Cassa integrazione, come avere l’anticipo di 1400 euro

1 Aprile 2020
Cassa integrazione, come avere l’anticipo di 1400 euro

L’accordo tra sindacati, imprese e Associazione bancaria italiana per sostenere subito chi, causa emergenza coronavirus, ha avuto una sospensione dell’attività.

Chi è in cassa integrazione potrà ottenere dalle banche un anticipo fino a un massimo di 1400 euro. È il risultato dell’accordo raggiunto tra sindacati, imprese e Associazione bancaria italiana (Abi). Una convenzione per garantire soldi subito, anziché attendere i tempi più lunghi dell’Inps, a chi beneficerà degli ammortizzatori sociali. Stessa strada peraltro battuta dopo la grave crisi economica del 2008. Ma come si fa a chiedere l’anticipo? Ve lo spieghiamo.

Condizione di base per accedere al beneficio è quella di essere in attesa dell’assegno di cassa integrazione dall’Inps. Spetta al datore di lavoro il compito di chiedere la cassa integrazione per l’emergenza coronavirus. La domanda si può fare dal 23 febbraio al 31 agosto per una durata massima di nove settimane.

L’anticipo può essere chiesto direttamente dal lavoratore alla banca. Non a tutti gli istituti di credito, solo a quelli che hanno aderito alla convenzione. Per farlo, le banche devono comunicare la volontà di adesione ad Abi via posta tradizionale (Associazione Bancaria Italiana, Piazza del Gesù, 49, 00186 Roma) o elettronica (sg@abi.it).

“Le banche – riporta il testo dell’accordo – favoriranno il ricorso a modalità telematiche, al fine di limitare l’accesso fisico alle filiali”. Si tratterà quindi di compilare un modulo online e inviarlo per posta elettronica all’istituto di credito. I moduli sono già disponibili sul sito dell’Abi. Si raccomanda, quindi, ai lavoratori interessati che volessero maggiori informazioni, di non recarsi in filiale ma di telefonare all’istituto di credito.

Si potrà avere un massimo importo complessivo di 1400 euro, parametrato a nove settimane di sospensione a zero ore, ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore e da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

La banca versa i soldi su un conto corrente che viene aperto appositamente, esentando il lavoratore dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione sarà rimborsata dall’Inps, che si è impegnato a erogare le risorse nel più breve tempo possibile.

La convenzione non sarà più valida dal primo gennaio 2021. Scadenza a lungo termine per evitare di doverla rinnovare nel (probabile) caso di una proroga degli ammortizzatori sociali. In tal caso, verrebbe prorogato anche il diritto a chiedere un’ulteriore somma. “L’apertura di credito – si legge sul testo della convenzione – cesserà con il versamento da parte dell’Inps del trattamento di integrazione salariale e, comunque, non potrà avere durata superiore a sette mesi”.



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