Coronavirus e problemi al cuore, può esserci un legame

31 Marzo 2020
Coronavirus e problemi al cuore, può esserci un legame

In alcuni casi il Covid-19 può provocare complicazioni come la miocardite, un’infezione del tessuto che costituisce le pareti del muscolo cardiaco.

Finora abbiamo sempre associato il coronavirus principalmente a problemi respiratori. I pazienti che finiscono in terapia intensiva hanno, in genere, difficoltà a respirare da soli proprio per via della malattia. Meno si sa – perché meno spesso si presentano – di eventuali disfunzioni al cuore che comunque il virus può causare: alcuni casi si sono già verificati. Ne parla il Corriere della Sera, riprendendo uno studio su Jama Cardiology, coordinato dal professor Marco Metra degli Spedali civili di Brescia.

Il caso analizzato è quello di una donna di 53 anni, positiva al coronavirus, prima di allora in buona salute e senza patologie cardiache, che oltre ai sintomi influenzali tipici della malattia, ha sviluppato anche affaticamento del cuore e segni di insufficienza cardiaca. “Il paziente non ha mostrato alcun coinvolgimento respiratorio”, si legge sullo studio. L’infezione, nel suo caso, si è manifestata a livello cardiaco. Circa una settimana dopo essersi ammalata con febbre e tosse secca è arrivata in ospedale molto affaticata ed è stata ricoverata. Gli esami, in particolare la risonanza magnetica, hanno confermato che aveva la miocardite, un’infiammazione del miocardio, il tessuto che costituisce le pareti del muscolo.

Ne consegue, secondo gli esperti, che anche il cuore può essere interessato, nel decorso del coronavirus. Non è escluso, quindi, com’è accaduto alla signora, anche se sono casi più rari e non è ancora chiaro da cosa dipendano, che si possano presentare problemi cardiaci come complicanza della malattia, anche senza sintomi e segni di polmonite e anche senza patologie precedenti. In generale, spiegano i medici che hanno eseguito lo studio, “l’infezione da virus è stata ampiamente descritta come una delle cause infettive più comuni di miocardite, meno si sa invece sul coinvolgimento cardiaco come complicanza dell’infezione da Sars-CoV-2”.

Altri studi sono in corso. Sia per sapere di più sulle complicanze che il coronavirus può provocare, come i problemi al cuore; sia per capire come salvare la vita a chi ha già patologie cardiovascolari, che potrebbero rendere più critico il quadro clinico di chi si ammala. Il Corriere, nell’articolo di Cristina Marrone, riporta che secondo un altro studio, stavolta dei medici di Wuhan, “il 20% dei pazienti ricoverati per Covid-19 ha sofferto di danni cardiaci. Molti di loro, proprio come la paziente di Brescia , non avevano alcuna patologia cardiologica pregressa ma gli elettrocardiogrammi erano anomali e il rischio di morte per loro era di quattro volte maggiore rispetto a chi non aveva accusato complicanze cardiache”.



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