Coronavirus: sospesi altri pagamenti al Fisco

1 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: sospesi altri pagamenti al Fisco

In arrivo il congelamento di avvisi bonari e dei requisiti per le agevolazioni sulla prima casa. Novità sugli affitti commerciali e sui versamenti ritardati.

Con il nuovo decreto del Governo, in arrivo nei prossimi giorni per tamponare ulteriormente l’emergenza coronavirus, verrà estesa la sospensione dei pagamenti e degli adempimenti fiscali. Tra questi, la principale novità riguarda lo stop agli avvisi bonari. Si tratta delle comunicazioni formali inviate dall’Agenzia delle Entrate con cui si dà al contribuente il tempo di 30 giorni per correggere degli errori commessi in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi. Con essi sono richieste maggiori imposte, più interessi e sanzioni (queste ultime però ridotte al 30% rispetto a quelle ordinarie).

La sospensione degli avvisi bonari ha lo scopo di eliminare un’incongruenza contenuta nel decreto Cura Italia: alcuni contribuenti, infatti, hanno beneficiato della sospensione delle cartelle esattoriali, ma poi hanno ricevuto questo tipo di avviso da parte del Fisco per effettuare il pagamento. Con il nuovo decreto, questa comunicazione non dovrebbe più arrivare. Si tratta, comunque, di una sospensione, non di una cancellazione del debito.

Tra gli altri obblighi fiscali che saranno congelati c’è quello che riguarda la prima casa. Verranno bloccati i due requisiti temporali per ottenere le agevolazioni sull’acquisto dell’abitazione principale, vale a dire i 18 mesi in caso di cambio di residenza da un Comune all’altro o i 12 mesi per non perdere i benefici Iva e di registro in caso di vendita e riacquisto dell’immobile.

In arrivo pure una moratoria sulle sanzioni per ritardati versamenti. Mentre sulla consegna e gli invii delle certificazioni uniche dei redditi, i cui termini sono scaduti ieri, ci potrebbe essere una copertura giuridica sulla causa di forza maggiore, in modo da poter prevedere la disapplicazione delle sanzioni.

Novità anche sugli affitti per le attività commerciali, di impresa e professionali. Oggi viene riconosciuto un credito d’imposta del 60% solo alle locazioni di immobili classificati C1, cioè a botteghe e negozi. Ora l’agevolazione potrebbe essere allargata agli immobili ad uso non abitativo a partire da quelli del turismo come gli alberghi ma anche ai capannoni delle imprese, agli studi professionali e ai casi di affitti d’azienda.

Il nuovo decreto potrebbe aggiungere altre misure finora non previste dai precedenti provvedimenti, come ad esempio l’introduzione di una norma di garanzia o di moratoria dei ratei per chi ha fatto ricorso a forme di credito al consumo, magari anche con cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In questo modo, come richiesto dall’Adiconsum, si darebbe un po’ di fiato a chi oggi ha fatto un acquisto a rate ma ha difficoltà ad affrontare le scadenze.



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