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Scrittura privata autenticata e atto pubblico: differenza

2 Aprile 2020
Scrittura privata autenticata e atto pubblico: differenza

Differenza su costi, efficacia, validità tra rogito notarile, altri atti pubblici e i normali documenti fatti da privati. 

Dopo aver letto la nostra guida sulla scrittura privata autenticata, sai a cosa serve e che valore ha. Tanto per ricapitolare quanto già detto in quella sede, l’autentica del notaio o di altro pubblico ufficiale serve per impedire che il soggetto firmatario possa un giorno sostenere che la firma non è sua e costringere l’altra parte a dimostrare il contrario. 

A questo punto, però, vuoi sapere qual è la differenza tra scrittura privata autenticata e atto pubblico. Quali sono le caratteristiche proprie dei due atti e cosa li distingue essenzialmente in termini pratici? Anche qui il discorso è molto semplice e può essere compreso anche da chi non ha studiato legge. Vediamo dunque di renderlo ancora più agevole e di riassumerlo qui di seguito.

Cos’è una scrittura privata autenticata?

La scrittura privata autenticata non è altro che un documento scritto dalle parti (in base a un’intesa tra queste già raggiunta in precedenza) e firmato poi davanti a un notaio o altro pubblico ufficiale (ad esempio, un segretario comunale). La presenza del pubblico ufficiale serve a confermare che le firme risultanti sul documento appartengono proprio a coloro che sono identificati nella scrittura privata (le generalità delle parti, di solito, si trovano nell’intestazione dell’atto). In questo modo, nessuno dei firmatari potrà, in un successivo momento, dichiarare che la firma non è la propria e che è stata falsificata da un estraneo.

Questa attestazione serve a evitare che uno dei due firmatari possa, un giorno, sollevare contestazioni sull’autenticità della sottoscrizione relativa al suo nome e cognome solo per sottrarsi ai propri doveri (ad esempio, non restituire un prestito ricevuto o non pagare un debito contratto). Difatti, con l’autentica del notaio, la firma si presume sempre “vera” salvo prova contraria che deve dare la controparte. Tale prova – che va data nel corso di un apposito processo detto “querela di falso” – non è assolutamente facile da raggiungere; sono, infatti, necessarie perizie calligrafiche e documenti di raffronto già firmati in passato dallo stesso soggetto.

Cos’è un atto pubblico?

L’atto pubblico, invece, è il documento redatto direttamente dal notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, il quale attesta che le dichiarazioni riportate nell’atto sono state fatte davanti a lui, in quella data, dalle persone di cui ha già accertato l’identità. 

Tutto ciò che, quindi, proviene da un pubblico ufficiale si considera atto pubblico. Anche se, il più delle volte, quando si parla di atto pubblico si pensa solo al rogito notarile, il campionario è molto più ampio. Ecco alcuni esempi di atti pubblici:

  • atto di compravendita immobiliare;
  • donazione immobiliare;
  • relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario;
  • avviso di ricevimento compilato dal postino al momento della consegna di una raccomandata;
  • testamento pubblico fatto davanti a un notaio;
  • verbale dei carabinieri, della polizia o della guardia di finanza;
  • atto di sequestro della pubblica autorità;
  • certificato di residenza dell’ufficio anagrafe;
  • sentenza di un giudice o verbale di udienza.

Come la scrittura privata, l’atto pubblico attesta l’autenticità delle firme delle parti che pertanto non potranno da queste essere sconfessate in un successivo momento (salvo ovviamente prova contraria da dare con la querela di falso). Ma non solo: il pubblico ufficiale attesta anche che le dichiarazioni contenute nell’atto siano davvero provenute dalle parti ossia corrispondano alla loro effettiva volontà. Il notaio, però, non può verificare se tale volontà è viziata: non può cioè sapere se uno dei due soggetti è in condizioni di incapacità o è sotto minaccia o è incaduto in un errore grave. In ogni caso, impugnare un atto pubblico è sicuramente molto più difficile rispetto a una scrittura privata. 

Qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata autenticata?

La differenza rispetto alla scrittura privata autenticata è solo pratica: 

  • la scrittura privata autenticata viene scritta direttamente dalle parti (lo possono fare a penna o al computer), che ne scelgono il contenuto e lo esprimono secondo le formule che meglio ritengono. Le stesse poi si recano dal notaio solo per le firme e l’apposizione dell’autentica accanto alle firme;
  • l’atto pubblico, invece, viene redatto direttamente dal notaio o da altro pubblico ufficiale che già conosce o apprende proprio in quel momento il contenuto da dare all’atto e le dichiarazioni delle parti. Sarà quindi il pubblico ufficiale a scegliere la forma migliore da dare alle espressioni che costituiranno l’oggetto dell’atto. Verosimilmente quindi l’atto pubblico non presenterà anche quelle tipiche improprietà linguistiche ed ambiguità di significato che sono invece tipici errori di chi è poco avvezzo al lessico giuridico. Dunque, l’atto notarile presenta anche maggiori margini di certezza sotto il profilo interpretativo. 

La differenza è anche per quanto riguarda i costi. La scrittura privata autenticata è praticamente gratuita se fatta da un segretario comunale (si paga solo la marca da bollo da 16,51 euro) mentre costa tra 100 e 400 euro se fatta da un notaio. L’atto pubblico notarile – ad es. una compravendita immobiliare – può arrivare a costare diverse migliaia di euro a seconda di numerose variabili.



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