Coronavirus, il punto sulle cure in via di sperimentazione

31 Marzo 2020
Coronavirus, il punto sulle cure in via di sperimentazione

L’Agenzia europea dei medicinali afferma che, nonostante le tante terapie che si stanno provando, non c’è ancora prova della loro efficacia contro il Covid-19.

Quaranta farmaci e dodici vaccini si stanno provando o sviluppando per cercare di porre un freno alla pandemia del Coronavirus. Lo fa sapere l’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos riporta un bollettino dell’agenzia che afferma che, nonostante gli sforzi profusi finora, non ci sono ancora prove certe dell’efficacia di queste cure sperimentali contro il Covid-19.

Supportare il rapido sviluppo e l’approvazione di trattamenti e vaccini efficaci e sicuri contro Covid-19 è la massima priorità dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema), si legge sulla nota. Gli esperti dell’ente regolatorio sono in contatto con chi sta sviluppando circa quaranta farmaci. Tuttavia, a oggi, sulla base dei dati preliminari presentati all’agenzia, nessun medicinale ha ancora dimostrato l’efficacia nel trattamento di Covid-19. Quanto ai vaccini, l’agenzia è in contatto con gli sviluppatori di una dozzina di potenziali sieri anti-Covid-19.

Tra i potenziali trattamenti per Covid-19 sottoposti a studi clinici per valutare la loro sicurezza ed efficacia contro la malattia ci sono: remdesivir (studio investigativo); lopinavir/ritonavir (attualmente autorizzato come medicinale anti-Hiv); clorochinaidrossiclorochina (attualmente autorizzate a livello nazionale come trattamenti contro la malaria e alcune malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide); interferoni sistemici e in particolare interferone beta (attualmente autorizzato a trattare malattie come la sclerosi multipla); anticorpi monoclonali con attività contro componenti del sistema immunitario. Si è parlato, ad esempio, degli anticorpi contenuti nel plasma umano dei pazienti guariti.

Quanto ai vaccini, due sono già entrati nella sperimentazione clinica di fase I, condotti su volontari sani. In generale, le tempistiche per lo sviluppo sono difficili da prevedere. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili e dell’esperienza passata, l’Ema stima che potrebbe essere necessario almeno un anno prima che un vaccino contro Covid-19 sia pronto per l’approvazione e disponibile in quantità sufficienti per consentire un uso diffuso.

L’Ema accoglie con favore il lancio di ampi studi clinici, necessari per generare dati solidi necessari per stabilire prove per cui i medicinali funzionano e quindi per fornire consulenza adeguata agli operatori sanitari e ai pazienti. Chi sta lavorando su medicinali o vaccini che potrebbero essere utilizzati per il trattamento o la prevenzione di Covid-19 è incoraggiato a contattare l’Agenzia e discutere la strategia per la generazione di prove il prima possibile inviando un’e-mail a 2019-nCoV@ema.europa.eu. L’Ema esaminerà le proposte ricevute e contatterà gli sviluppatori con le proposte più pertinenti per una discussione iniziale sul progetto.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube