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È reato il danneggiamento di lieve entità anche se poi è riparato dal reo

8 Ottobre 2013
È reato il danneggiamento di lieve entità anche se poi è riparato dal reo

Non si evita la responsabilità penale solo ripristinando l’integrità del bene altrui dopo averlo danneggiato volontariamente, a meno che la lesione è così esigua da essere irrilevante.

A volte, l’ira di pochi secondi può costare problemi molto seri. Scatta il reato di danneggiamento anche per danni di piccola entità. La legge, infatti, in tali casi, punisce il reo a prescindere dall’entità delle lesioni provocate al bene altrui. Così, piccoli graffi sull’auto, una ruota bucata, un tergicristalli inclinato: tutto può far scattare una denuncia penale.

A meno che, tale danno sia talmente esiguo da risultare del tutto irrilevante, il reo è comunque responsabile.

Non solo: il colpevole non evita il procedimento penale neanche se, animato da buone intenzioni, si adopera per riparare il bene della vittima che egli stesso ha lesionato.

È quanto emerge da una recente sentenza della Cassazione [1].

La Corte ricorda che l’eventuale risarcimento del danno da parte del reo (o, in alternativa, la riparazione del bene danneggiato) non incide sulla sussistenza del reato, che ormai si è verificato e, come fatto in sé, non è più storicamente eliminabile. Al più, tale condotta riparatoria può comportare l’applicazione di una attenuante, ma non elimina il reato.


note

[1] Cass. sent. n. 41152/2013.


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