Covid-19: arriva la patente di immunità per ripartire

2 Aprile 2020 | Autore:
Covid-19: arriva la patente di immunità per ripartire

In corso una sperimentazione per capire quante persone potrebbero riprendere la vita di prima senza rischi. E per scoprire quanto saremo vulnerabili in futuro.

Il concetto, tutto sommato, è semplice: trovare delle persone immuni al coronavirus per far ripartire la macchina produttiva del Paese senza rischiare nuovi contagi. Meno semplice metterlo in pratica, cioè proprio trovare le persone immuni. Ma in alcune Regioni già ci si dà da fare per scovarle e dotarle della «patente di immunità», come aveva anticipato La Legge per Tutti giorni fa in questo articolo.

A fare da apripista, la Regione Veneto. Circa 100mila medici ed infermieri verranno sottoposti a dei test sierologici per poi allargare gli esami del sangue ad altre tipologie di cittadini. Lo scopo è verificare se hanno gli anticorpi che dimostrano di essere stati a contatto con il Covid-19 (magari in modo asintomatico, cioè senza saperlo) e di avere avuto una risposta immunitaria contro il virus. In questo modo, si scoprirà chi non rischia più di ammalarsi e, di conseguenza chi può lavorare senza alcun pericolo. Saranno questi i cittadini a cui verrà consegnata quella che il governatore veneto Luca Zaia ha battezzato con il nome di «patente di immunità».

Il Veneto è già dotato di quel che serve per avviare la sperimentazione. L’amministrazione Zaia ha acquistato dalla cinese Snibe Diagnostics il primo kit certificato dall’Unione europea, commercializzato in Italia da Medical Systems ed eseguibile con i macchinari di cui già dispone la regione. Il test è allo studio dei laboratori di microbiologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, dove sono stati riscontrati i primi risultati incoraggianti. Serviranno, comunque, altre verifiche più allargare, in modo da avere in mano delle statistiche più rappresentative.

Padova, però, non sarà un caso unico. Ci sono altri territori che già si preparano a verificare quanto ha inciso l’epidemia nella popolazione, in modo da scoprire chi non correrà dei rischi nel caso in cui riprenda l’attività lavorativa: Lombardia ed Emilia Romagna, ad esempio, che sono le due regioni più colpite dal coronavirus. A loro e a chi intenderà portare avanti i test, il Governo potrebbe dare delle direttive su come sviluppare il programma degli accertamenti, anche se la strategia è ancora tutta da definire.

Oltre alla possibilità di impegnare le persone immuni nella ripresa dell’attività lavorativa, i test servirebbero anche a capire quanto il Paese sia vulnerabile ad un’eventuale nuova ondata di contagi dopo l’autunno, come qualche esperto ipotizza che possa accadere.



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