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Come richiedere la cassa integrazione in deroga

1 Aprile 2020 | Autore:
Come richiedere la cassa integrazione in deroga

Cigd per emergenza coronavirus: nuovo trattamento di integrazione salariale per le aziende non beneficiarie della cassa integrazione o dell’assegno ordinario.

A causa dell’epidemia di coronavirus, il cosiddetto decreto Cura Italia [1] ha previsto dei nuovi interventi d’integrazione del salario, a favore dei lavoratori la cui attività è stata ridotta o sospesa. I principali strumenti previsti sono la cassa integrazione con causale “emergenza Covid 19”, l’assegno ordinario con la medesima causale, erogato dai fondi bilaterali, bilaterali alternativi e dal fondo Inps FIS, e la cassa integrazione in deroga, o Cigd.

Quest’ultimo beneficio è residuale, e riservato ai lavoratori delle aziende non beneficiarie di alcuna integrazione salariale.

In particolare, il trattamento è riconosciuto a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti già in forza dalla stessa data, a tutti i datori di lavoro del settore privato.

Ma come richiedere la cassa integrazione in deroga?

Vediamo, nel dettaglio, qual è la procedura da seguire per richiedere il trattamento. Si tratta di una procedura diversa da quella necessaria per richiedere la cassa integrazione e l’assegno ordinario per emergenza Covid- 19, in quanto la Cigd è riconosciuta dalle regioni e dalle Province autonome, ed a questi enti va domandata.

Ma procediamo con ordine.

Datori di lavoro beneficiari

Quali datori di lavoro beneficiano della Cigd? Possono richiedere l’intervento tutti i datori di lavoro privati, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario. Restano esclusi i datori di lavoro domestico.

Secondo gli accordi assunti a livello territoriale e in relazione agli stanziamenti regionali o delle Province autonome disponibili, sarà possibile il ricorso alla cassa integrazione in deroga anche con riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del settore agricolo, qualora l’azienda non possa chiedere la tutela ordinaria per aver fatto ricorso, per altre causali, al numero massimo annuale di giornate fruibili [2].

Potranno accedere alla Cigd anche le aziende che, avendo diritto solo alla cassa integrazione straordinaria, non possono accedere ad un ammortizzatore ordinario con causale “Covid-19 nazionale”

Decreto della Regione

Per accedere alla Cigd occorre verificare il contenuto del decreto della Regione o della Provincia autonoma di appartenenza, decreto che viene trasmesso dall’ente all’Inps in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione.

La Regione o la Provincia autonoma invia poi la lista dei beneficiari all’Inps, che provvede, previa verifica dei limiti di spesa, ad erogare il contributo direttamente agli aventi diritto. In altre parole, il datore di lavoro non anticipa alcuna prestazione.

Accordo sindacale

Perché i datori di lavoro con più di 5 dipendenti possano inviare la domanda di Cigd è necessario un accordo sindacale, concluso anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, relativamente alla durata della sospensione del rapporto di lavoro.

Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non è necessario l’accordo sindacale, ma alcune Regioni hanno comunque disposto l’obbligo di inviare una preventiva informativa ai sindacati.

L’accordo sindacale si considera esperito anche con la finalizzazione della procedura di informazione, consultazione ed esame congiunto [3].

Invio della domanda

La domanda di Cigd deve essere presentata sul portale web della Regione di competenza, secondo le disposizioni della singola Regione, o della Provincia autonoma.

Gli enti istruiscono le domande seguendo l’ordine cronologico di presentazione.

Di seguito, un esempio di struttura- tipo della domanda di Cigd:

  • sezione datore di lavoro:
    • dati sede legale;
    • dati legale rappresentante;
    • dati referente;
    • dati sede operativa interessata dalla richiesta di Cig in deroga in oggetto;
    • informazioni sulla sede operativa interessata dalla richiesta di Cig;
    • operai uomini in forza;
    • operai donne in forza;
    • totale operai in forza;
    • impiegati uomini in forza;
    • impiegati donne in forza;
    • totale impiegati in forza;
    • dati richiesta (tipo richiesta – tipo pagamento – informazioni sul tipo di richiesta informazioni sul tipo di pagamento – motivo richiesta – informazioni sul motivo richiesta – numero beneficiari- informazioni sul numero dei beneficiari – rotazione informazioni sulla rotazione – codice Sede Inps – numero ore da erogare);
  • sezione lista beneficiari;
    • dati anagrafici
    • residenza
    • titolo di studio
    • dati rapporto di lavoro
  • dati sospensione previsti – informazioni sui dati della sospensione previsti;
    • data inizio sospensione prevista – data fine sospensione prevista;
    • tipo contrazione;
    • ore di sospensione/riduzione;
    • informazioni sul tipo contrazione;
  • dati trattamento Cig in deroga
    • periodo: data dal -data al- numero settimane (pari a settimane intere di calendario);
    • orario contrattuale- per sospensione- per riduzione;
    • operai- impiegati- n. ore da integrare.

Gestione allegati

Attraverso il servizio di gestione degli allegati è possibile caricare i documenti da allegare alla richiesta di Cig in deroga che si intende inviare. Per procedere con l’istruttoria, normalmente è verificata la presenza dei seguenti allegati:

  • accordo sindacale con l’elenco dipendenti (richiesto per Cigd Covid 19 solo per le aziende sopra 5 dipendenti);
  • relazione sulla situazione economica e sul piano di gestione della crisi (non richiesto per Covid 19);
  • delega per la presentazione della richiesta di Cig in deroga da parte di un “soggetto abilitato” (ad esempio un consulente del lavoro);
  • fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità.

I modelli dei documenti sopra indicati sono generalmente disponibili nella sezione “Normativa di riferimento/CIG in deroga” presso il portale della Regione o della Provincia autonoma di riferimento.

Modello SR41

Le Regioni, verificati i requisiti di accesso, trasmettono all’Inps i provvedimenti di concessione, unitamente alla lista dei beneficiari, corredati dalle relative domande aziendali (modello “SR 100”).

Il trattamento Cigd può essere concesso al lavoratore esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps, applicando un’apposita disciplina [4].

Ne consegue che il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Inps tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale (modello “SR 41”), entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso:

  • alla scadenza del termine di durata della concessione;
  • alla data del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte dell’istituto, se successivo.

Trascorso inutilmente tale termine, il pagamento della prestazione e degli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Attenzione: i datori di lavoro devono inoltrare all’Istituto la documentazione per la liquidazione dei pagamenti, avvalendosi del modello “SR 41”, solo successivamente alla ricezione del provvedimento di autorizzazione. Non si può dare luogo a pagamenti in assenza del numero di autorizzazione


note

[1] Art. 22 DL 18/2020.

[2] Circ. Inps 47/2020.

[3] Art. 19 co. 1 DL 18/2020.

[4] Art. 44, co. 6-ter, D.lgs. 148/2015.


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