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È reato offendere qualcuno su una chat di gruppo?

23 Giugno 2020
È reato offendere qualcuno su una chat di gruppo?

Nella sua ultima pronuncia, la Cassazione ha detto che rivolgersi a qualcuno insultandolo in presenza di altri non è diffamazione. Ma è sempre così?

Ti sarà successo che, in una chat di gruppo, i toni si alzino. Magari sei riuscito a mantenere la calma: buon per te. Magari no… risultato: hai aggredito verbalmente qualcuno e, adesso, ti chiedi se puoi aver commesso un reato. Qui, ti spieghiamo se lo hai commesso davvero.

L’ultima sentenza: non è reato

Con una sentenza di marzo 2020 [1], la Cassazione ha deciso che insultare qualcuno in un gruppo chat non è automaticamente diffamazione. I giudici esaminavano il caso di un ragazzo condannato per aver diffamato un conoscente, discutendo su una videochat.

Il ragazzo ha fatto ricorso ed è stata esclusa la sua punibilità. Questo perché, semmai, quella commessa dal ragazzo poteva essere un’ingiuria e non una diffamazione. Ma l’ingiuria non è più reato dal 2016, anno della sua depenalizzazione.

Attualmente, è un illecito civile, punibile con risarcimento del danno e, all’esito del processo, con sanzione amministrativa. La Cassazione ha annullato la vecchia condanna del ragazzo proprio perché l’ingiuria è depenalizzata. Ma perché trattasi di ingiuria e non di diffamazione? Ecco la differenza.

Ingiuria e diffamazione, cosa sono

Ingiuria e diffamazione prevedono entrambe un’offesa, però cambia il modo. Nell’ingiuria chi offende si rivolge direttamente alla vittima; se altre persone assistono alla scena, scatta un’aggravante che prima aumentava la pena, ora l’entità della sanzione. Nella diffamazione, invece, l’offesa avviene indirettamente, cioè in modo che chi la rivolge parli con persone (almeno due) diverse dall’interessato. È ciò che succede quando si parla male di qualcuno con altri o lo si offende in forma scritta, per esempio con un articolo.

Ora, dovrebbe essere più chiaro il motivo per cui la Cassazione ha escluso la diffamazione, e quindi il reato, optando per l’ingiuria: il ragazzo si è rivolto direttamente alla vittima, con l’aggravante che alla conversazione hanno partecipato altri.

Quando offendere in chat è reato

Se ne deduce che in una chat di gruppo si può offendere chiunque e non sarà mai reato? Alt. Se siamo stati chiari nello spiegare la differenza tra diffamazione e ingiuria, capirai da te che c’è un’altra possibilità. E cioè che, dentro la stessa chat di gruppo, A offenda B indirettamente, insultando B ma rivolgendosi ad altri partecipanti alla conversazione. Ad esempio, chiedendo agli altri se non trovino che B sia proprio «un gran…», scegliete l’insulto che volete. La differenza è molto sottile ma decisiva: qui parleremo, infatti, di una diffamazione. Si potrebbe obiettare che, se l’offeso è dentro quel gruppo chat, anche se il provocatore non si rivolge a lui, è come se l’insulto gli arrivasse direttamente. E allora non sarebbe un’ingiuria? No. Lo dice una precedente sentenza della Cassazione [2], che ritiene offese del genere, in un gruppo chat, diffamazione. Qui avevamo una persona che offendeva l’altra senza rivolgersi direttamente a lei, ma parlando agli altri membri del gruppo.

In sintesi, per quelle che sono state finora le pronunce del nostro massimo organo giudicante, dobbiamo distinguere tra due situazioni diverse che possono verificarsi quando si insulta qualcuno su una chat:

  • A parla direttamente con B e lo offende: in questo caso, i giudici possono ritenere che non sia stato commesso un reato (come nell’ultima sentenza di marzo 2020) ma un’ingiuria;
  • A parla con C e D di B: questa è diffamazione, quindi reato.

note

[1] Cass. sent. n.10905/20 del 31.03.2020.

[2] Cass. sent. n. 7904/19 del 21.02.2019.


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