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Coronavirus: raggiunto il picco dell’emergenza

1 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: raggiunto il picco dell’emergenza

I numeri confermano di essere arrivati al plateau, ma serve ancora cautela. Sì a passeggiate nei pressi di casa. Si valuta la riapertura di alcune aziende.

Non bisogna farsi cogliere da facili entusiasmi, anzi: Governo, Protezione civile e scienziati avvertono che l’emergenza sanitaria legata al coronavirus sarà ancora lunga. Ma una buona notizia c’è ed è giusto farsi «contagiare» – è proprio il caso di dirlo – da un po’ di ottimismo: il picco dell’epidemia, secondo gli esperti, è stato raggiunto. È quello che nelle ultime ore è stato chiamato «il plateau» dell’emergenza, vale a dire quel punto della curva in cui il numero di nuovi casi non registra più una salita.

Lo dicono i numeri. Non solo quelli relativi ai nuovi contagi (in aumento ma non in misura superiore rispetto ai giorni precedenti) ma anche quelli dei ricoveri in terapia intensiva e quelli relativi alle guarigioni.

Significa che il «nemico invisibile» è stato sconfitto? Niente affatto. Secondo il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, «siamo arrivati al plateau, vuol dire che siamo arrivati al picco, ma il picco non è una punta bensì un pianoro da cui ora dobbiamo discendere. E si può sempre tornare a risalire».

Ecco perché le misure restrittive continueranno almeno fino a Pasqua. Il nuovo Dpcm che prorogherà fino al 15 o al 18 aprile il decreto di due settimane giorni fa arriverà nelle prossime ore. Ma già si valuta qualche piccola concessione alle famiglie e alle imprese.

Dal Viminale, ad esempio, è arrivato l’ok alle passeggiate di un solo genitore con i figli, purché si resti nei pressi della propria abitazione. Brevi uscite con le stesse modalità anche per anziani e disabili accompagnati da una sola persona.

Al vaglio del Governo anche la riapertura di alcune filiere industriali, in particolare quelle che consentono il distanziamento sociale tra i lavoratori che dovranno essere muniti anche di mascherine. Non prima, però, di metà aprile e a patto che i dati non registrino un’inversione di tendenza.

Il meccanismo per riavviare il sistema produttivo verrà gestito con enorme cautela. Per il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, occorrerà riaprire per gradi e solo nei luoghi in cui è garantita la sicurezza: «Ci vorrà ancora qualche settimana», ha avvertito Patuanelli.



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