la custodia all’interno dei quali si trovano del denaro oppure degli oggetti preziosi.

Denuncia per effrazione: quando si può fare?

Come avrai senz’altro già capito, fare una denuncia per effrazione non è cosa tanto semplice se la violenza sulle cose non si è concretizzata in uno dei reati sopra indicati.

In altre parole, se trovi la portiera dell’auto forzata non potrai sporgere denuncia, in quanto nessun furto è stato commesso. Lo stesso dicasi per la serratura della porta di casa, se nessuno poi vi è entrato.

Al contrario, si potrà sporgere denuncia per violazione di domicilio se all’effrazione della porta (o della finestra) è seguito l’ingresso in casa, pur non accompagnato dalla sottrazione di oggetti (cioè, dal furto).

Nel caso di effrazione, sarebbe possibile sporgere denuncia per tentato furto o tentata violazione di domicilio: in questi casi, però, occorrerebbe dimostrare che la violenza sulle cose serviva per commettere uno di questi delitti.

Effrazione: si può fare denuncia per danneggiamento?

A seguito della riforma avvenuta nel 2016 [4], il danneggiamento di beni altrui non costituisce più reato, se non in ipotesi particolari.

Nello specifico, la legge [5] dice che il danneggiamento di mobili o immobili altrui è reato solamente se accompagnato da violenza o minaccia alla persona, oppure soltanto se detti beni appartengono a determinate categorie (edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto; cose di interesse storico o artistico; attrezzature o impianti sportivi; ecc.).

Dunque, la semplice effrazione, se non accompagnata da altra condotta delittuosa (furto, violazione di domicilio, ecc.) non è denunciabile nemmeno come danneggiamento.

Ciò vuol dire che se trovi la serratura della portiera dell’auto danneggiata dal tentativo di un malintenzionato di forzarla, non potrai sporgere denuncia per la semplice effrazione.

Tutt’al più, come ricordato sopra, potresti denunciare il tentato furto, ammesso che vi siano prove che colui che ha cercato di rompere la serratura stesse tentando di introdursi nell’auto per rubarla o per sottrarre gli oggetti all’interno di essa.


note

[1] Art. 392 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 41675 del 25.10.2012.

[3] Art. 625 cod. pen.

[4] D.lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016.

[5] Art. 635 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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