Coronavirus: padre separato non può visitare figli fuori città

31 Marzo 2020
Coronavirus: padre separato non può visitare figli fuori città

Con l’emergenza Covid-19 in atto, il diritto alla salute prevale su quello di visita del genitore non collocatario. Consentiti gli incontri a distanza in chat.

Durante l’emergenza epidemiologica coronavirus il padre separato non può visitare i figli minorenni che vivono con la madre in un’altra città. Lo ha deciso oggi un’ordinanza del presidente della prima sezione civile del tribunale di Bari che ci viene riportata in redazione dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Il provvedimento – che spicca anche perché è tra i primi resi noti a intervenire su queste situazioni – è stato emesso nell’ambito di una causa di separazione di una coppia di coniugi in cui è stato deciso l’affidamento condiviso, con collocamento dei due figli minori presso la madre.

I due genitori vivono ora in città diverse della medesima provincia; il padre separato aveva chiesto di proseguire le visite anche in questo periodo, ma la madre si era opposta e il tribunale, accogliendo la sua richiesta, si è pronunciato per la ”sospensione degli incontri tra il padre ed i figli fino a quando non sarà superata l’attuale emergenza epidemiologica in atto”.

In questo modo il diritto di visita del padre separato subisce una evidente compromissione, sia pur temporanea, ma il giudice ha ritenuto che ”in questo particolare momento storico deve ritenersi assolutamente prevalente la tutela del diritto alla salute dei minori rispetto al diritto del padre a godere sia dell’affetto che della presenza dei suoi figli”.

L’ordinanza presidenziale cita, a tal proposito, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo e l’ordinanza dei ministri della Salute e dell’Interno, che hanno stabilito le note restrizioni alla libertà di circolazione e in particolare il divieto di trasferimento o il semplice spostamento di persone in un Comune diverso da cui ci si trova.

È un orientamento che supera la precedente impostazione – formatasi prima del Dpcm del 22 marzo quando le restrizioni non erano ancora così stringenti – che di fatto consentiva gli spostamenti per le visite ai figli anche durante l’emergenza coronavirus.

Così per i giudici baresi le visite del padre separato ai propri figli potranno riprendere solo ”a cessata emergenza epidemiologica” quando il padre – che nel frattempo sta continuando a lavorare – potrà muoversi liberamente e raggiungere i figli ”senza pericoli per la loro salute”.

Ma le possibilità di incontro non cessano del tutto: il provvedimento giudiziale si preoccupa di ordinare alla madre durante questo periodo di ”favorire i contatti audio-video anche plurigiornalieri tra il padre e i suoi figli, attraverso l’utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici disponibili”.

Così gli incontri possono e anzi devono realizzarsi in modalità di contatto a distanza attraverso la videochat, per consentire comunque e non penalizzare eccessivamente la possibilità del genitore di vedere i figli sia pure soltanto attraverso uno schermo o un display dello smartphone.



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