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Lettera aperta di sindaci e governatori italiani ai tedeschi

31 Marzo 2020
Lettera aperta di sindaci e governatori italiani ai tedeschi

Inviata a un quotidiano tedesco una missiva di Bonaccini, Calenda, Sala, Toti per rivolgersi direttamente ai cittadini della Germania, scavalcando la Merkel. 

Contro il rifiuto espresso dalla Germania, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell’Unione Europea ostinandosi a negare aiuti e finanziamenti ai Paesi più colpiti dall’emergenza Coronavirus, nasce un’iniziativa forte e inconsueta: una lettera aperta inviata da numerosi sindaci e governatori italiani ad uno dei più diffusi quotidiani della Germania, il Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung), per parlare direttamente ai cittadini tedeschi invitandoli a schierarsi con i “grandi Paesi dell’Ue” e di abbandonare i “piccoli egoismi nazionali”.

A firmarla sono l’eurodeputato Carlo Calenda, seguito da Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, quello della Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, quello di Genova Marco Bucci, di Milano Beppe Sala, di Bergamo Giorgio Gori, di Bologna, Virginio Merola, di Brescia, Emilio del Bono, di Padova Sergio Giordani e di Siracusa, Francesco Italia.

“Cari amici tedeschi – si legge nella lettera, ripresa oggi anche dalla maggior parte dei quotidiani nazionali e dalla nostra agenzia stampa Adnkronos – con il coronavirus la storia è tornata in Occidente. Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere, come in passato, politica, culturale e umana. La prima sfida riguarda l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Oggi l’Unione europea non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere“.

“Per questo – continuano – nove Stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio) hanno proposto l’emissione di Eurobond per far fronte alla crisi”. Ma”l’Olanda capeggia un gruppo di Paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire. L’Olanda è il paese che attraverso un regime fiscale ‘agevolato’, sta sottraendo da anni risorse fiscali da tutti i grandi paesi europei. A farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e dunque i nostri cittadini più deboli. Quelli che oggi sono più colpiti dalla crisi”.

Da qui il dito puntato contro il rigore manifestato da questi Paesi: “L’atteggiamento dell’Olanda – prosegue la lettera – è a tutti gli effetti un esempio di mancanza di etica e solidarietà. Solidarietà che molti Paesi europei vi hanno dimostrato dopo la guerra e fino alla riunificazione”.

Il documento ricorda che il debito della Germania al termine della seconda guerra mondiale era immenso e 21 Stati (tra cui anche l’Italia) concessero di dimezzarlo e di dilazionare i pagamenti della parte restante. “In questo modo, la Germania poté evitare il default”, sottolinea la lettera. “Di quella decisione dell’Italia – proseguono – siamo ancora oggi convinti e orgogliosi. Lo ripetiamo: in questo caso, con gli ”Eurobond” dedicati al Coronavirus, non si cancelleranno o mutualizzeranno i debiti pregressi”.

Quindi l’appello rivolto direttamente ai cittadini: “Cari amici tedeschi, la memoria aiuta a prendere le decisioni giuste.Il vostro posto è con i grandi paesi europei. Il vostro posto è con l’Europa delle istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali. Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”.

Ora si attendono a giorni le decisioni del Consiglio Europeo per adottare gli interventi necessari che l’Italia, insieme ad altri otto Paesi membri, aveva già richiesto ma che sono stati per il momento negati e rinviati di due settimane per valutare la posizione da assumere. Una posizione rigida e incomprensibile, dettata proprio dalla Germania e che potrebbe far davvero crollare l’Unione Europea, come i nostri sindaci e governatori hanno voluto sottolineare rivolgendosi direttamente ai cittadini e scavalcando il governo della “cancelliera di ferro” Angela Merkel.



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