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Lo sai che? Fare una causa senza avvocato: quando e come è possibile

Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2013

Nonostante la legge preveda che, nelle cause davanti al giudice di pace di valore fino a 1.100 euro, è possibile difendersi da soli (vedremo, nell’articolo come fare), il Ministero continua a offrire ai cittadini informazioni non esatte e alcuni giudici di pace respingono le richieste di difesa personale.

Per fare una causa (sia in veste di attore che di convenuto) non sempre è necessario farsi assistere da un avvocato. Difatti, in alcuni casi, ci si può anche difendere da soli, ma a condizione che:

1 – si tratti di cause davanti al giudice di pace [1];

2 – il valore della controversia (ossia del bene oggetto di contesa tra le parti) non sia superiore a 1.100 euro o, negli altri casi, purché vi sia l’autorizzazione del giudice (anche tacita [2]), su richiesta dell’interessato, che la dà tenuto conto della natura e dell’entità della causa.

Fuori da questa ipotesi, invece, la presenza dell’avvocato è sempre necessaria.

A quale giudice rivolgersi?

Se la parte (attore) sceglie di rivolgersi al giudice di pace senza l’assistenza di un avvocato, il primo problema che si pone è a quale giudice di pace rivolgersi (inteso come ufficio territoriale).

In generale, è competente il giudice del luogo di residenza del convenuto (o il luogo di residenza dell’attore nel caso in cui il convenuto non ha in Italia nessun recapito: residenza, domicilio, dimora).

In via facoltativa, ci si può rivolgere al giudice di pace competente nel luogo in cui deve essere adempiuta un’obbligazione o essere fatto un pagamento o consegnata una cosa o dove si trovano i beni per le cause di servizi condominiali.

Nel caso di ricorso avverso multa per infrazione al codice della strada, il ricorso va presentato presso il giudice di pace competente in relazione al territorio in cui è stata elevata la multa.

Come si inizia la causa?

Il cittadino deve innanzitutto esporre i fatti e le proprie richieste. Lo può fare:

1 – depositando un proprio atto scritto (che si chiama “citazione” se si agisce per primi; si chiama “costituzione” se, invece, ci si difende);

2 – oppure esponendo oralmente tutte le proprie difese al giudice, il quale le raccoglie in un verbale.

Una terza via, oltre a quella di incaricare un avvocato o di difendersi personalmente, è quella di farsi rappresentare da un terzo, purché gli si conferisca un mandato scritto in calce alla citazione o in un atto separato.

Precauzioni

La possibilità di difendersi personalmente è una scelta da valutare con molta attenzione posto che:

– così come nelle cause in Tribunale, anche davanti al giudice di pace il giudizio si svolge in maniera formale e, pertanto, è necessario rispettare determinate regole e tempi. Il che vuol dire che, se anche si ha ragione nella sostanza, eventuali vizi di forma possono portare al rigetto della domanda;

– il rigetto della domanda, anche per cause di modesto valore, potrebbe avere ripercussioni economiche rilevanti: infatti si potrebbe essere condannati a rimborsare, alla controparte, le spese processuali (che il giudice pone a carico di chi perde il giudizio).

Storture

L’idea di scrivere questo breve vademecum ci è venuta dopo aver notato due “mancanze” non certo encomiabili per il Ministero della Giustizia.

La prima è la pagina del sito dello stesso Ministero. Ad oggi, quest’ultima (raggiungibile a “questo indirizzo”) non è ancora aggiornata: infatti precisa che il cittadino, davanti al giudice di pace, può difendersi da solo nelle cause di valore non superiore a 516,46 euro. Si tratta di un importo non corretto, poiché quello attuale è di 1.100 euro, così modificato da una legge del 2011 [3]. Nonostante ciò, alla fine dell’errata comunicazione, il ministero precisa che l’ultimo aggiornamento della pagina web è al 18 giugno 2013, ossia quando già la riforma era stata approvata.

Si dice che la legge non ammette ignoranza. Ma evidentemente le istituzioni sono escluse…

La seconda stortura è un comunicato diramato stamane dall’Aduc, l’associazione di tutela dei consumatori. Sono giunte, negli ultimi mesi, numerose segnalazioni di cittadini che, presentatisi davanti ai giudici di pace per difendersi da soli, sono stati invece respinti dai giudici stessi con le più svariate motivazioni. In alcuni casi è stato detto che la carenza di personale impedisce di accogliere le domande senza avvocati. In altri casi è stato detto che il patrocinio senza avvocato è un istituto di fatto abrogato (invece, un’abrogazione senza una legge è assolutamente impossibile). In altri casi, ancora, l’utente è stato scoraggiato, facendogli capire che senza avvocato perderebbe sicuramente la causa.

È del tutto evidente che, se per riavere 200 euro da un negozio online che non ha mai spedito il bene acquistato, se ne devono spendere 500 di avvocato, i cittadini finiranno per rinunciare ai propri diritti.

In questo, di certo, viene incontro il nuovo istituto della mediazione, di cui abbiamo già ampiamente parlato nelle pagine di questo portale.

note

[1] Per le cause concernenti la circolazione di veicoli e di natanti purché il valore della controversia non superi i 20.000,00 euro. Invece, sono di competenza esclusiva del giudice di pace, ossia senza limiti di valore, le seguenti cause:

1) le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

2) le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case;

3) le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili;

4) propagazioni che superino la normale tollerabilità.

[2] Cass. S.U. sent. n. 9767/2001.

[3] Art. 13 c.1, lett. a) D.L. n. 212/2011 conv. nella L. n. 10/2012


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13 Commenti

  1. Perché non dite che nella CEDU e’ detto che il cittadino ha il diritto al patrocinio senza avvocato, come avviene in molti paesi di Europa?

  2. A dire il vero, ai sensi dell’articolo 6 del Trattato dell’Unione Europea (legge di valore sovracostituzionale), che incorpora integralmente la Carta dei Diritti dell’Uomo diventata legge per tutti gli stati membri dopo il Trattato di Lisbona, “Ogni persona
    ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare.”
    Ovvero ogni persona nell’Unione europea può decidere liberamente se farsi o no rappresentare in giudizio da un avvocato, se non vuole si autorappresenta e se il giudice non glielo consente va denunciato per privazione della libertà personale (605 c.p.) erroneamente (o meglio eversivamente) interpretato dalla giurisprudenza maggioritaria (che non ha alcun valore nel diritto italiano) come sola detenzione illecita.

  3. 26 settembre 2015

    L’Articolo 24 della Costituzione della Repubblica Italiana cita testualmente “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. L’Articolo 6 comma 3/c della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo recita “Ogni accusato – da intendersi estensivamente anche come parte in un processo civile – ha diritto a difendersi personalmente o con l’assistenza di un difensore di sua scelta, ..”. Da qui si capisce insindacabilmente che la difesa in proprio è un diritto di ogni persona ed il ministero o l’assistenza di un difensore deve rimanere una sua scelta e non un’imposizione del sistema giudiziario. Invece oggi avviene l’opposto e nulla valgono i ricorsi su questa materia depositati alla Corte Costituzionale, alla Corte di Giustizia Europea o quelli alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Nel primo caso l’istanza deve essere presentata dal Giudice che lo riscontri in via incidentale o per richiesta dell’Avvocato di una parte nello stesso processo, oppure, in via generale, per ricorso esperito dagli alti gradi della Magistratura o dall’Ordine Forense, come se un Avvocato o il suo Ordine vadano a presentare un ricorso contro i propri interessi, o un Giudice italiano vada a demolire il gigantesco castello di interessi che ruota attorno all’assistenza legale! Nei casi di Corti internazionali si denuncia che tutti i ricorsi presentati contro gli incostituzionali art.125 e 166 cpc vengono puntualmente rigettati per irregolarità formali, immediatamente senza neppure l’avvio del processo per la Corte di Giustizia Europea e con l’applicazione generica degli Art.34 e 35 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei diritti dell’Uomo, che recitano tutto ed il contrario di tutto. Anche se sui libri di diritto esiste l’altisonante “diritto alla difesa in proprio” questi nei fatti non viene mai applicato se per miserrime cifre solo dal Giudice di Pace, oltretutto mal pubblicizzate nei massimali, e centinaia di ricorsi presentati in proprio vengono puntualmente rigettati dai nostri Giudici. I tribunali internazionali non dovrebbero prevedere sanzioni solo per gli Stati che violino l’inviolabile diritto alla difesa, ma anche l’immediata espulsione del giudice dalla Magistratura.
    Di sicuro, dal giorno dopo in Italia, non ci sarà più alcun rigetto con la motivazione: “Ricorso respinto per mancanza della procura alle liti”, dato che la sicurezza del mantenimento del ben remunerato posto di lavoro prevarrà su tutte le altre questioni di lana caprina a giustificazione dell’obbligo del legale, che è divenuta la principale causa dell’inerzia della nostra giustizia, dato che gli Avvocati hanno molta convenienza a tirar lungo i processi, e che ha contribuito a relegare il sistema giudiziario italiano al 168° posto nel mondo.
    Siamo la vergogna del mondo e non ce ne rendiamo conto!

    1. Per essere puntuali la Carta di Nizza, promulgata appunto nel 2001 a Nizza, all’articolo 47 comma 2 statuisce quanto segue:

      – Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un
      termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo
      ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare.

      Ora aver la facoltà significa avere il potere di fare e non fare e per tanto in base all’articolo 47 comma 2 della Carta di Nizza ogni individuo (non ogni cittadino) nel territorio dell’Unione (quindi anche in Italia) ha il potere di farsi consigliare, assistere o rappresentare da un avvocato o ha il potere di non farlo e quindi di difendersi in proprio.
      Ora qualcuno potrebbe obiettare, per impedire ai cittadini di esercitare un diritto inviolabile (quindi per consumare il reato di cui al 605 cp applicato in base al combinato disposto degli articoli 13 e 2 della Costituzione), che la Carta di Nizza è un accordo internazionale che non ha alcun valore nel nostro ordinamento.
      Falso, infatti la Carta di Nizza è stata equiparata al valore giuridico dei Trattati dall’articolo 6 del Trattato dell’Unione Europea di Lisbona del 2007, entrato in vigore nel 2009, quindi ai sensi delle sentenze della Corte di Giustizia Europea (che a differenza delle nostre sentenze hanno valore di precedente): Costa/Enel 1964 e 1967; e van Gend & Loos 1963; il diritto primario dell’Unione Europea (che comprende innanzi tutto i Trattati) prevale sul diritto interno degli stati membri.
      Questa cessione di potestà è legittimata dagli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione e per tanto le norme di diritto primario dell’Unione si qualificano come norme sovra Costituzionali nel nostro ordinamento ed ai sensi dell’articolo 15 disp. sulla legge in generale abrogano tutte le norme previgenti che imponevano la rappresentanza obbligatoria da parte di un patrocinatore iscritto all’albo.

      1. è molto stimolante partecipare alle discussioni sui blog, ma nella quasi totalità dei casi queste discussioni, come questa, sono solo delle inutili perdite di tempo perché si parla di cose inesistenti mentre non si riesce a prendere atto di ciò che è la realtà. In tutti i paesi dell’Unione Europea ogni persona ha diritto di difendersi in proprio senza avvocato dal 2009. Per essere perfettamente in grado di difendersi in proprio nel nostro paese è necessario disporre della sola capacità di leggere e capire la lingua italiana. Dopo di che con al massimo una cinquantina di euro potete istallare sul vosto tablet o sul vostro smartphone: delle applicazioni che contengono tutte le norme di diritto vigenti aggiornate; un paio di vocabolari (Treccani e Gabrielli, presto sarà disponibile anche il Battaglia); un paio di grammatiche ed a quel punto, se avete la licenza di scuola dell’obbligo, siete perfettamente di comprendere la legge, di trovare le leggi che vi servono e rispettare perfettamente le procedure. E vi troverete confrontati con un universo di professionisti della Giustizia (tutti i membri dell’ordine giudiziario e tutti i membri dell’ordine forense) che operano nel più assoluto disprezzo delle leggi e che non sanno applicare le leggi perché non sono in grado di leggerle e comprenderle.
        Basta vedere lo sfascio immondo che si attua con le sentenze; nel nostro ordinamento queste sono le norme che chiariscono, per gli alfabetizzati, che le sentenze hanno valore solo tra le parti in causa e non valgono come precedente mentre tutti i giornalisti, tutti i siti di diritto, tutti i membri dell’ordine giudiziario e tutti i membri dell’ordine forense (attuando un Common Law all’amatriciana immondo e vergognoso) operano utilizzando le sentenze come bigini perché di fatto come conferma l’indagine PIAAC-ISFOL sono analfabeti funzionali (l’indagine PIAAC-ISFOL è del 2014, ha accertato che la popolazione italiana costituita al 93,1% da diplomati di scuola media superiore ed al 30% da laureati è composta per il 70% da soggetti con competenze linguistiche di livello 2 [il PIAAC-ISFOL utilizza 5 classi di competenza linguistica ed il livello 3 è il livello minino necessario per poter ottenere un posto di lavoro e vivere normalmente nella nostra società mentre i livelli 4-5 sono quelli di cui devono disporre i laureati ed i professionisti delle professioni protette] e solo il 3.3% ha un capacità linguistica di livello 4-5);
        Ora visto che solo il 3.3% della popolazione ha capacità linguistiche da laureato ma è ben il 30% della popolazione che detiene una laurea e dato che di questo 30%: 283.000 laureati hanno ottenuto l’abilitazione alla professione forense e ben 12.000 hanno ottenuto l’abilitazione all’ordine giudiziario, dato siamo 60.000.000 di abitanti se ne deduce che il 30% corrisponde a 9.000.000 di laureati ma solo 1.800.000 di italiani hanno competenze linguistiche da laureati e non sappiamo nemmeno se quel 3,3% dotato di competenze linguistiche 4-5 sia effettivamente laureato, visto che le persone capaci ed intelligenti non sono certo così stupide da buttare nel water 4 o 5 anni di vita per un inutile laurea (non ci si simentichi che un laureato in fisica teorica con il massimo dei voti della normale di Pisa alla fine della laurea ha trovato lavoro solo come cassiere in un supermercato).
        Ecco finalmente le norme che stabiliscono che solo le leggi applicate in base alla sola lingua italiana hanno valore nel nostro ordinamento e chiunque attribuisca alle sentenze valore di precedente di fatto consuma il reato di cui al 283 cp per come modificato dalla legge 85/2006, che impone obbedienza all’articolo 52 della Costituzione che quando si attua produce una situazione sociale che rende i responsabili della consumzione del reato del 283 cp responsabili di aver suscitato una guerra civile e quindi da condannare all’ergastolo ai sensi dell’articolo 286 cp.

        Le norme da leggere, capire e ricordare per comprendere qual’è il nostro sistema di diritto e come si applica la legge (se non si è analfabeti strumentali, o analfabeti funzionali, o analfabeti di ritorno) sono:

        – articoli 70, 71 e seguenti della Costituzione;
        – articolo 101 della Costituzione;
        – R.D. 12/1941 articoli: 65, 70 comma 1 punto 5, 73, 92;
        – disposizioni sulla legge in generale articoli: 1, 12, 15;
        – codice penale articoli: 323, 328, 479, 5;
        – disposizioni di attuazione cpc: articolo 118;

        Con queste norme si comprende in modo lapalissiano che: i memmbri dell’ordine giudiziario e dell’ordine forense non hanno il potere dell’iniziativa delle leggi; che le sentenze non sono tra le fonti del diritto; che nelle sentenze non si possono citare testi di autori giuridici e che le sentenze possono essere citate sono in senso conforme (ovvero perché assunte in relazione a casi identici in condizioni identiche applicando norme identiche).
        Quindi smettetela di perdere tempo e accertatevi di comprendere seriamente la lingua italiana in modo tale che tutto quello che vi serve lo trovate direttamente nei codici.

  4. e’ giusto che il cittadino si difenda anche da solo perche’ costa incaricare un avvocato.Un commerciante che ha preso in affitto i mio negozio con contratto registrato il1 giugno 2016 mi ha comunicato che lascia l’attività perchè gli hanno ritirato la patente in quanto ha perso 20 punti per non aver messo la cintura;deve fare l’esame di guida tra 2 anni e siccome sarà nuovo patentato non potrà guidare le macchine di grossa cilindrata:è commerciante di macchine usate.Ha 50 anni e andrà in depressione se non riuscirà a sbloccare questa situazione assurda.Non è stato informato dell’accumulo dei punti.

  5. vi sono molti giudici, anche togati, che impediscono ai cittadini di difendersi da soli anche dove è ESPLICITAMENTE consentito, come nelle querele di falso. Una incredibile arroganza che non va solo a favore della corporazione sorella degli avvocati (magari parenti di magistrati) , ma serve anche e soprattutto a modificare l’esito del processo, e senza entrare nel merito della questione. Basta infatti falsamente asserire nel provvedimento di risposta ad un autonomo atto di parte che era necessaria l’assistenza dell’avvocato, per farlo dichiarare improcedibile, inammissibile ecc. così il processo è subito concluso. da questo alla corruzione conclamata non vi è che un passo.

  6. Acea Atos 5 Azienda che gestisce l’acqua mi sta attrezzando di fatturazione che partono da 140,00 fino l’impossibile somma di 8.340, 00 euro e, tutto questo su un immobile in disuso! Gli avvocati consultati fanno retromarcia. Perché non ci guadagnano abbastanza (?) al vodafone bisogna tesserare e una telefonata al loro numero nazionale Costa 15, 00 euro. Che si fa? Si può andare da un giudice di pace senza avvocati e fermare questo scempio?

  7. L’ItTalietta è il paese delle lobby e delle caste, cari miei, della “complicazione affari semplici”, della speculazione ossessiva e malata di mente! All’estero il motto è “Offri un servizio, in Italietta il motto è “Acchiappa er grano!”.
    Ma se si pensa che, ad esempio, sulla legge per il sovraindebitamento, detta “legge salva-suicidi”, non ne sa nulla NESSUNO! In Italia è stata recepita per ultima nel MONDO! Ma sono però IMMEDIATAMENTE fiorite CENTINAIA di associazioni che danno mille informazioni discordanti con richieste di onorari FOLLI a chi già è pesantemente gravato da debiti! UN PAESE DI MENTECATTI!! E parliamo di un fatto umanamente e moralmente GRAVISSIMO, dove gente disperata perché non trova aiuto si toglie LA VITA, di cui non frega minimamente a nessuna di queste benemerite associazioni senz’anima, tanto è che viene appositamente chiamata “salva-suicidi”, perché a decine si tolgono la vita stretti dalle iene-strozzini di banche e finanziarie! Di che parliamo quindi? Esce un’attività, e subito lì a creare una casta, con titoloni, corsi, certificazioni, e magna-magna! Per QUALSIASI COSA! Persino per fare lo smalto, gestire le riunioni condominiali, metterti un pannellino solare a casa!!! Figurati su una casta millenaria come quella degli avvocati! Altro che vergogna, è un paese di MATTI SENZ’ANIMA!

  8. in australia non ce bisogno di usare notai or avocati in quanto che in 50 anni di australia non o may sentito un riferimento notaio perche qui, registrazione di quasiasi cosa si puo’ fare personalmente agli uffici addetti e chi unque a il diritto di aprire o difender difendere personalmente qualsiasi causa dal’la corte arbitrale alla corte supremqa incluso quella federale e questo diritto e incluso nella constituzzione Australiana

  9. Non mi stupirebbe se mettessero l’obbligo dell’avvocato anche per andare in bagno, come di recente anche per la mediazione OBBLIGATORIA per bonario accordo e per qualsiasi valore. E’ una lobby di cialtroni.
    VERGOGNAMOCI LI ABBIAMO ELETTI NOI QUELLI CHE FANNO LE LEGGI

    1. E be se voi in Italia, avete eletto e accettato volentieri quelli che disegnano queste leggi arbitrali ,discriminanti , ingiuste e immorali, senza avere incluso un piano di uscita e senza l’obbligo alla particella, mi sembra che vi meritate tutte le ingiuste condanne e detrimenti imposte dalla legge

      Per legge anche qui in Australia ignoranza non e scusa;

      1)Io non so leggere
      2)non sapevo le leggi che stavano disegnando
      3)il deputato del mio partito non mi a spiegato quello che stavamo votando
      Mario per favore non mandate I vostri deputati qui in Australia a contaminare Ie nostre leggi inglesi e i nostri ministry con le vostre idee moltoculturali

      Mi fa piacere che tu ai accettato in po di resposabilita’ ciao

  10. Una norma di diritto primario comunitario l’articolo 47 comma 2 della Carta di Nizza garantisce ad ogni individuo la facolltá (il potere di fare e non fare) di farsi consgliare, difendere e rpresentare.
    La norma é entrata in vigore con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che é stata promulgata a Nizza nel 2001.
    Con il Trattato dell’Unione Europea di Lisbona del 2007 alla Carta é stato conferito il medsimo valore giuridico dei Trattati, ovvero le é srato conferito il valore di diritto primario comunitario.
    Il diritto primario comunitario prevale sulle norme di diritto interno dei paesi membri.
    Il giudice deve applicare le norme di diritto primario comunitario al posto delle norme di diritto interno.
    Dal 2009 la Carta é entrata in vigore e quindi ai sensi dell’articolo 15 delle dispoosizioni sulla legge in generale tutte le normerecedenti sono abrgate.
    I proffessionisti della giustizia, come tutti i laureati italiani, sono afflitti da analfabetismo finzionale e ció é confermato dall’indagine PIAAC-ISFOL del 2016 che ha confermato che solo ol 3,3% della popolazione italiana ha comperenze linguistiche di livello 4-5, quelle di cui devono disporre diplomati e laureati, sebbene il 93,1% degli italiani abbia un diploma di media superiore e il 30% sia laureato.

    Avere dlomi e lauree non signifca saper leggere e scrivere e nemmeno saper leggere e scrivere significa saperlo fare bisogna anche capire quello che si legge e scrive e solo il 3,3% degli italiani lo sa fare.

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