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Cosa controllano le forze dell’ordine quando ti fermano

27 Agosto 2020 | Autore:
Cosa controllano le forze dell’ordine quando ti fermano

Verifiche delle forze dell’ordine: norme, limiti, diritti e doveri. Ecco tutto quello che c’è da sapere sui posti di blocco.

Quando ti trovi in giro per strada con la tua macchina e ti ferma la polizia, spesso sei impreparato e a volte anche impaurito. Non sai come comportarti, cosa ti verrà richiesto, quali sono le risposte giuste da dare alle domande che ti verranno fatte. Ed è proprio di questo argomento che intendiamo occuparci all’interno di questo articolo.

Partiamo però da un presupposto fondamentale: se stai rispettando la legge non hai nulla da temere, ma, al contrario, devi valutare positivamente questi controlli perché consentono a tutti i cittadini di sentirsi più sicuri e protetti.

È chiaro che può capitare a chiunque di sbagliare, anche involontariamente e, quindi, il rischio di incorrere in sanzioni è concreto. A tal proposito, ricorda sempre una cosa: gli agenti di polizia non applicano in maniera inflessibile le norme di legge, ma sono in grado di adattarle al caso concreto.

Ecco allora che ciò che ti preme sapere più di ogni altro aspetto è che cosa controllano le forze dell’ordine quando ti fermano. Solo la conoscenza e la consapevolezza delle disposizioni in materia ti permettono di affrontare le situazioni con maggiore tranquillità.

Diamo quindi un’occhiata alle regole che si applicano alle attività delle forze dell’ordine.

Quali sono le funzioni delle forze di polizia?

I corpi di polizia presenti sul territorio sono di diverso tipo (polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e così via) e appartengono a Ministeri diversi, ma sono tutti accomunati da una caratteristica: esercitano la loro autorità e i loro poteri per prevenire e reprimere le violazioni di legge.

La differenza principale è quella tra polizia nazionale, che opera in tutta Italia, e polizia locale, che esercita le proprie funzioni su un territorio circoscritto (ad esempio, un Comune).

Le forze di polizia svolgono sostanzialmente tre tipologie di attività:

  1. funzione di sicurezza finalizzata a garantire l’ordine pubblico e a prevenire le trasgressioni delle disposizioni di legge vigenti in tutti i settori del diritto (civile, penale, amministrativo e così via);
  2. funzione amministrativa, fiscale e tributaria: ha lo scopo di tutelare la collettività dalle condotte che possono pregiudicare la situazione economica territoriale (pensa, ad esempio, agli evasori fiscali);
  3. funzione di polizia giudiziaria con il fine di reprimere i reati: consiste in tutti quegli interventi posti in essere per rintracciare e contrastare un crimine già realizzato.

Nell’ambito dell’attività di sicurezza e della funzione giudiziaria, la polizia ha il potere di effettuare dei controlli a campione sul territorio nazionale. In tale ottica, si giustificano le verifiche che vengono effettuate sulla strada nei confronti di cittadini italiani e stranieri.

Tali accertamenti, anche se a primo impatto sembrano tutti uguali, hanno delle caratteristiche differenti a seconda dello scopo che perseguono e delle modalità con cui vengono realizzati.

Cosa controlla la polizia quando ti ferma?

La prima differenza che devi prendere in considerazione è quella tra posto di controllo e posto di blocco. In entrambi i casi, l’obiettivo è quello di effettuare degli accertamenti sulle persone fermate attraverso la verifica dei loro documenti di identità. Esistono, però, delle differenze di non poco conto tra i due interventi, ossia:

  • posto di controllo: le verifiche sono condotte soltanto sulle persone attenzionate dagli agenti. Le attività sono circoscritte a un unico tratto di strada e al senso di marcia in cui sosta la pattuglia;
  • posto di blocco: è un accertamento molto più accurato e capillare in quanto si rivolge a tutti coloro che transitano lungo la strada, in entrambi i sensi di marcia. I guidatori sono quindi obbligati a fermarsi di propria iniziativa e non è necessario l’alt della polizia.

In tutte e due le ipotesi, se ti rifiuti di fornire le tue generalità e di consegnare i tuoi documenti commetti un reato: puoi, infatti, essere punito con l’arresto fino a un mese e con una sanzione pecuniaria fino a duecentosei euro.

In particolare, le forze di polizia ti chiederanno di esibire:

  • il documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, passaporto, patente nautica, porto d’armi e così via);
  • la carta di circolazione, patente e contratto di assicurazione (se sei alla guida della tua macchina o di un motociclo).

Se i controlli producono esito negativo e, quindi, secondo gli agenti in servizio non è necessario approfondire la tua posizione, ti vengono restituiti i documenti e sei libero di proseguire la tua passeggiata. Viceversa, se vengono accertate delle violazioni al Codice della Strada è possibile l’applicazione di sanzioni: l’esempio tipico è la tanto temuta multa.

In alcune ipotesi possono essere necessari ulteriori accertamenti: vediamo di seguito quali sono.

Fermo per identificazione

Se ti viene richiesto da un pubblico ufficiale nel corso delle sue funzioni di dare informazioni sulla tua identità personale e ti rifiuti di farlo, oltre a commettere una violazione di natura penale, puoi essere fermato per l’identificazione. La stessa procedura viene adottata quando si forniscono generalità o documenti falsi. In tali ipotesi, sarai accompagnato in caserma per l’accertamento della tua identità attraverso tutti i mezzi consentiti dalla legge: tra questi, vi è il prelievo delle impronte digitali.

In ogni caso, il fermo per identificazione ha una durata circoscritta nel tempo: deve limitarsi all’accertamento e non può superare le 24 ore. Dell’avvenuto fermo così come della sua conclusione deve essere data comunicazione al magistrato di turno: allo stesso devono essere indicati i motivi e l’ora dell’accompagnamento e l’ora di rilascio del soggetto fermato.

Perquisizione

Nei casi più seri, quando ad esempio sei considerato soggetto sospetto o pericoloso, la polizia può decidere di eseguire una perquisizione sia sulla tua persona sia sul tuo mezzo di trasporto. Si tratta di un’attività di ricerca della prova volta a individuare eventuali tracce di reato. Proprio per tale motivo, se viene trovato ciò che si cerca, alla perquisizione segue l’apertura di un vero e proprio procedimento penale con tutte le possibili conseguenze del caso. In questo caso, se vieni giudicato colpevole, puoi essere condannato a una sanzione di carattere economico e/o a una pena restrittiva della libertà personale (reclusione o arresti domiciliari).



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