Aiuti Covid: il reddito di emergenza prende forma

31 Marzo 2020
Aiuti Covid: il reddito di emergenza prende forma

Un sostegno per chi non oggi è coperto dal Reddito di cittadinanza o dal Cura Italia e che – assicura il ministro del Lavoro – sarà erogato in pochissimo tempo.

Inizia a delinearsi la struttura del reddito di emergenza, la nuova misura di sostegno straordinaria per persone e famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19.

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, dichiara “‘In queste ore sto lavorando al reddito d’emergenza. Servono 3 miliardi e procedure semplificate, in modo da poterlo erogare in pochissimo tempo”. Secondo quanto spiega il ministro all’Adnkronos, sarà un  salvagente’, una misura rivolta ”a tutti i cittadini che oggi sono privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito. In altri termini, vogliamo raggiungere chi non è coperto dagli ammortizzatori sociali e dagli indennizzi previsti dal decreto Cura Italia o dal Reddito di cittadinanza”.

Dopo la prima anticipazione del vice ministro dell’Economia, Laura Castelli, che pochi giorni fa ne aveva proposto l’introduzione, e l’appoggio all’iniziativa del Movimento 5 Stelle espresso dal capo politico, Vito Crimi, oggi è proprio Crimi a fornire indicazioni ulteriori per chiarire i progetti sul tavolo del Governo riguardo al nuovo sussidio, già riassunto nell’acronimo Rem.

Sull’entità del sussidio Crimi spiega, in un’intervista a The Post Internazionale riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, che “‘a mio parere chiunque dovrebbe avere almeno i 780 euro”, così affiancando la nuova misura a quella del reddito di cittadinanza rafforzato ed esteso a più ampie categorie di beneficiari.

Però il leader del M5S aggiunge che ”me lo immagino come una misura di tipo universale: cioè rivolto a tutti coloro che nell’ultimo mese non hanno percepito un reddito e che non sono coperti da altre misure” e in questo modo si avvicina all’idea del fondatore del Movimento, Beppe Grillo, che ieri aveva lanciato la proposta di un reddito universale.

Anche se Crimi oggi è dell’idea di non garantirlo a tutti indiscriminatamente ma di limitarlo solo a chi ha perso il lavoro e non dispone di altre forme di sostegno, neppure quella dell’attuale Reddito di cittadinanza.

Nel concreto, la platea che potrebbe essere coinvolta riguarda ”diverse categorie. In primo luogo tutti coloro che lavorano nel mondo del turismo che hanno una ciclicità stagionale, e che quando è esplosa la crisi non avevano contratti attivi. Sono i primi che dobbiamo proteggere”.

Crimi dice anche che ”l’Inps ha battuto molti record in questi giorni, per emanare le circolari necessarie ad attivare le misure del Cura Italia” ma per il reddito di emergenza ”dobbiamo immaginarci degli strumenti che consentano, a presentazione della domanda, una erogazione immediata” attraverso la risposta a ”una sola condizione: hai avuto un reddito a marzo? Se la risposta è sì non hai diritto alla misura. Se la risposta è no, ne ha diritto. Se hai una soglia di reddito molto alta, perdi il reddito”.



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