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Finanziamenti alle imprese con garanzia statale al 100%

31 Marzo 2020
Finanziamenti alle imprese con garanzia statale al 100%

Rendere totale la copertura per velocizzare le erogazioni dei prestiti, eliminando il rating aziendale; rimodulare le rate dei prestiti in corso per alleggerirle.

Tra le misure di sostegno economico già varate dal Governo con il decreto Cura Italia c’è anche la previsione di nuovi finanziamenti e prestiti alle imprese ed anche la sospensione e rinegoziazione delle condizioni di rimborso di quelli già concessi in precedenza, per alleggerire il carico finanziario delle attività produttive duramente colpite dall’emergenza coronavirus.

Alcuni istituti bancari stanno già provvedendo ad erogare nuovi finanziamenti alle imprese ma la garanzia statale prestata attraverso il Fondo centrale di garanzia o la Confidi raggiunge solitamente l‘80% e non arriva mai a superare il 90% dell’importo concesso in prestito o a mutuo. Questo rallenta notevolmente i tempi delle erogazioni e non consente alle aziende di disporre in tempi rapidi della liquidità che sarebbe necessaria per fronteggiare i pagamenti urgenti, come stipendi, salari, affitti dei locali, forniture di materiali e prodotti, costi dell’energia.

Ora il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli individua la soluzione in finanziamenti garantiti dallo Stato al 100%: “Dobbiamo arrivare a fare in modo che lo Stato possa fare da garanzia al 100% del capitale, non soltanto all’80-90%”, dice oggi a Radio 24, per come ci riporta l’Adnkronos.

“Perché se ho una parte di prestito non contro garantito, ovviamente la banca deve fare la procedura di rating e dell’analisi aziendale e noi non possiamo pensare che oggi ci debba essere una procedura che dura un mese, oggi devo erogare liquidità immediatamente”, spiega il ministro. Insomma, i prestiti devono arrivare ad essere interamente garantiti dallo Stato: “questa deve essere la strada – dice il ministro Patuanelli – non può essere diversa”.

Ma il ministro apre la strada anche alla possibilità di rinegoziare prestiti già esistenti, rimodulando le rate per renderle più leggere e sostenibili nelle condizioni attuali: “L’attuale esposizione di un’impresa deve poter essere rinegoziata”, afferma. “Se oggi ho una rata fatta due anni fa, quando avevo una prospettiva di fatturato di utili di un certo tipo, è chiaro che quella prospettiva è completamente cambiata e quella rata non posso più permettermela. Quindi, oltre a garantire liquidità oggi, devo anche garantire la possibilità di rinegoziare prestiti già esistenti e anche su questo dobbiamo lavorare per trovare una soluzione”.

Per rendere concrete queste proposte Patuanelli pensa anche a “incrementare tutti i Fondi di garanzia che abbiamo per le piccole e medie imprese (Pmi), e poi lavorare per le grandi con strumenti diversi” e osserva che “per le Pmi il fondo non può essere inferiore ai 7-8 miliardi”.

Soddisfatta di questa impostazione del Mise è la Confindustria: “Apprezziamo le dichiarazioni del ministro Patuanelli che vanno nella direzione da noi auspicata; assicurare a tutte le imprese, piccole, medie e grandi, la liquidità necessaria a breve, da ripagare in 30 anni, per garantire la tenuta dei fondamentali economici del Paese in modo da prepararsi alla riapertura e al riassorbimento dei livelli occupazionali”, dice il presidente Vincenzo Boccia, che lancia una proposta al Governo: “La priorità, a questo punto, diventa potenziare con immediatezza il Fondo di garanzia in modo da consentire alle banche di agire con tempestività e combattere tutti insieme le due guerre, al virus e alla recessione economica”.


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