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Coronavirus, come proteggere i medici

31 Marzo 2020
Coronavirus, come proteggere i medici

La tecnologia per spezzare la catena di contagio. È il suggerimento del biologo Enrico Bucci

Abbiamo già visto come si sta a più riprese pensando anche in Italia di sfruttare la tecnologia per monitorare i contagiati e sospetti positivi e, soprattutto, per evitare un aumento della diffusione dell’epidemia. Particolarmente delicata è la situazione negli ospedali, dove fermare la catena di contagio è più urgente che mai per fare in modo che non si ammalino altri medici. Enrico Bucci, adjunct professor della Temple University di Philadelphia e componente dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, consiglia di dotare il personale sanitario di un’app. “La grande maggioranza degli ospedali lombardi sono oggi luoghi di contagio, ad altissima velocità di contagio. Chi entra in ospedale deve essere tracciato in tempo reale, anche con app simili a quelle che usano i rider”.

Bucci lo sostiene in un suo lavoro di approfondimento che, come ci informa l’Adnkronos, riporta anche la firma di Michele Usuelli, consigliere regionale lombardo di Più Europa e di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Lo studio analizza l’emergenza Covid-19, dedicando particolare attenzione agli ospedali e sul contagio degli operatori sanitari.

Bucci sarà convocato per parlarne domani, mercoledì primo aprile, in Commissione Sanità della Regione Lombardia. Nel lavoro spiega che “chiunque, a qualunque titolo entri in ospedale, deve essere considerato e considerare se stesso potenzialmente infetto“.

In particolare, per lo scienziato italiano in Usa “è indispensabile l’auto contenimento del personale sanitario, cui è necessario fornire strutture ricettive specifiche per ritirarsi dopo il lavoro, evitando così il fai da te domestico e aiutandolo a non contagiare le famiglie. E come spesso accade, in caso di marito e moglie medici, aiutarli nella gestione della loro famiglia”.

Altro tema caldo i tamponi: “I sanitari – si evidenzia nel testo – devono essere sorvegliati con tamponi seriali. Indipendentemente dalla capacità di ogni regione nel restituire il risultato del tampone, la priorità insieme al paziente sintomatico deve essere il tamponamento del personale sanitario. L’ospedale deve diventare un luogo compartimentato in ogni modo possibile: neolaureati e studenti di medicina formati devono essere i guardiani a tutte le porte di un ospedale (non solo quelle esterne), dirigendo il flusso di chi può entrare e uscire. Oltretutto, aiuteranno in questo modo il personale esperto a risparmiare tempo, per esempio controllando vestizione e svestizione. Non è troppo tardi per fare training al personale sanitario su come proteggersi; su cosa fare e non fare. Anche l’eventuale reparto della Fiera” a Milano, conclude Bucci, “deve avere, se è realistico farlo, queste caratteristiche logistiche”.



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