Coronavirus, domanda bonus 600 euro: sito Inps va in tilt

1 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus, domanda bonus 600 euro: sito Inps va in tilt

Il click day per l’indennità da 600 euro per gli autonomi sta mandando in tilt il sito dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Da oggi, è possibile inoltrare online le domande per ottenere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto Cura Italia per i professionisti e i lavoratori autonomi. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e  “non si tratta di un click day“. In precedenza, il presidente dell’Inps aveva proposto l’iniziativa del click day, ma poi c’è stato subito un dietrofront (ne abbiamo parlato nell’articolo Coronavirus: caos sul bonus agli autonomi).

L’Inps ha precisato che le domande potranno essere inviate anche nei giorni successivi al 1° aprile, collegandosi al sito e cliccando sul banner dedicato che compare sulla Home page.

Ad oggi, l’enorme mole di richieste per accedere alle indennità, infatti, ha generato quasi un ‘crash’ informatico: secondo quanto denunciato da più utenti, infatti, entrando con i propri dati nella pagina dedicata del sito per presentare la domanda di bonus, si viene rinviati a una pagina in cui figurano nominativi privati, insieme a una serie di informazioni strettamente personali di cui è in possesso l’Inps ponendo quindi evidenti problemi di tutela della privacy. Sul punto, interviene il Garante della privacy.

Sito Inps: data breach

Sarebbero centinaia le schede di cittadini con dati sensibili pubblicati online. Non solo: l’operazione a questo punto si blocca e la domanda di richiesta del bonus non riesce più a procedere. L’allarme sta circolando con un tam tam sui social, tra ironia e preoccupazione.

”Siamo molto preoccupati per questo gravissimo data breach. Abbiamo immediatamente preso contatto con l’Inps e avvieremo i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o se si tratti invece di una problematica diportata più ampia. Intanto è di assoluta urgenza che l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati”. Così all’Adnkronos Antonello Soro, Garante Privacy, commentando il caso del sito dell’Inps andato in tilt.

”Quella della mancanza di sicurezza delle banche dati e dei siti delle amministrazioni pubbliche è – prosegue il Garante – una questione che si ripropone costantemente, segno di una ancora insufficiente cultura della protezione dati nel nostro Paese”.

Blocco sito Inps: si perde il diritto al bonus?

Il vicepresidente dell’Inps, Luisa Gnecchi, nel corso del videoforum del Sole 24 ore, chiede un po’ di pazienza, per accedere al sito. Poi, assicura che presentando le richieste per accedere al bonus nei prossimi giorni, ”non si perde il diritto alla prestazione”.

Chi può accedere al bonus?

A seguire, ricordiamo chi potrà accedere al beneficio:

  • liberi professionisti titolari di partita Iva attiva al 23 febbraio, che non siano titolari di pensione né iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie;
  • lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa attivo al 23 febbraio, che non siano titolari di pensione né iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie;
  • lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago, che non siano titolari di pensione né iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie (sono compresi anche gli iscritti alla gestione autonomi commercianti oltre che alla previdenza integrativa obbligatoria presso l’Enasarco);
  • i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1°gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, che non siano titolari di pensione diretta e non abbiano rapporti di lavoro al 17 marzo 2020;
  • i lavoratori del settore agricolo purché abbiano svolto nel 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo e non siano titolari di pensione diretta.
  • i lavoratori dello spettacolo non titolari di trattamento pensionistico diretto, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 allo stesso Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, corrispondenti a un reddito non superiore a 50.000 euro.


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