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Mediazione: si può derogare alla competenza territoriale dell’organismo?


Mediazione: si può derogare alla competenza territoriale dell’organismo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2013



Le parti possono liberamente derogare alle norme sulla competenza territoriale dell’organismo di mediazione: necessario un apposito patto.

 

Per quanto concerne l’individuazione dell’organismo di mediazione ove depositare la domanda, la legge prevede una competenza territoriale ben definita: l’organismo chiamato a dirimere la lite deve necessariamente trovarsi nel luogo del giudice territorialmente competente a decidere la (successiva ed eventuale) controversia.

Inoltre, in caso di più domande sulla medesima controversia, sarà competente l’organismo di mediazione presso cui è stata depositata la prima domanda.

Tuttavia, ci sembra che tale regola territoriale possa ben essere derogata tramite l’accordo delle parti. Del resto, se le norme del codice di procedura civile (che, per loro natura sono inderogabili) possono essere oggetto di diversa regolamentazione proprio con riferimento alla competenza territoriale del giudice (si veda, per esempio, la clausola di riserva di foro), tanto più lo può essere una norma che non ha carattere endoprocessuale, ma che, nello scopo, ricalca proprio tali regole derogabili del codice di rito.

Le parti saranno dunque libere di definire, con un accordo anteriore o successivo al sorgere della lite, l’organismo di mediazione che preferiscono, anche in deroga ai criteri territoriali fissati dalla legge.

Le ipotesi sono due:

1 – nel caso in cui abbiano siglato un contratto, le parti vi potranno inserire una clausola con cui prescelgono in anticipo – e per l’eventualità in cui insorgano liti – un organismo di mediazione specifico;

2- nel caso invece in cui la lite sia già insorta, nulla vieta alle stesse parti di firmare un autonomo patto in cui, dando atto di derogare alla legge, scelgono un organismo fuori dal territorio prefissato dalla legge.

Il funzionamento ricalca, né più né meno, quanto avviene in tema di clausole arbitrali (con la clausola compromissoria o il compromesso).

È necessario, comunque, che tale clausola venga formulata in modo da non lasciare alcun dubbio circa l’intento delle parti.

La scelta preventiva o successiva dell’organismo di mediazione, ad opera delle parti, consente peraltro alle stesse di individuare l’organo di maggior fiducia per entrambe, valutandone la serietà, l’esperienza, la specializzazione, i costi, le regole, i mediatori.

Pertanto, anche nelle materie oggetto di mediazione obbligatoria può essere utile inserire la clausola di mediazione per evitare che, nel momento dell’eventuale lite, possa essere soltanto una delle parti a individuare l’organismo, fissando così – seppure indirettamente – anche le regole del procedimento.

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