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Artrite: ultime sentenze

23 Aprile 2020
Artrite: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: artrite; pratica commerciale scorretta; patologia dolorosa sofferta a un piede dall’assicurato; incapacità motoria agli arti superiori; voto con accompagnatore.

Artrite reumatoide

Sussiste il rapporto, quantomeno concausale, tra il servizio svolto dalla ricorrente presso il Comune in qualità di cuoca di ruolo e le infermità spondiloartrosi, gonartrosi, artrite reumatoide e discopatie multiple lombari, stante l’attività prevelentemente manuale in posizione ortostatica; va riconosciuta altresì la dipendenza dal lavoro a lungo prestato della faringite, per la permanenza in ambienti con clima secco, surriscaldato con presenza di polveri e vapori, e l’ipoacusia bilaterale, interdipendente dalla faringite.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 03/08/2009, n.232

Infortunio sul lavoro: artrite

La prescrizione triennale dell’azione per conseguire le prestazioni in caso di infortunio sul lavoro, prevista dall’art. 112, comma 1, d.P.R. n. 1124 del 1965, nel caso di erronea individuazione da parte del servizio sanitario dell’Istituto assicuratore, della causa delle manifestazioni patologiche lamentate dal lavoratore, inizia a decorrere non dal giorno dell’infortunio, ma dal momento in cui l’assicurato ha acquisito la consapevolezza della riconducibilità della patologia ad una causa violenta costituente infortunio sul lavoro.

(Nella specie l’Inail aveva attribuito ad artrite la patologia dolorosa sofferta a un piede dall’assicurato, lavoratore agricolo, e solo a distanza di poco più di tre anni dall’infortunio era emerso che tale patologia era dovuta alla presenza di un corpo estraneo vegetale e conseguentemente l’interessato aveva rivendicato l’indennità di inabilità temporanea fino all’epoca in cui era stata rimossa chirurgicamente la causa della patologia).

Cassazione civile sez. lav., 20/01/2000, n.616

Artrite e fini pensionistici di guerra

Ai fini pensionistici di guerra deve essere ammessa la sussistenza di nesso di interdipendenza tra l’infermità artrosi lombo-sacrale riscontrata a vent’anni dal conflitto bellico e l’artrite alla stessa regione, poi esitata in osteocondrite vertebrale, sofferta durante la guerra.

Corte Conti sez. IV, 06/03/1993, n.73819

Artrite reumatica sofferta in prigionia

È dipendente da causa di servizio di guerra una artrosi dorso-lombare, scapolo-omerale e delle ginocchia constatata in sede di visita medica e ricollegabile ad una artrite reumatica sofferta in prigionia, tenuto conto della persistenza della forma reumatica quale risulta dagli accertamenti sanitari.

Corte Conti sez. I, 16/05/1990, n.287147

Artrite grave: voto con accompagnatore 

La “ratio” dell’art. 41 d.P.R. 16 maggio 1960 n. 570 è quella di ammettere, tra l’altro, al voto con accompagnatore gli elettori che per incapacità motoria agli arti superiori non siano in grado di aprire la scheda, tracciare correttamente i segni espressivi del proprio voto e richiudere la scheda stessa dopo aver votato. Legittimamente, pertanto, viene ammesso il voto assistito nel caso di “contusione post traumatica ad ambedue gli arti superiori”, “morbo di Parkinson” ovvero di “artrite grave”.

Consiglio di Stato sez. V, 15/02/1994, n.90

L’ammissibilità del voto assistito

L’ammissibilità del c.d. voto assistito non può essere esclusa ove l’infermità dell’elettore, ancorché non completamente preclusiva di un’autonoma espressione del voto, possa determinare l’annullamento del voto per l’impossibilità di espressioni corrette sotto il profilo grafico.

Peraltro l’impedimento denunciato deve essere riferibile alla capacità visiva o al movimento degli arti, non potendosi consentire la manifestazione del voto con accompagnatore per affezioni di altra natura (nella specie si è ritenuta legittima l’ammissione al voto di elettori con “cataratta senile bilaterale”, “diminuzione del visus per cataratta bilaterale”, “retinopatia bilaterale diabetica”, “perdita visus occhio sinistro, cateratta occhio dx con percezioni a luci e ombre”, “morbo di Parkinson”, “poliartrosi con deficit deambulatorio e della stazione eretta” ma non per infermità quali l’artrite deformante o reumatoide di non rilevante entità.

Consiglio di Stato sez. V, 06/06/1990, n.505

Elettori affetti da infermità inibenti l’uso corretto degli arti superiori

Legittimamente vengono ammessi al voto con accompagnatore previsto dall’art. 41 d.P.R. 16 maggio 1960 n. 570, elettori affetti da infermità inibenti l’uso corretto degli arti superiori (morbo di Parkinson, tremore senile, artrite deformante) o degli occhi (cataratta) o determinanti l’incapacità di accedere da soli alle cabine di votazione (sindrome vertiginosa, esiti da ictus cerebrale), ove gli impedimenti succitati attestati con certificati medici, siano ravvisati preclusivi all’esercizio del voto personale da parte del presidente del seggio e riportati in verbale quale idoneo motivo atto a giustificare il voto assistito.

Consiglio di Stato sez. V, 31/03/1992, n.274

Servizio reso con inevitabili strapazzi

Pur a voler ammettere una particolare predisposizione del soggetto, è da riconoscere che l’artrite reumatoide sia stata concausalmente influenzata dal servizio reso con inevitabili strapazzi ed in particolari condizioni (circa un anno quale conduttore di automezzi militari) di impegno tali da aver provocato minore resistenza biologica nel contatto con agenti virali capaci di influire sul processo patogenetico dell’affezione stessa.

Corte Conti sez. IV, 03/06/1991, n.77456

Artrite reumatoide con impotenza funzionale alla mano destra

Ai fini della legittimità dell’ammissione al voto assistito ex art. 41 t.u. 16 maggio 1960 n. 570, occorre da un lato che il presidente del seggio accerti, con proprio autonomo apprezzamento, l’effettiva sussistenza dell’impedimento fisico (e non mentale) assoluto per l’elettore ad esprimere il suffragio personalmente, o per sua evidenza (come nel caso di persona amputata delle mani) o per diretta conoscenza o notorietà o sulla base di certificato medico attestante la malattia; dall’altro che nel verbale sia indicato lo specifico motivo dell’ammissione al voto con accompagnatore (nella specie è stata ritenuta illegittima l’ammissione al voto assistito di elettore, per i quali risultavano verbalizzati le seguenti infermità: meningoencefalite, artrite reumatoide con impotenza funzionale alla mano destra, mongolismo, oligofrenia, artrite deformante e vertigini).

Consiglio di Stato sez. V, 18/12/1987, n.772

Artrite cronica primaria

Allorché i dati obiettivi e radiologici escludano l’esistenza di una forma di artrite cronica primaria e depongano, invece, per un quadro di “artrosi stato”, resta esclusa ogni dipendenza dal pregresso reumatismo articolare acuto patito in periodo bellico, essendo, la citata situazione di “artrosi stato”, ricollegata a normali fenomeni degenerativi di natura dismetabolico-endogena.

Corte Conti sez. III, 28/02/1985, n.108801

Formule terapeutiche non provate scientificamente

È scorretta la pratica commerciale consistente nella presentazione di una linea di integratori alimentari a base di sostanze vegetali (Aloe Arborescens) presentati come “coadiuvanti chemioterapici” rivolti ai pazienti oncologici utilizzando una terminologia idonea a trascinare i prodotti nell’area terapeutica e claims salutistici non autorizzati dalla Commissione europea in base al regolamento n. 1924/2006/Ce, quali “migliore recettività dei farmaci chemioterapici”, “riduce l’immunostimolazione”, “ridice il colesterolo, gastrite, diabete, infiammazioni come artrite e artrosi“, per di più in assenza di evidenze scientifiche certe che consentano di correlare l’azione del prodotto con gli effetti vantati.

(Nello specifico l’autorità garante ha sottolineato come la stessa letteratura scientifica prodotta dall’inserzionista suggerisca estrema cautela nell’alimentare false aspettative in relazione alle proprietà antitumorali delle piante e come, in relazione all’aloe arborescens, l’inserzionista avrebbe potuto citare esclusivamente i claims ammessi dal Ministero della salute nelle linee guida allegate al d.m. 9 luglio 2012).

Garante concorr. e mercato, 23/11/2016, n.26250



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15 Commenti

  1. La remissione, per i pazienti con artrite reumatoide, è un obiettivo raggiungibile: stare bene, portando avanti con costanza una terapia farmacologica, significa eliminare i sintomi di una malattia dolorosa e spesso invalidante. Parlare di remissione e confrontarsi su di essa in ambulatorio diventa fondamentale. Grazie ai farmaci innovativi possiamo arrivare alla remissione in una patologia spesso invalidante, capace di incidere sul paziente anche dal punto di vista psicologico. Serve però costanza nella terapia perché troppo spesso chi ottiene risultati sul fronte del dolore poi abbandona la cura. Così dicono gli esperti.

  2. L’artrite reumatoide è una malattia reumatologica infiammatoria cronica e progressiva a carico soprattutto delle articolazioni anche se si può avere interessamento di altri apparati. Ha una frequenza pari allo 0,5/1%. Colpisce soprattutto il sesso femminile di età compresa tra i quaranta e i cinquant’anni, pur essendo possibile una forma di artrite reumatoide senile, giovanile e persino infantile. La causa dell’artrite reumatoide è sconosciuta, esiste certamente una predisposizione familiare evidenziata dalla frequenza elevata di artrite reumatoide in fratelli gemelli (frequenza sei volte superiore). Per capire quale sia il danno che si verifica in corso di artrite reumatoide, vediamo come sono fatte le articolazioni e come la malattia agisce su di loro.

  3. Nell’artrite reumatoide si attiva un processo infiammatorio a carico delle strutture anatomiche dell’articolazione. La causa che innesta questo meccanismo è sconosciuta, tuttavia l’organismo comincia a produrre degli anticorpi contro strutture del proprio corpo (autoanticorpi), che nell’artrite reumatoide sono i componenti delle articolazioni, non riconoscendoli come propri. Questi autoanticorpi attivano un vero e proprio processo infiammatorio con produzione di citochine e conseguente infiammazione della capsula sinoviale (sinovite). Si forma un tessuto particolare (panno sinoviale) che erode la cartilagine e l’osso sottostante provando deformità nelle ossa e impossibilità ad articolarsi tra di loro, quindi a svolgere la funzione articolare.

  4. L’artrite reumatoide insorge solitamente in maniera subdola e lenta, solo raramente ha un esordio acuto. I sintomi sono prevalentemente a carico delle articolazioni, sono presenti al mattino, durano per alcune ore ma tendono a migliorare nel corso della giornata. Questi episodi possono manifestarsi per alcuni giorni e poi risolversi completamente, salvo ripresentarsi a distanza di giorni o settimane a carico di altre articolazioni. Il paziente pertanto vive periodi in cui sono presenti disturbi importanti e invalidanti, alternati a giorni di relativo benessere.

  5. La diagnosi precoce dell’artrite reumatoide, entro i due anni dall’inizio dei sintomi, risulta essere un fattore fondamentale nella prognosi della malattia, ma sarebbe auspicabile riuscire a fare diagnosi entro sei mesi dall’inizio dei sintomi. I segni clinici che devono far sospettare un’artrite reumatoide sono i segni di infiammazione a carico delle articolazioni (articolazioni gonfie, arrossate, calde e dolenti) in almeno tre sedi tra cui le mani.

  6. Io ci sono passato…La terapia dell’artrite reumatoide deve essere iniziata in più presto possibile. Viene definita “finestra di opportunità” il periodo (circa dodici settimane) entro cui si dovrebbe iniziare la terapia per avere una prognosi migliore a breve, medio e lungo termine. La terapia dell’artrite reumatoide, prevede un approccio multidisciplinare a cui partecipano il reumatologo, il medico di base, il fisiatra, l’ortopedico e lo psicologo.

  7. L’artrite reumatoide è una malattia cronica evolutiva e conoscerne le caratteristiche offre un valido supporto per sapere, nel momento in cui viene diagnosticata, come affrontarla.Per alcune malattie come l’artrite reumatoide, la conoscenza dei sintomi, delle opportunità per limitare i danni e delle cure migliori rappresenta una parte fondamentale della terapia.

  8. L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce preferenzialmente le piccole articolazioni delle mani e dei piedi portando a erosioni ossee e a deformazioni articolari con importante dolore e impotenza funzionale. L’artrite reumatoide è una malattia sistemica e colpisce diversi organi quali polmone, cuore, cute (noduli reumatoidi) vasi (vasculite) presentando quindi spesso un quadro clinico complesso. Benché la causa della malattia sia ancora ignota, è noto che fattori genetici, ambientali (fumo di sigaretta, agenti infettivi, dieta) ed epigenetici concorrono alla sua patogenesi.

  9. Nonostante siano già noti alcuni dei geni codificanti che sono coinvolti nella malattia, le terapie attualmente in uso sono mirate a colpire uno o pochi prodotti di questi geni, pertanto colpire una molecola che modula molti geni coinvolti nella malattia può rivelarsi utile per la realizzazione di terapie innovative ancora più efficaci.

  10. Dal nome, potrebbe sembrare una patologia legata soltanto ad una deformazione delle articolazioni. Ma, purtroppo, non è così. Certo, quelle deformazioni chi soffre di artrite reumatoide sa che le conseguenze della malattia non si limitano ad una mano con le dita storte o ad un piede non allineato. Questa patologia è in grado di colpire anche i polmoni, la cute, il cuore ed altri organi. Può fare aumentare la pressione, il colesterolo ed il rischio di arteriosclerosi e di episodi cardio-cerebro-vascolari. Una malattia ben più complicata, dunque, di quello che si può pensare.

  11. Questa patologia è cronica, sistemica, autoimmune ed invalidante, nel senso che interessa sia alcuni organi interni sia le articolazioni, i muscoli ed altri tessuti. Produce una sensazione di calore, gonfiore e dolore e limita i movimenti. È, quindi, una malattia che può portare ad una perdita significativa della qualità della vita e ad una riduzione importante della capacità lavorativa. In altre parole, può dare diritto all’invalidità e, di conseguenza, ad un aiuto pratico e – in certi casi – economico da parte dello Stato. Può anche comportare il diritto all’esenzione dal ticket sanitario. Ad oggi non esiste una cura per guarire completamente dall’artrite reumatoide. Quello che si può fare è cercare di ridurre il dolore e di convivere con la malattia attraverso un trattamento farmacologico ed uno stile di vita adeguati.

  12. Per sapere se si soffre di artrite reumatoide, il medico interpellato da un paziente che accusa i sintomi descritti (dolore, gonfiore, ecc.) consiglia una visita specialistica dal reumatologo e chiede degli esami del sangue specifici. Lo specialista, raccolte queste informazioni, può essere in grado di diagnosticare la malattia. Lo specialista nel sangue del paziente per formulare tale ipotesi avrà trovato elevati i valori dei parametri che generano un processo infiammatorio. Ma avrà anche visto fuori dalla norma i livelli degli anticorpi presenti nel sangue di chi soffre di questa patologia, ed in particolare del fattore reumatoide e del cosiddetto anti-Cpp, cioè il peptide citrullinato anticiclico. Possono manifestarsi anche alti livelli di ferritina associati ad anemia. Viene esaminato anche il dato relativo alla Ves, cioè alla velocità nel sangue.

  13. Il trattamento dell’artrite reumatoide parte dallo stesso paziente, prima ancora che dal personale sanitario. Se opportunamente informato, chi soffre di questa patologia può conviverci nel modo migliore evitando uno stile di vita sbagliato o degli sforzi eccessivi che possono peggiorare la situazione. Ma anche facendo un’attività fisica concordata con il medico per non perdere la capacità muscolare e di mobilità. Sapere come comportarsi, dunque, è il primo passo per gestire meglio le cose.

  14. Per poter utilizzare i giorni di congedo per le cure, chi soffre di artrite reumatoide deve presentare al datore di lavoro:il verbale di accertamento dell’invalidità rilasciato dalla Commissione medica degli Invalidi civili;la richiesta del medico.Una volta effettuate le cure, il lavoratore deve presentare in azienda la relativa certificazione rilasciata dal centro sanitario in cui sono state effettuate. Se la terapia prevede un ciclo di diverse sedute, è ammessa anche un solo certificato cumulativo.

  15. Con una percentuale di invalidità del 50% chi soffre di artrite reumatoide ha diritto ogni anno a 30 giorni di congedo per le cure relative alla sua patologia. Il congedo può essere anche frazionato.Oltre all’invalidità al 50%, per usufruire di questo diritto è necessaria la richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica. Nella richiesta deve essere indicata la necessità di effettuare le cure.Il congedo non rientra nel periodo di comporto: significa che non è conteggiato tra i giorni di malattia durante i quali il lavoratore ha diritto alla conservazione del proprio posto. Il pagamento è a carico del datore di lavoro in base agli accordi sottoscritti sul contratto nazionale di categoria. In ogni caso, i primi 3 giorni di congedo sono pagati al 100%.

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