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Coronavirus, attacchi hacker anche a Spallanzani e Inps

1 Aprile 2020
Coronavirus, attacchi hacker anche a Spallanzani e Inps

Pirati informatici scatenati: presi di mira i siti degli ospedale e non solo.

Hacker fuori controllo. Negli ultimi giorni, sarebbero stati presi di mira i siti di Spallanzani e San Camillo. Ma anche il portale dell’Inps, dov’è stato caos in queste ultime ore per cercare di inviare le domande del bonus da 600 euro per professionisti e lavoratori autonomi.

Piratato il sito dell’Inps

“Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker“, ha detto il presidente dell’istituto Pasquale Tridico ai microfoni dell’agenzia di stampa Adnkronos, spiegando che è stato necessario “sospendere temporaneamente il sito”.

Attacchi che hanno notevolmente aumentato i problemi tecnici che ci sarebbero stati già di per se, a causa di un sovraccarico del sistema: “L’Inps è come il pronto soccorso – ha detto Tridico -. Non possono entrare in mille in un secondo perché si intasa”. Tra l’una di notte e le 8,30 di stamattina le domande sono state 300mila.

Spallanzani e San Camillo bersagli degli hacker 

“C’è stato un attacco hacker allo Spallanzani ma senza successo”, ha spiegato l’assessore alla Sanità e Integrazione socio sanitaria Alessio D’Amato durante la conferenza stampa insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Da quanto apprendiamo da una nota dell’Adnkronos, l’attacco risalirebbe a una settimana fa. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, a seguito della denuncia presentata agli inquirenti.

Il procedimento è coordinato dal procuratore capo Michele Prestipino; si ipotizzano reati informatici tra cui l’accesso abusivo ai sistemi. I magistrati romani, tra l’altro, hanno in corso accertamenti anche sulle truffe via web nella raccolta di fondi per l’emergenza Coronavirus. Delle indagini, coordinate in questo caso dal procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli, si stanno occupando gli uomini del Cnaipic della polizia postale, lo stesso che lavora anche sugli hackeraggi di questi giorni.

Un attacco andato a buon fine è invece quello al San Camillo. “Una vera e propria demolizione degli elaboratori”, l’ha definita D’Amato. “Hanno rotto e staccato cavi”. Un gesto “vigliacco”, secondo l’assessore alla Sanità del Lazio.

Email truffa per rubare dati, come difendersi

Tutti fatti che confermano come l’epidemia di Coronavirus abbia aizzato pirati e criminali informatici. L’allerta era scattata fin dal primo momento ma solo adesso probabilmente ne comprendiamo la portata. Sempre l’Adnkronos, ieri, informava di un boom di falsi siti web relativi al Covid-19. Domini che vengono poi usati il phishing, cioè per l’invio di email-truffa che contengono link sui quali non si deve cliccare: il rischio è che all’utente vengano rubate le credenziali del suo account in modo che l’hacker possa ottenere informazioni sensibili. Una minaccia che cresce con l’aumentare dello smart working, quindi di un più massiccio utilizzo di Internet per lavorare.

I pirati informatici, in genere, fanno affidamento su un momento di distrazione dell’utente, che apre la casella di posta e clicca sul link che gli è stato inviato senza farci troppo caso. Truffe particolarmente odiose e in cui è facile cadere anche per un altro motivo: l’Adnkronos ci informa che secondo l’agenzia per la salute delle Nazioni Unite, i criminali stanno anche tentando di spacciarsi come rappresentanti dell‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in modo da apparire come interlocutori autorevoli e, quindi, affidabili.

Ali Neil, direttore della International Security Solutions di Verizon, intervistato dall’agenzia di stampa, mette in guardia e segnala che “se si ricevono email da siti legati al Coronavirus, per evitare qualsiasi tipo di rischio non si deve fare clic su alcun allegato, ma è sufficiente eliminare le e-mail. Bisogna diffidare di siti che chiedono donazioni, offrendo consulenza e forniture mediche e consigli sui mercati finanziari. In sintesi, non si deve abboccare, evitando di cliccare su link a fonti che non conosciamo”.



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