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Come funziona quando sei in malattia

2 Aprile 2020 | Autore:
Come funziona quando sei in malattia

Lavoratore assente a causa di una patologia o di un infortunio non lavorativo: adempimenti.

Il lavoratore che deve assentarsi per malattia deve osservare una serie di adempimenti: dalla visita presso il proprio medico curante alla comunicazione tempestiva all’azienda dell’assenza, dalla reperibilità durante le fasce orarie per la visita fiscale alla comunicazione immediata di qualsiasi variazione.

Non rispettare le regole può costare molto caro: il lavoratore può subire la perdita dell’indennità di malattia e delle sanzioni disciplinari piuttosto serie, sino addirittura al licenziamento disciplinare.

Come mai? Le regole sono severe in quanto al lavoratore assente per malattia viene garantita (almeno per un certo periodo di tempo, che dipende dalla categoria di appartenenza) la conservazione del posto e l’erogazione di un’indennità economica.

Ma procediamo con ordine, e vediamo come funziona quando sei in malattia.

Ti ricordo che l’Inps ha redatto una guida completa sull’argomento, che abbiamo riassunto ed approfondito in: Malattia e visita fiscale, guida Inps.

Se ti ammali quando sei all’estero e non sai che cosa devi fare, puoi consultare la nostra Guida per il lavoratore che si ammala all’estero.

Mi sono ammalato: che cosa faccio?

Se ti ammali, la prima cosa che devi fare è recarti dal medico curante, per l’emissione del certificato di malattia e la trasmissione telematica all’Inps (a cura del medico). Il certificato medico di malattia ha lo scopo di giustificare l’assenza dal posto di lavoro dovuta all’inabilità temporanea causata dalla malattia. Nel certificato il medico indica:

  • la durata dell’assenza espressa in giorni (prognosi);
  • in modo non visibile al datore ma solo all’Inps, la diagnosi.

Ricorda di prendere nota del protocollo di trasmissione del certificato: da contratto, potresti essere obbligato a fornirlo al datore di lavoro, perché possa consultare e scaricare la certificazione medica dal sito dell’Inps.

Il contratto collettivo o individuale, o il regolamento aziendale, possono prevedere anche l’obbligo di preavvertire il datore di lavoro dell’assenza, per esempio con una telefonata. L’obbligo ha solo lo scopo di consentire al datore di organizzare al meglio la propria attività e la sua violazione può dar luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari.

Ma quando preavvertire il datore di lavoro dell’assenza? Non è previsto un termine per legge, ma ogni contratto può disporre in modo diverso (4 ore prima dell’inizio del turno, 2 ore prima, entro la fine del turno…). Generalmente, al lavoratore è imposto di avvisare prima dell’inizio del servizio e anche prima di essersi recato dal medico curante.

Reperibilità per la visita fiscale

Hai avvertito l’azienda dell’assenza, sei andato dal medico a farti visitare, il dottore ha emesso il certificato, lo ha trasmesso all’Inps, ed infine tu hai fornito il numero di protocollo del certificato al datore di lavoro. Tutto qui? No. Adesso devi restare a casa, durante le fasce orarie prescritte, per la visita fiscale.

Già, ma a quale indirizzo puoi essere reperibile? Deve essere per forza l’indirizzo di residenza? No, può trattarsi anche di un domicilio temporaneo. L’importante è che tu sia realmente reperibile all’indirizzo indicato.

Passerà infatti, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 se sei un lavoratore del settore privato, e dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se sei un dipendente pubblico, il medico dell’Inps per la visita fiscale.

Se non ti trova presso il domicilio indicato rischi, oltre alla perdita dell’indennità di malattia, anche severe sanzioni disciplinari, sino al licenziamento. Qui puoi vedere la guida sull’Assenza alla visita fiscale: che cosa succede se non ti trovano a casa.

Le conseguenze per l’assenza ingiustificata alla visita fiscale possono essere infatti molto gravi:

  • per l’assenza alla prima visita fiscale, perdi qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia, o sino alla giornata in cui avviene la visita ambulatoriale;
  • per l’assenza alla seconda convocazione, oltre alla precedente sanzione, si riduce del 50% il trattamento economico per il periodo di malattia residuo;
  • per l’assenza alla terza convocazione, l’erogazione dell’indennità Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia; in pratica, la malattia non è riconosciuta ai fini del diritto all’indennità.

Puoi comunque giustificare l’assenza: qui le Cause di giustificazione per l’assenza alla visita fiscale.

Il medico fiscale è già passato: posso uscire?

Se sei un dipendente pubblico, devi sapere che il medico fiscale può passare più volte nell’arco della stessa malattia. L’assenza ingiustificata alla seconda visita Inps di controllo durante le fasce orarie di reperibilità, però, non può essere sanzionata e non comporta la decadenza della indennità di malattia, se si verifica nel periodo di prognosi indicato dal medico dell’Inps che ha effettuato la prima visita di controllo [1].

Mi hanno messo in quarantena: sono esonerato dalla visita fiscale?

Nella generalità dei casi, è esonerato dalla visita fiscale il lavoratore del settore privato assente a causa di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita comprovate da idonea documentazione sanitaria;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta che ha determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67%.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i casi di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità sono indicati da un apposito decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione [2]:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per patologie ascritte alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto in materia [3], o per patologie rientranti nella Tabella E dello stesso decreto);
  • malattie connesse alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

In merito alla possibilità di esonero dalla visita fiscale per quarantena obbligatoria o in autotutela preventiva per coronavirus, l’Inps, con un recente messaggio [4], ha chiarito che non è prevista la visita medica di controllo, né d’ufficio, né su richiesta del datore di lavoro, se la diagnosi riportata risulterà riconducibile a una misura precauzionale nell’attuale fase di emergenza epidemiologica.

Per escludere l’interessato dalla visita fiscale, il medico dell’Inps dovrà procedere come di consueto, apponendo in procedura il codice di esonero “E”.

Sono guarito: posso tornare al lavoro?

Al di fuori delle ipotesi di quarantena o ricovero per coronavirus, il dipendente assente per malattia che, considerandosi guarito, intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla data di guarigione indicata dal proprio medico curante, può essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata.


note

[1] Consiglio di Stato sent.4528/2012.

[2] DM n.206/2017.

[3] Dpr n. 834/1981.

[4] Messaggio Inps 716/2020.


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