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Confisca del veicolo: ultime sentenze

22 Aprile 2020
Confisca del veicolo: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: confisca del veicolo; guida in stato di ebbrezza; rifiuto di sottoporsi all’alcoltest; codice della strada; debitore sottoposto alla procedura di fermo amministrativo privato del diritto al godimento del bene.

Reato stradale estinto per causa diversa dalla morte

In tema di circolazione stradale, non sussiste alcun obbligo a carico del giudice che dichiari con sentenza la estinzione del reato per una causa diversa da quella della morte del reo, di trasmettere gli atti al prefetto per l’applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della revoca o sospensione della patente ovvero della confisca del veicolo, potendo a ciò provvedere anche il P.M. o, in caso di incertezza, il giudice dell’esecuzione: ne consegue che è inammissibile, per difetto di interesse, il ricorso per cassazione presentato dal P.M. avverso quella sentenza per il fatto che il giudice della cognizione abbia omesso di disporre la trasmissione degli atti al Prefetto.

Cassazione penale sez. VI, 05/02/2019, n.6947

Guida in stato di ebbrezza

In tema di guida in stato di ebbrezza, in caso di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, il giudice, in ossequio al principio di legalità, non può disporre la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, in quanto prevista dall’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, nei soli casi di sentenza di condanna o di patteggiamento. (In motivazione la Corte ha precisato che diversa soluzione si giustifica in relazione alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente poiché essa, ai sensi della medesima disposizione di legge, consegue all’accertamento del reato).

Cassazione penale sez. IV, 04/12/2018, n.7526

Estinzione del reato per positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità

In caso di estinzione del reato per positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (articolo 186, comma 9-bis del codice della strada), la competenza a provvedere sulla sanzione accessoria della revoca della patente di guida eventualmente prevista per il reato di cui all’articolo 186 del codice della strada (ad esempio, nelle ipotesi i cui all’articolo 186-bis, comma 5, dello stesso codice della strada), la competenza a provvedere sulla revoca della patente spetta al prefetto, e non al giudice, in forza della norma generale di cui all’articolo 224, comma 3, del codice della strada, che trova una esplicita, eccezionale deroga, per la sola sospensione della patente, in quanto previsto dall’articolo 189, comma 9-bis, del codice della strada, laddove si consente al giudice – e non al Prefetto – di provvedere direttamente, pur avendo dichiarato estinto il reato, su specifiche sanzioni amministrative accessorie, riducendo alla metà la durata della sospensione della patente di guida e revocando l’eventuale confisca del veicolo di proprietà dell’imputato.

In altri termini, nel caso di esito positivo della prova, il giudice dovrà dichiarare estinto il reato e, ai sensi dell’articolo 224, comma 3, del codice della strada, trasmettere gli atti al Prefetto competente in via esclusiva a decidere sulla revoca (nella maggior parte dei casi, il prefetto disporrà nuovamente la revoca della patente di guida, ma in esito al procedimento amministrativo di cui all’articolo 219 del codice della strada); mentre in caso negativo, il giudice, come previsto dall’articolo 186, comma 9-bis, dovrà revocare la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, con ripristino della pena principale (arresto e ammenda) e applicazione definitiva della revoca della patente di guida. Da quanto esposto consegue anche che laddove il giudice abbia ammesso l’interessato al lavoro di pubblica utilità, la sanzione accessoria della revoca della patente, applicata in sentenza, non potrà avere immediata efficacia, dovendola il giudice sospendere fino all’esito della verifica sulla probation.

Cassazione penale sez. IV, 23/10/2018, n.56962

Reato di sottrazione di un bene posto in sequestro

L’elemento soggettivo del reato di sottrazione di un bene posto in sequestro è il dolo generico è integrato dalla consapevolezza di disporre del bene e di agire in violazione del vincolo su di esso gravante. ( Nel caso di specie, era stato sottratto il bene allo scopo di favorire la proprietaria e di evitare la confisca del veicolo).

Tribunale Napoli sez. I, 10/10/2018, n.10476

L’illegittimità della confisca del veicolo

In tema di sanzioni amministrative, l’illegittimità della confisca del veicolo comporta l’annullamento soltanto di tale misura accessoria e non dell’intera ordinanza ingiunzione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di secondo grado che, ritenuta l’assenza dei presupposti per confiscare il veicolo, aveva annullato anche la sanzione principale inflitta perché lo stesso circolava senza i documenti prescritti dall’art. 93, comma 7, cod. strada).

Cassazione civile sez. II, 05/06/2018, n.14366

Rifiuto di sottoporsi ad alcoltest: sospensione della patente e confisca del veicolo

In tema di reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici di cui all’art. 186, comma 7, cod. strada, con la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti deve disporsi la sospensione della patente di guida e la confisca del veicolo ai sensi dell’art. 445, comma 2, cod. proc. pen., trattandosi di sanzioni amministrative accessorie.

Cassazione penale sez. IV, 23/05/2018, n.37804

Confisca del veicolo per la guida in stato di ebbrezza 

La confisca del veicolo per il reato di guida in stato di ebbrezza di cui al citato art. 186, comma 2, lett. c), si riferisce al “veicolo con il quale è stato commesso il reato”, mentre quella di cui all’art. 213, comma 2 -sexies al veicolo “adoperato per commettere il reato”.

Cassazione civile sez. II, 21/05/2018, n.12511

Svolgimento del lavoro di pubblica utilità

In caso di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 186, comma 9-bis, cod. strada, il giudice è tenuto a quantificare la sospensione della patente di guida nei limiti edittali e a disporre – ove prevista – la confisca del veicolo e contestualmente deve ordinare la sospensione dell’efficacia di tali statuizioni fino alla valutazione dello svolgimento del lavoro di pubblica utilità, all’esito positivo del quale potrà essere dichiarata l’estinzione del reato, ridotta della metà la sanzione della sospensione e revocata la confisca.

Cassazione penale sez. IV, 08/02/2018, n.12262

Guida in stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica da stupefacenti

In tema di sequestro preventivo ai fini della confisca obbligatoria del veicolo guidato dal trasgressore nelle ipotesi più gravi di guida in stato di ebbrezza (art. 186, comma 2, lett. c), c. strad.: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) e nell’ipotesi di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti (art. 187 c. strad.), compete pur sempre al giudice penale, ai sensi dell’art. 2 c.p.p., affrontare e risolvere, incidentalmente e senza alcuna efficacia vincolante in nessun altro processo, la questione della dedotta proprietà del veicolo in capo a persona estranea al reato, che escluderebbe l’applicabilità della misura ablativo.

Tribunale Bergamo sez. IV, 23/01/2018, n.155

Chi dispone la confisca del veicolo?

Il giudice dell’esecuzione non può disporre, ai sensi dell’art. 130 cod. proc. pen., la confisca del veicolo utilizzato per la commissione del reato di guida in stato di ebbrezza ex art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, che sia stata omessa in sede di condanna, giacché essa, avendo natura di sanzione amministrativa accessoria, non costituisce componente essenziale di detto provvedimento.

Cassazione penale sez. I, 04/10/2017, n.53329

La Cassazione può disporre direttamente la confisca del veicolo?

La sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, prevista dall’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, deve essere obbligatoriamente applicata con la sentenza di condanna o di patteggiamento (svolgendo il prefetto un ruolo meramente esecutivo della statuizione adottata dal giudice penale), e può essere disposta direttamente dalla Corte di cassazione, ai sensi dell’art. 620 lett. l), c.p.p., qualora a ciò non abbia provveduto il giudice di merito.

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2017, n.17186

Veicolo sottoposto a fermo amministrativo e confisca del bene

Il debitore sottoposto alla procedura di fermo amministrativo, viene privato del diritto al godimento del bene e, se contravviene al divieto, subisce la sanzione di cui all’art. 214, comma 8, C.d.S., che prevede la confisca del veicolo, oltre che una sanzione di natura pecuniaria. Al contempo, il fermo costituisce, di fatto, anche strumento di coercizione indiretta, essendo la misura volta ad indurre il privato ad adempiere l’obbligazione portata nella cartella esattoriale senza costringere il concessionario ad iniziare l’esecuzione forzata.

Tribunale Bari sez. lav., 05/07/2016



14 Commenti

  1. L’atteggiamento dei giudici è stranamente permissivo quando si tratta di guida in stato di ebbrezza. Innanzitutto, è stato ritenuto che, in presenza di una condotta occasionale che non abbia procurato conseguenze gravi (come, ad esempio, un incidente stradale o lo scontro contro un ostacolo sulla strada), è possibile ottenere l’archiviazione del procedimento penale richiamandosi alla «particolare tenuità del fatto». Ciò vale anche nel caso di assunzione di alcol oltre la soglia massima (maggiore di 1,5 gr/l)

  2. Ho un figlio che ha appena compiuto 18 anni. Una sera, come tutti i sabati, gli presta l’auto per andare in discoteca con gli amici. Il ragazzo torna a casa dopo aver bevuto molto. Lo ferma la polizia che, eseguito l’alcoltest, gli contesta il reato di guida in stato di ebbrezza nella sua forma più grave. Oltre alla sanzione penale, gli agenti dispongono la confisca del veicolo. Tuttavia, io ho fatto ricorso perché il mezzo è intestato a me, del tutto estraneo alla violazione commessa da mio figlio. Poi, ho vinto la causa: non si può confiscare una macchina di proprietà di un soggetto diverso da chi ha commesso l’infrazione al Codice della strada.

  3. Si è giusto Agostino. hai atto bene, perché il genitore evita la confisca del veicolo a lui intestato se lo affida al figlio e quest’ultimo commette il reato di guida in stato di ebbrezza grave. Il proprietario è, infatti, estraneo al reato e non può essere punito per una condotta da lui non commessa.

    1. Il giovane che voglia evitare di perdere l’auto per sempre può intestarla a un familiare senza subìre conseguenze penali. Perché di questo si tratta: la confisca si distingue dal sequestro perché implica il trasferimento della proprietà del bene in capo allo Stato, bene che pertanto non viene più restituito al precedente proprietario. Qui, però, sta il temperamento previsto dalla Cassazione. Per evitare facili elusioni della legge, la Corte ha anche chiarito che il genitore consapevole del fatto che il figlio è solito bere alcolici non può dirsi completamente estraneo al reato. Egli, infatti, ha l’obbligo di non affidargli la propria macchina.Per essere considerato estraneo al reato, un proprietario non solo non deve affidare il veicolo a una persona palesemente ebbra, ma deve anche evitare atteggiamenti negligenti che abbiano favorito l’uso indebito del mezzo: ad esempio, non deve essere a conoscenza nemmeno di potenziali ebbrezze. In un caso giurisprudenziale, durante il processo intentato all’automobilista, era emerso, dalla testimonianza del fratello, che tutta la famiglia era consapevole del fatto che l’imputato era solito alzare troppo il gomito. Ciò rende «evidente la totale imprudenza» della madre nell’affidare la propria auto al figlio alcolizzato. Si sarebbe potuto concludere diversamente solo se la difesa avesse dimostrato che il giorno dell’incidente ci fossero state ragioni di necessità a costringere la proprietaria a far guidare il figlio.

  4. In pratica, se Agostino avesse visto più volte visto il figlio bere con gli amici e ciò nonostante gli presta l’auto, se il ragazzo viene fermato dalla polizia in stato di ebbrezza. Agostino non potrebbe evitare la confisca del proprio mezzo.

  5. Se l’auto è intestata a una persona diversa dal conducente, non si può procedere alla confisca del mezzo in caso di guida in stato di ebbrezza.

  6. In data 25/12/2019 mi è stata ritirata la patente perchè dopo essermi schiantato contro un palo con la mia macchina i carabinieri mi hanno portato in questura dove ho svolto l’alcool test, risultando 1.69. Mi è stata ritirata la patente per un anno (fino al 25/12/2018). Ora sto guidando regolarmente e sto facendo ogni sei mesi esame del capello e del sangue. Pochi giorni fa è arrivata all’avvocato la sentenza penale: 15000 € di multa + 6 mesi di carcere o 13500 € di multa + revoca della patente. È possibile estinguere tutta la multa con i servizi sociali e, in qualche modo, evitare la revoca della patente?

    1. Secondo il codice della strada (art. 186, comma 9-bis), al di fuori dei casi di incidente stradale, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità. Il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità: ciò significa che, se la condanna è pari a sei mesi di arresto, si dovranno scontare sei mesi di lavori pubblici. La pena pecuniaria va convertita tenendo conto che un giorno di lavori di pubblica utilità corrispondono a 250 euro.In caso di svolgimento positivo di detta attività, il giudice fissa un’apposita udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.Il lavoro di pubblica utilità può essere chiesto sin dalle indagini preliminari, eventualmente anche con il patteggiamento, inserendo come condizione la conversione della condanna in lavoro di pubblica utilità. Se, invece, il processo è già avviato, dovrà essere il giudice (eventualmente, sollecitato dalla difesa) a comminare i lavori di pubblica utilità in luogo della condanna normale: in questo caso, però, come recita la norma sopra riportata, l’imputato non deve opporsi. In altre parole, il giudice non può condannare ai lavori sociali se ci si oppone ad essi.Nel caso specifico, il lavoro di pubblica utilità non può essere richiesto perché, secondo la giurisprudenza, nella nozione di incidente stradale sono compresi non soltanto lo scontro tra veicoli o tra veicoli e persone, ma anche l’urto di un veicolo contro ostacoli fissi, dal momento che si tratta comunque di una manifestazione di maggiore pericolosità della condotta di guida, punita più gravemente a prescindere dall’evento che si è verificato effettivamente, che può avere o meno coinvolto altri veicoli o persone (Cass. pen., IV, Sentenza 13 giugno – 1° luglio 2013, n. 28439).Anche se non vi fosse stato questo problema, sarebbe stata comunque tardiva la richiesta dei lavori di pubblica utilità la quale, come detto, se non pattuita prima della sentenza di condanna definitiva, può essere disposta dal giudice (se non vi è opposizione del condannato).Rispondendo al quesito in esame, quindi, non vi sono a parere dello scrivente altre possibilità per il lettore che accettare la condanna. Si noti che, se questi è incensurato, avrà senz’altro beneficiato della pena sospesa; inoltre, potrà sempre fare appello.Due cose lasciano perplessi: l’art. 186 punisce la guida in stato di ebbrezza con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). Non si comprende perché la condanna del lettore sia addirittura pari a 15mila euro.Inoltre, la condanna dovrebbe essere unica, mentre il lettore parla di una sorta di “alternativa” tra due pene diverse. Comunque, non conoscendosi gli atti, non è possibile esprimersi su questo punto.

  7. Per evitare di essere pizzicati al volante con un bicchierino di troppo e di vederci confiscare l’auto per guida in stato di ebbrezza, la soluzione migliore è quella di non bere alcolici. Chi, invece, decide di sfidare la sorte pensando “tanto lo reggo, mica mi ubriaco” sappia a che cosa va incontro. Ma quando scatta la confisca dell’auto?

    1. La confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza scatta quando viene accertato un tasso alcolemico nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro. In questo caso è prevista l’ammenda da 1.500 euro a 6.000 euro, l’arresto da sei mesi ad un anno, la sospensione della patente da uno a due anni e, nel caso l’automobilista sia recidivo nel biennio nel guidare dopo avere alzato il gomito oppure abbia causato un incidente, la revoca della patente. A ciò si aggiunge la confisca del veicolo se (ma solo se) è di proprietà (del tutto o in parte) della persona che ha commesso il reato.Qui, però, è opportuno aprire una parentesi, perché il concetto di “proprietà” di un veicolo è un tanto relativo. Il concetto di appartenenza, infatti, non deve essere inteso in senso tecnico, cioè basandosi solo su chi risulta come proprietario negli uffici pubblici, ma, come precisa la Cassazione, chi ha “l’effettivo dominio sul veicolo, che può assumere la forma di possesso o della detenzione purché non occasionali”. In sostanza, la Suprema Corte ci dice questo: se compro un motorino, lo intesto a me ma lo usa solo mio figlio, è come se fosse di mio figlio. Inoltre, la confisca di un auto intestata ad un terzo è esclusa solo se il proprietario risulta del tutto estraneo al reato e in buona fede. Proviamo ad immaginare: se esco con un amico con la mia macchina, lo convinco a bere, mi accompagna a casa perché ho bevuto più di lui e gli presto l’auto per tornare a casa sua in stato di ebbrezza, forse non sono del tutto estraneo al reato. Chiusa la parentesi.La confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza è prevista dalla Cassazione e la norma è valida nel caso di patteggiamento e di decreto penale di condanna. A differenza del sequestro amministrativo, in virtù del quale il conducente non perde immediatamente la proprietà del veicolo, con la confisca il mezzo viene sottratto definitivamente al proprietario e non gli verrà più restituito: diventerà di proprietà dello Stato e verrà messo all’asta. Contro la confisca è ammesso il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

  8. Come si può sperare che l’auto non venga confiscata perché si è stati trovati alla guida in stato di ebbrezza con un tasso superiore a 1,5 g/l?

    1. Il primo requisito per poter sperare che l’auto non venga confiscata perché trovati alla guida in stato di ebbrezza con un tasso superiore a 1,5 g/l è non aver causato un incidente. Posto che questo non sia successo ma che si sia soltanto “incappati” in un controllo di routine, si può prendere in considerazione il secondo requisito, cioè: trattare. La legge, infatti, permette di evitare la confisca dell’auto attraverso la conversione della pena stabilita dal giudice (multa e arresto) in lavori socialmente utili a queste condizioni: ogni 250 euro di ammenda corrispondono ad 1 giorno di lavoro (per un ente pubblico, un’associazione di volontariato, una Onlus, ecc., ovviamente non retribuito). Un mese di arresto corrisponde a un mese di lavoro. Se la persona che ha commesso il reato accetta queste condizioni, verrà eliminata anche la confisca dell’auto. Il Giudice provvederà ad accertarsi dell’effettivo e corretto svolgimento del servizio socialmente utile tramite una specifica udienza fissata dal Tribunale. Finito questo periodo, verrà dichiarata l’estinzione del reato di guida in stato d’ebbrezza. Ed il lavoratore socialmente utile tornerà a guidare la sua auto. Possibilmente sobrio.

  9. Con un tasso alcolico oltre 1,5 g/l, scatta la confisca se il veicolo è di proprietà di chi ha bevuto. Come evitarla? Con lavori socialmente utili.

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