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Come dimostrare esperienza lavorativa

22 Agosto 2020 | Autore:
Come dimostrare esperienza lavorativa

Consigli utili per inserirti nel mondo del lavoro. Requisiti richiesti dalle imprese, valutazione dei titoli, dimostrazione delle proprie competenze: tutto quello che c’è da sapere per superare brillantemente una selezione. 

La competizione in ambito lavorativo oggi è più spietata che mai: le offerte sono scarse e i candidati sono moltissimi. Le difficoltà connesse all’elevata percentuale di disoccupati in Italia valgono sia per il settore pubblico sia per il settore privato. Infatti, con riferimento al primo aspetto, per molti anni si è assistito al blocco delle assunzioni a causa della crisi economica e del grande debito pubblico nazionale. Per quel che concerne la seconda ipotesi, i datori di lavoro sono poco propensi a stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato e, prediligono, tipologie flessibili di impiego (rapporti a termine, stagionali, di collaborazione con partita Iva e così via).

Il complesso di queste condizioni genera situazioni di precarietà e di incertezza economica tra la popolazione giovanile e all’interno delle famiglie.

In molti casi, quando ci si candida per un posto di lavoro, occorre dimostrare il possesso di abilità dettagliate e di titoli di studio di livello superiore. Non è più sufficiente la laurea, ma è spesso necessario aver frequentato dei percorsi successivi come, ad esempio, un master universitario.

Un altro criterio di valutazione molto utilizzato dai datori di lavoro, soprattutto in ambito privato, è l’aver acquisito specifiche competenze professionali. In questo caso, si pone allora un problema per colui che desidera essere selezionato: come dimostrare l’esperienza lavorativa?

La questione sembra più complessa di quanto non sia in realtà: i mezzi per fornire una tale prova ci sono e hanno diversa natura.

Quanto è importante il curriculum vitae nella ricerca di lavoro?

Se sei alla ricerca di lavoro, il primo passo da compiere è quello di redigere il tuo curriculum vitae. Questa operazione, a meno che non siano richieste apposite certificazioni, vale per qualsiasi fase della tua vita: da quando sei giovane studente alle prime armi fino a quando diventi professionista affermato desideroso di cimentarsi in nuove avventure.

Il curriculum è un documento che sintetizza la tua esistenza personale, culturale e professionale.

In tal senso, è evidente che deve essere ben compilato, ma non ti è richiesto di inventare di sana pianta la sua struttura: su internet trovi, infatti, molti modelli da utilizzare come punto di riferimento. ù

Vi sono, poi, alcune agenzie di orientamento a lavoro che forniscono servizi di consulenza e di supporto; addirittura, esistono dei veri e propri seminari on line o dal vivo che affrontano la questione della corretta elaborazione del tuo documento di presentazione.

Tutto ciò ti deve convincere sin da subito dell’importanza di dotarti di un buon curriculum vitae, soprattutto per dimostrare le tue esperienze lavorative. Ti suggeriamo, in particolare, di utilizzare il modello europeo, conosciuto come Europass.

Cos’è il curriculum vitae formato europeo?

Nell’Unione Europea vige il principio della libera circolazione delle persone e dei lavoratori. Ciò vuol dire che la tua ricerca di occupazione si può estendere oltre il confine nazionale senza dover seguire particolari formalità. Per tale motivo, la Commissione europea si è impegnata a fornire ai cittadini di tutti gli Stati membri un modello universale di curriculum vitae, comprensibile da chiunque e in ogni posto. Si utilizza, in tal caso, il termine Europass per indicare sia il documento di presentazione sia la lettera di accompagnamento che si consiglia di allegare a completamento della documentazione utile al datore di lavoro.

Il cv in formato europeo si compone di diverse voci:

  • introduzione: contiene la foto e le generalità della persona (nome, cognome, numero di telefono e di cellulare, posta elettronica ordinaria e certificata, indirizzo di casa o dello studio, sito internet e pagine social);
  • esperienze lavorative: è questo l’aspetto che ci interessa di più; ne parleremo nel dettaglio nelle righe che seguono;
  • istruzione e formazione: fa riferimento al percorso di studi e di istruzione seguito nel corso degli anni (quindi, non soltanto scuole e università, ma anche corsi di formazione, seminari, convegni, partecipazioni varie);
  • capacità e competenze personali: sono tutte le abilità acquisite nel percorso esistenziale, possono avere qualsiasi natura (artistica, linguistica, informatica, letteraria e così via) e qualsiasi origine (derivanti, ad esempio, da attività di volontariato);
  • ulteriori informazioni ed allegati: ogni notizia relativa alla persona che può interessare al potenziale datore di lavoro (ad esempio, l’appartenenza a realtà associative).

Come dimostrare le esperienze lavorative nel curriculum vitae?

Le esperienze lavorative rappresentano una voce specifica del curriculum vitae formato europeo: si tratta, forse, dell’aspetto che deve essere curato con maggiore attenzione. È, infatti, importante indicare tutte le professionalità sviluppate nel corso degli anni, sia quelle formali, ossia contrattualizzate, sia quelle informali (pensa, ad esempio, ai tirocini o agli stage).

Ogni singola esperienza deve essere dettagliatamente illustrata con l’indicazione di:

  1. data di inizio e di conclusione del periodo lavorativo;
  2. motivo della sua interruzione;
  3. luogo in cui è stata svolta l’attività;
  4. mansioni svolte e qualifica ricoperta;
  5. tipologia di contratto applicato.

Per dare maggiore credibilità alle notizie contenute nel curriculum vitae ti consigliamo di redigerlo nella forma dell’autocertificazione. Quest’ultima è l’attestazione disciplinata dalla legge con la quale vengono dichiarati dei dati sotto la piena responsabilità di colui che la sottoscrive. In tale ultima ipotesi, perchè il contenuto sia valido, è necessario allegare una fotocopia di un documento di identità in corso di validità.

Come dimostrare le esperienze lavorative con il colloquio?

Quando il tuo curriculum raggiunge l’obiettivo e incuriosisce positivamente il datore di lavoro, il responsabile della selezione ti convoca per sostenere un colloquio conoscitivo. L’obiettivo è quello di confermare l’idea che si è fatto di te e di ottenere delle informazioni ulteriori.

In molti casi, il valutatore è uno psicologo o un orientatore in grado di passare al vaglio sia le informazioni verbali sia la comunicazione non verbale (ossia il comportamento corporeo che, spesso, fornisce molti chiarimenti sulla persona).

In tale sede, hai l’opportunità di presentare dettagliatamente le qualifiche professionali rivestite in precedenza e di convincere il potenziale datore di lavoro della tua idoneità alla mansione proposta.

Le esperienze lavorative pregresse possono essere dimostrate, oltre che verbalmente, anche attraverso l’esibizione di:

  • contratti di lavoro firmati;
  • attestazioni dei precedenti datori: pensa, ad esempio, a una lettera di referenze;
  • certificazioni o estratti contributivi richiesti all’Inps.

A tal fine ti consigliamo di conservare scrupolosamente ogni documento che ti permetta di avvalorare quanto da te affermato.



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