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Condominio: spese divise senza ricorrere alle tabelle millesimali, in quote uguali

8 Ottobre 2013
Condominio: spese divise senza ricorrere alle tabelle millesimali, in quote uguali

Legittimo il regolamento condominiale che prevede la suddivisione delle spese in parti uguali al di là delle tabelle millesimali.

Il regolamento condominiale può prevedere la suddivisione delle spese sulle parti comuni in misura uguale tra i condomini, senza quindi far riferimento a tabelle millesimali (che invece adottano il sistema di calcolo proporzionale alle rispettive proprietà). È quanto emerge da un’ordinanza di ieri della Cassazione [1].

Secondo la Suprema Corte, è valida la clausola del regolamento condominiale, approvato all’unanimità da tutti i condomini (cosiddetto regolamento contrattuale), secondo cui le spese generali e di manutenzione delle parti comuni dell’edificio vanno ripartite, dall’amministratore, in quote uguali tra i condomini.

Il diverso criterio di ripartizione di tali spese secondo millesimi, previsto normalmente per legge [2], è infatti derogabile dall’accordo delle parti (quale appunto il regolamento contrattuale di condominio).

La conseguenza di carattere pratico, per esempio, è che un regolamento di condominio potrebbe prevedere una ripartizione in quota uguale per le spese di manutenzione dell’ascensore, così obbligando il proprietario del primo piano – che normalmente fa scarso uso di tale strumento – di contribuire nella stessa identica misura degli altri proprietari.

Chi acquista un immobile, dunque, farà bene a controllare con scrupolo quello che prevede il regolamento condominiale in materia.


note

[1] Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013.

[2] Art. 1123 cod. civ.


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