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Cosa studiare concorso polizia locale

17 Agosto 2020 | Autore:
Cosa studiare concorso polizia locale

Hai sempre avuto il sogno di fare il vigile urbano? È stato bandito un concorso al quale vuoi partecipare ma non sai come fare a superarlo? Ti forniamo qualche indicazione utile sulle prove della selezione.

Sia che vivi in un piccolo paese sia che abiti in una grande città, probabilmente ti è già capitato di imbatterti nella figura degli agenti della polizia locale, ossia degli ex vigili urbani. Tale corpo, a volte tanto bistrattato dai guidatori, ha subìto delle profonde modifiche nella sua organizzazione grazie ad alcune leggi che sono state adottate a livello nazionale. Le novità non riguardano soltanto il suo nome, ma incidono anche sulle sue funzioni e sulle responsabilità di coloro che ne fanno parte. Gli agenti di polizia locale sono, infatti, dei pubblici dipendenti e, in quanto tali, devono rispettare tutte le norme contenute nella nostra Costituzione in tema di lavoro presso le pubbliche amministrazioni. Essi sono, poi, pubblici ufficiali e, quindi, hanno delle responsabilità maggiori rispetto ai privati cittadini che prestano servizio per lo Stato o per gli enti locali.

Fra tutte le regole costituzionali che si applicano alla polizia locale, quella che in questo caso ci interessa di più è la disposizione relativa al concorso. Per poter intraprendere tale carriera lavorativa occorre, infatti, superare un’apposita selezione composta da più prove.

In questo breve articolo desideriamo fornirti dei suggerimenti e, in particolare, vogliamo indicarti cosa studiare per il concorso in polizia locale.

Polizia locale: quali sono le sue funzioni?

Le funzioni della polizia locale sono indicate tanto nella legge nazionale quanto nelle leggi delle singole Regioni. A seguito della riforma costituzionale del 2001, infatti, le Regioni sono chiamate a intervenire direttamente in tale settore, anche se lo Stato riserva a sé stesso il potere di decidere in materia di sicurezza e ordine pubblico. Ovviamente, tali leggi non possono in alcun modo contrastare con il contenuto delle disposizioni nazionali.

La polizia locale è una presenza importante sul territorio perchè è l’anello della catena che lega i cittadini alle istituzioni centrali. Tale corpo rappresenta il punto di riferimento principale delle comunità che vivono in uno o più comuni.

I compiti e gli ambiti di intervento degli addetti al lavoro sono i seguenti:

  • settore stradale, ossia l’attività di prevenzione e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale;
  • settore giudiziario, ossia l’attività investigativa e di accertamento successiva alla denuncia o alla conoscenza di una notizia di reato;
  • settore di sicurezza, ossia l’attività di prevenzione dei crimini e delle situazioni di pericolo per la collettività. L’incarico viene conferito direttamente dal Prefetto;
  • settore amministrativo, ossia l’attività di tutela della comunità locale in materia sanitaria, edilizia, tributaria, commerciale e mortuaria.

Gli agenti di polizia locale, considerate le delicate funzioni che svolgono, sono autorizzati a detenere e utilizzare le armi e indossano una divisa che li rende riconoscibili tra la gente. Essi, nello svolgimento delle loro attività, sono messi a disposizione del sindaco, ma dal punto di vista operativo dipendono dall’autorità giudiziaria competente per territorio. La responsabilità delle operazioni poste in essere dall’intero corpo è assunta dal Comandante.

Come si accede al corpo di polizia locale?

Per entrare a far parte del corpo della polizia locale bisogna partecipare a una selezione pubblica: non esistono strade diverse. Il concorso viene bandito direttamente dagli enti locali presso i quali gli addetti al servizio andranno ad operare, e cioè:

  • Comuni;
  • città metropolitane;
  • unioni di Comuni.

I requisiti di partecipazione al concorso sono di volta in volta individuati dal soggetto che intende avviare la selezione, ma di norma sono richiesti come elementi indispensabili:

  1. età non inferiore a 18 anni;
  2. godimento dei diritti civili;
  3. cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea;
  4. non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso;
  5. essere in regola con gli obblighi di leva per i partecipanti di sesso maschile;
  6. possesso della patente di guida di tipo B.

Il bando di concorso deve essere pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Salvo che sia diversamente previsto dall’avviso, si può inoltrare domanda di partecipazione entro trenta giorni dal momento della pubblicazione.

I titoli di studio necessari per essere ammessi a sostenere il concorso variano a seconda del ruolo al quale si vuole accedere. In linea di massima, sono richiesti:

  • il diploma di scuola secondaria per il ruolo di agenti;
  • la laurea (di solito, in giurisprudenza) per il ruolo di comandante.

In alcuni casi, per partecipare al concorso è richiesto il pagamento di un contributo (si va dalle dieci alle venti euro circa).

Cosa studiare per il concorso in polizia locale?

Come accade per i requisiti di partecipazione, anche per le prove di esame possono esserci delle differenze da ente a ente e da figura professionale a figura professionale.

La regola generale è quella della doppia prova, una scritta e una orale. Se le domande presentate superano di molto il numero di posti disponibili si prevede anche una prova preselettiva che permette di ridurre il numero dei partecipanti.

Per quanto riguarda le materie concorsuali, fermo restando che è sempre prevista la verifica della conoscenza di una lingua straniera (di solito, l’inglese) e dell’informatica, la selezione ha ad oggetto:

  • prova preselettiva: sono somministrati dei quiz a risposta multipla su argomenti di logica, cultura generale e materie giuridiche. In alcuni casi è prevista la pubblicazione di una banca dati dalle quali vengono tratte le domande almeno quindici giorni prima della prova concorsuale;
  • prova scritta: consiste nella redazione di un tema o nella soluzione di domande a risposta aperta in materie di contenuto prettamente giuridico. Nello specifico, di solito, si richiede la conoscenza di:
    • nozioni di diritto costituzionale, amministrativo e degli Enti Locali (il cosiddetto Tuel);
    • nozioni di diritto penale con riferimento particolare ai delitti contro la pubblica amministrazione;
    • nozioni di procedura penale con riferimento particolare all’attività della polizia giudiziaria;
    • normativa in materia di polizia locale;
    • codice della strada;
    • violazioni amministrative e sistema sanzionatorio;
  • prova orale: verte sulle stesse materie della prova scritta. In tal caso, nel corso del colloquio, la commissione esaminatrice può sottoporre il candidato a tutte le domande che reputa utili per valutare il suo livello di preparazione.

A conclusione delle tre prove, viene predisposta una graduatoria che individua i vincitori sulla base del maggior punteggio raggiunto. Gli esclusi e gli idonei non vincitori possono sempre proporre ricorso laddove vi siano le condizioni necessarie.



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