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Coronavirus: l’allarme del 118

2 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: l’allarme del 118

In una lettera aperta, Sis e Fimmg chiedono al Governo risposte immediate concrete, non rinviabili. «Non vogliamo diventare eroi alla memoria».

Il Coronavirus è pandemia. Tra i medici, gli infermieri e gli operatori del sistema di emergenza territoriale (Set) 118, si registra lo sconcertante perdurare della mancanza di dispositivi di protezione individuale finalizzati a garantire le dovute condizioni di sicurezza nella operatività a elevato biocontenimento che caratterizza la gestione dei pazienti Covid-19 sospetti o conclamati.

Fra le corsie degli ospedali, tuona un grido di dolore «Non possiamo più andare avanti così: ci vogliono dispositivi di protezione individuale e screening per gli operatori».  E’ l’allarme lanciato da Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118, e Francesco Marino, segretario nazionale Fimmg 118. In una lettera aperta alla stampa, come riporta una nota dell’Adnkronos, descrivono una situazione «assurda e irricevibile».

«Servire con fierezza lo Stato, senza risparmiarsi in nulla – sottolineano – non implica essere eroi né tantomeno candidarsi per diventare eroi alla memoria, eroi morti quindi, come tragicamente già successo».

Con riferimento alla mancanza di Dpi, Balzanelli e Marino sottolineano che «Le forniture giornaliere sono assolutamente insufficienti, se non inesistenti rispetto alla necessità assoluta di far fronte in modo appropriato ai pericoli, a elevatissima probabilità, di contagio, anche alla luce dell’enorme diffusione della pandemia da parte di soggetti positivi asintomatici, che – nella maggior parte dei casi – non sanno nemmeno di esserlo».

Gestione del Covid-19

Considerando «i dati diffusi dall’università di Padova che ha testato tutta la popolazione di Vo’ Euganea, dove i positivi al Covid-19 asintomatici o paucisintomatici sono stati documentati in misura pari addirittura al 45%, e non ritenendo improbabile che questi dati vengano confermati a livello nazionale», i camici bianchi dell’emergenza-urgenza ritengono «che ormai non vi sia intervento di soccorso effettuato sul territorio dagli operatori Set 118 che possa considerarsi sicuro quando gli stessi operino privi dei Dpi idonei alla gestione del Covid-19».

Le richieste al Governo

In merito a «questa assurda e irricevibile situazione», Balzanelli e Marino sollecitano il Governo «a fornire risposte immediate concrete, non più rinviabili». Poi, alla situazione segnalata «si aggiunge il criterio strategico perseguito da parte dei decisori, altrettanto irrazionale, per cui gli operatori del 118 vengono sottoposti al tampone per Covid- 19 solo quando abbiano avuto contatto con casi conclamati o con contatti stretti di soggetti conclamati unicamente quando diventano sintomatici».

Sottoporre a tampone gli operatori del Set 118 

«Continuare, in questi casi, a sottoporre allo screening del tampone gli operatori del Set 118 utilizzando il criterio attualmente previsto, ossia solo quando gli operatori diventino sintomatici – ammoniscono i firmatari della lettera aperta – significa, di fatto, e inevitabilmente, esporre al rischio di contagio intanto i numerosissimi pazienti che vengono a stretto contatto ogni giorno con il 118, e quindi anche i familiari degli operatori stessi. Si consente, in tal modo, agli operatori del sistema 118 di poter diventare veri e propri ‘super-diffusori’ del contagio, in una progressiva amplificazione a cascata dello stesso che potrebbe essere sempre più difficile arginare con efficacia».

«In questo momento così drammatico per la vita di tutta la comunità nazionale», gli operatori del Set 118 chiedono, «con carattere di priorità, e semplicemente, di lavorare in sicurezza, intanto per i pazienti, e quindi anche per se stessi e per le proprie famiglie».

Concludono il presidente di Sis 118 e il segretario di Fimmg 118: «Ricordiamo ai decisori che qui, dalla prima linea, noi tutti, operatori di sanità, e di emergenza, stiamo pagando un contributo altissimo, e non certamente dovuto, in vite umane».



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