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Indennità 600 euro partite Iva: spetta ai cassintegrati?

4 Aprile 2020
Indennità 600 euro partite Iva: spetta ai cassintegrati?

A seguito del decreto Coranavirus per le partite Iva (600 euro) sono a chiedere il vostro parere riguardo mia figlia, iscritta alla gestione separata Inps pur non pagando contribuzione in quanto non guadagna. Contemporaneamente, lei è anche dipendente con la qualifica di impiegata per un’altra azienda di import/export.

Ora il dubbio è: spettano anche e lei i 600 euro del decreto? Tenete presente che l’azienda nella quale lavora come dipendente l’ha messa in cassa integrazione momentanea. Naturalmente non supera in totale il reddito di 35.000 annui.

L’art.27 del DL 18/2020 prevede che, ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, sia riconosciuta un’indennità per il mese di marzo, pari a 600 euro; gli interessati non devono risultare titolari di pensione e non devono essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

L’indennità riconosciuta eccezionalmente dall’Inps è un reddito esente: non concorre cioè alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali, ai sensi del DPR 22.12.1986, n. 917.

Il beneficio, in particolare, riguarda (come confermato dalla circolare Inps 49/2020):

  • i liberi professionisti non iscritti a una gestione previdenziale di categoria ed iscritti alla gestione Separata Inps, purché titolari di partita Iva attiva al 23.2.2020;
  • i cd. co.co.co., ossia i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, attivi alla data del 23.2.2020;
  • per entrambe le categorie, è richiesta l’assenza di titolarità di trattamenti pensionistici; inoltre, gli interessati non devono essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria oltre alla gestione Separata.

Il requisito di 35.000 euro al quale il lettore si riferisce riguarda i soli liberi professionisti iscritti presso una gestione previdenziale di categoria, e non gli iscritti presso la gestione Separata (per i professionisti iscritti a una cassa privata o privatizzata, tra l’altro, il reddito può anche superare i 35.000 e arrivare sino a 50.000 euro l’anno, se si dimostra la perdita di fatturato).

Poiché, purtroppo, la figlia del lettore risulta con un rapporto di lavoro dipendente attivo, quindi risulta iscritta presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti, o presso un fondo sostitutivo o esclusivo, non può accedere all’indennità, nemmeno se l’attività risulta ridotta o sospesa.

Qualora sia stata sospesa dalla ditta, o le sia stato ridotto l’orario lavorativo, potrà comunque beneficiare di un’integrazione del salario (cassa integrazione o assegno ordinario per emergenza Covid-19, in base alla categoria di appartenenza e alle dimensioni dell’azienda), pari all’80% della retribuzione per le ore di lavoro perse, sino a un massimo di 9 settimane.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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