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Professionisti: la pratica gratuita all’amico o al parente è nero?


Professionisti: la pratica gratuita all’amico o al parente è nero?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2013



Le attività senza compenso svolte in favore di amici e parenti o per pura convenienza non possono essere considerate “nero”: non scatta la presunzione di maggiori compensi.

L’Agenzia delle entrate non può presumere che dietro l’attività svolta da un libero professionista a titolo gratuito, per ragioni di parentela, amicizia o semplice opportunità, vi sia invece del nero. Di conseguenza non può rettificare maggiori compensi. È quanto di recente stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza [1].

Secondo i giudici calabresi, non è sempre corretta la presunzione secondo cui i professionisti sono soliti prestare i propri servizi solo a titolo oneroso. È plausibile, infatti, che un avvocato, un commercialista, un ingegnere o un altro professionista possa svolgere durante l’anno parte della propria attività senza percepire alcun compenso e soltanto per ragioni di amicizia, parentela o di pura convenienza.

I giudici cosentini hanno precisato che il numero dei clienti rappresenta ai fini dell’accertamento senz’altro un elemento fondamentale da cui è possibile evincere il reddito di un professionista. Tuttavia, in relazione a un numero esiguo di pratiche rispetto al totale, un professionista può aver prestato la propria opera senza percepire alcun compenso, ma solo per amicizia o per parentela o per altri motivi di pura convenienza. La presunzione secondo cui i professionisti non sono soliti prestare i propri servizi a titolo gratuito è, infatti, compatibile con la possibilità che un numero esiguo di pratiche vengano trattate gratuitamente.

Lo stesso principio è stato espresso in passato anche dalla Cassazione [2].

Nell’occuparsi proprio di prestazioni gratuite rese da un notaio, la Suprema corte ha affermato che l’inderogabilità delle tariffe professionali non implica che la rinuncia al compenso da parte del professionista è invalida, qualunque ne sia la ragione. Infatti, la retribuzione è un diritto cui si può rinunciare (diritto disponibile).

note

[1] C.T.P. Cosenza, sent. n. 365/04/2013.

[2] Cass. sent. n. 20269/2010, n. 14227/2004, n. 7144/1998.

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1 Commento

  1. Buongiorno. In tema: mi canxcellai dalla Cassa Geometri ma, dovendomi costruire la nuova residenza, rimasi iscritto all’Albo Geometri. Nei parlai cobn u amico facente parte del Collegio geometri e questi mi disse: “STAI ATTENTO… POTRESTI INCORRERE NEI REATI DI EVASIONE FISCALE ED ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE”, alla mia richiesta di chiarimenti mi rispose “Tu professonista dovrebbe rilasciare fattura a te persona fisica”. sinceramente mi misi a ridere ma con il fisco si ride poco!

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