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La donazione è un contratto?

1 Aprile 2020
La donazione è un contratto?

Natura giuridica della donazione: cos’è un contratto e quali sono le caratteristiche della donazione.

Hai sentito dire che la donazione è un contratto ma non sai se tale affermazione sia corretta o meno. Sei infatti abituato a pensare ai contratti come a degli accordi di natura economica con cui due o più persone “danno” e, nello stesso tempo, “ricevono” qualcosa in cambio. La donazione è invece un atto a fronte del quale un soggetto solo si impoverisce, mentre l’altro si arricchisce. E siccome un antico adagio popolare insegna che “a caval donato non si guarda in bocca” è bene chiedersi se davvero la donazione è un contratto oppure un altro tipo di atto giuridico.

Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce di ciò che prevede il nostro Codice civile. Solo dopo aver spiegato cos’è un contratto e cosa una donazione potremo capire se quest’ultima rientra nella prima categoria o meno. 

Cos’è un contratto?

Immaginiamo di solito il contratto come un pezzo di carta – di solito scritto direttamente dagli interessati e, nei casi più importanti, con l’assistenza del notaio – con cui queste regolano dei propri interessi economici. Questa visione non è molto dissimile dalla definizione giuridica seppure è anche vero che, per il diritto, il contratto può anche essere verbale e non necessariamente scritto.

Tecnicamente il contratto non è altro che un accordo con cui due o più parti regolano o estinguono tra loro un rapporto di natura patrimoniale.

Tre le precisazioni che bisogna fare con riferimento ai termini usati da questa definizione:

  • per accordo si intende la semplice manifestazione di volontà, che può essere scritta o verbale e, in questo secondo caso, espressa o anche tacita (si pensi a chi prende un oggetto dagli scaffali del supermercato e lo porta alla cassa per acquistarlo);
  • per parti non si intendono necessariamente le persone fisiche ma dei centri di interesse; ad esempio potrebbe essere “parte” una società o un condominio, benché costituito da più persone;
  • rapporto di natura patrimoniale: non si regolano con i contratti gli accordi di natura personale, come ad esempio il matrimonio o il riconoscimento dei figli. Il contratto invece deve avere sempre a che fare con un interesse che possa essere valutabile in termini economici. Anche il risarcimento del danno morale ha un riflesso patrimoniale e quindi la sua definizione potrebbe trovare ingresso in un contratto.

Tra le tante classificazioni dei contratti, qui ce ne interessa una in particolare:

  • contratti a titolo oneroso: sono quelli ove entrambe le parti eseguono una prestazione e ne ricevono una;
  • contratti a titolo gratuito: sono quei contratti ove solo una parte esegue la prestazione e si impoverisce mentre la parte che si avvantaggia non dà nulla in cambio.

Cos’è la donazione

La donazione è invece un atto con cui un soggetto conferisce a un altro soggetto un bene o comunque un’altra utilità, ma lo fa a puro scopo altruistico e quindi senza nulla in cambio. Si può donare ad esempio del denaro o un’auto di proprietà (donazione diretta); si può pagare una ditta di costruzioni affinché intesti una casa al proprio figlio (donazione indiretta); si può rendere una prestazione professionale rinunciando al compenso; si può rinunciare a un proprio credito liberando il debitore (remissione del debito); si può pagare un debito altrui; si può cointestare il proprio conto corrente a un’altra persona, così facendo in modo che questa divenga proprietaria di metà del denaro depositato in banca, ecc.

Ciò che accomuna ogni forma di donazione è la necessità del consenso del donatario: nessuno può regalare qualcosa forzatamente a un’altra persona. Quest’ultima infatti deve essere messa sempre nella condizione di “accettare” prima di “ricevere”. Le ragioni di tale scelta sono molteplici. Innanzitutto la donazione implica sempre una riconoscenza morale nei confronti del donante che non tutti sono disposti a sopportare. In più, la legge prevede che il donatario si obblighi, per il resto della vita, a pagare gli alimenti al donante nell’ipotesi in cui questi dovesse trovarsi in condizioni di grave difficoltà economica. 

Quindi, affinché la donazione sia valida è necessario che, a fronte dell’offerta del donante, ci sia l’accettazione del donatario. Accettazione che, nel caso di donazione di modico valore, può anche essere tacita e consistere nell’accettazione manuale del bene (ad esempio il fatto di ricevere il denaro).

La donazione è un contratto?

Detto ciò possiamo finalmente rispondere al quesito di partenza: la donazione è un contratto? Assolutamente sì. Questo perché nella donazione è necessaria la manifestazione di volontà del donatario, consistente nel suo consenso (espresso o tacito che sia). Dunque, se è vero che il contratto è l’accordo in cui si incontrano le volontà delle parti, anche la donazione è un contratto. Certo, si tratterà di un contratto a titolo gratuito, ossia un contratto ove, a fronte della prestazione da parte di un soggetto, non c’è alcuna controprestazione. Così la si può distinguere dalla vendita o dal mutuo che invece sono contratti a titolo oneroso.



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