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Se presto denaro ho diritto agli interessi?

2 Aprile 2020 | Autore:
Se presto denaro ho diritto agli interessi?

Come funziona il prestito di denaro tra privati e quando il prestito è fruttifero

Ad una grossa percentuale di persone sarà capitato, almeno una volta nella vita, di aver prestato denaro ad un parente o ad un conoscente. E ovviamente, allo stesso modo, a molti sarà capitato di dover trovarsi nella necessità di chiedere in prestito dei soldi ad amici o a parenti più o meno stretti. E la necessità di chiedere un prestito può dipendere da molti fattori. I motivi più frequenti sono senz’altro le fasi di temporanea scarsa disponibilità di liquidi o di crisi economiche non transitorie. In queste circostanze si chiede in prestito del denaro per sostenere le spese essenziali necessarie per la propria famiglia o per affrontare il pagamento di un altro prestito in scadenza. Oppure si chiede in prestito del denaro per affrontare un corso di studi, per acquistare un’auto anche di seconda mano, per realizzare una piccola ma necessaria ristrutturazione. La grande frequenza con la quale avvengono i prestiti di denaro tra amici e parenti richiede che siano ben conosciute le regole basilari che disciplinano il prestito. Nell’articolo che segue cercheremo di illustrare queste regole e verificheremo in particolare se una persona che ha dato in prestito una somma di denaro ha o meno il diritto di pretendere, insieme alla restituzione del capitale, anche il pagamento degli interessi. Chiariremo quindi se ho diritto agli interessi se presto denaro e cosa sia necessario fare per escludere fin dall’inizio che un prestito produca interessi.

Cos’è il prestito di denaro?

Nei casi in cui do in prestito del denaro (oppure ricevo in prestito dei soldi) in realtà ho concluso un vero e proprio contratto.

Per la precisione si tratta di un mutuo.

La legge [1] chiama infatti mutuo quell’accordo, cioè quel contratto (anche semplicemente verbale), con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose (ad esempio un certo numero di mobili da arredo) e l’altra si obbliga a restituirle.

Il denaro prestato, cioè concesso in mutuo, diventa di proprietà del mutuatario (cioè della persona che li riceve in prestito) il quale poi dovrà restituire lo stesso importo ricevuto:

  • alla scadenza concordata;
  • oppure, se le parti non si sono accordate stabilendo un termine specifico per la restituzione o se l’accordo prevede che la restituzione avvenga quando il mutuatario potrà, allora la restituzione avverrà quando il giudice, a cui il mutuante può ricorrere, lo stabilirà [2];
  • se poi, come spesso accade, l’accordo tra le parti prevede una restituzione dell’importo a rate [3] allora il mancato pagamento anche di una sola rata consente al mutuante di chiedere l’immediata restituzione dell’intera somma.

Se Giovanni concede in prestito a Mario 1.000,00 euro e l’accordo prevede una restituzione della somma in dieci rate mensili, se Mario salta il pagamento anche di una sola rata, Giovanni ha diritto di chiedere la restituzione immediata di tutto l’importo ancora da restituire

Il prestito di denaro può essere concluso anche verbalmente

Il prestito di denaro produce interessi?

Abbiamo chiarito nel paragrafo precedente che il prestito di denaro, cioè il contratto di mutuo di denaro, può essere concluso in modo valido ed efficace anche soltanto verbalmente.

Basta cioè una stretta di mano ed accordi presi a voce per concludere in modo legalmente valido il prestito di una somma di denaro tra privati.

E molte volte il prestito di denaro tra persone che si conoscono bene (amici di lunga data o parenti stretti) avviene semplicemente consegnando il denaro nelle mani dell’altro e concludendo il tutto dicendo “quando potrai me li restituirai”.

E’ però sempre consigliabile mettere per iscritto gli accordi raggiunti oppure definirli in modo preciso alla presenza di testimoni.

Infatti la legge chiarisce [4] che, se non c’è un diverso accordo tra le parti, il prestito produce interessi e quindi, se le parti nulla hanno stabilito circa gli interessi, allora il mutuatario sarà tenuto a restituire al mutuante il capitale maggiorato degli interessi (calcolati in base al tasso legale se non viene espressamente stabilito un tasso differente).

Questo vuol dire che se le parti nel loro accordo non stabiliscono nulla sugli interessi, allora il mutuo produrrà interessi.

Per evitare perciò che il prestito produca interessi è necessario che le parti si accordino chiaramente ed espressamente stabilendo che il prestito è infruttifero: per questo motivo è preferibile che l’accordo che esclude che il prestito produca interessi risulti da un atto scritto oppure sia concluso verbalmente alla presenza di testimoni.

Oppure, se il prestito avviene utilizzando il bonifico bancario, sarà sufficiente, per escludere gli interessi, che chi concede il prestito indichi nella causale “prestito infruttifero”.

Se Giovanni dà 1.000,00 euro in prestito a Mario e lo fa in base ad un contratto scritto, se nel contratto non viene detto nulla sugli interessi, allora il prestito produrrà interessi al tasso legale che dal 1° gennaio 2020 è pari allo 0,05% annuo

Il prestito di denaro produce interessi se non si stabilisce il contrario


note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 1817 cod. civ.

[3] Art. 1819 cod. civ.

[4] Art. 1815 cod. civ.


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