Coronavirus: come le mafie approfittano dell’emergenza

2 Aprile 2020
Coronavirus: come le mafie approfittano dell’emergenza

La criminalità prospera con l’usura, nei traffici illeciti di stupefacenti e mascherine ed anche sui buoni spesa erogati dai Comuni ai bisognosi.

Il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata e delle associazioni di stampo mafioso diventa concreto: l’emergenza coronavirus fornisce buone occasioni per allungare i tentacoli sia sulle risorse fresche stanziate dal Governo sia contro imprenditori, commercianti e famiglie in difficoltà economica.

Il quadro aggiornato di come le mafie approfittano dell’emergenza risulta chiaro dalla conferenza delle assemblee legislative e degli osservatori regionali sul contrasto al crimine organizzato che si è svolta oggi a Roma e ci viene resocontata dall’agenzia stampa Adnkronos.

Le infiltrazioni malavitose

”L’emergenza epidemiologica in corso potrebbe acutizzare il problema delle infiltrazioni mafiose sia durante la crisi, sia una volta terminata, quando si affronterà un periodo di ripresa. Pertanto chiedo allo Stato di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni malavitosi, dando piena disponibilità attraverso l’azione legislativa che ci compete”.

Così interviene il presidente del Coordinamento Carmine Cicala, a sostegno delle richieste del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che nei giorni scorsi avevano lanciato l’allarme sul fenomeno spiegando come le mafie potrebbero approfittare del coronavirus.

Dove colpiscono le mafie

“Lo studio coordinato dalla Direzione nazionale antimafia, svolto dalle varie forze dell’ordine evidenzia i settori nei quali le cosche investono, cioè imprese legali che rispondono alle esigenze del momento. Le mafie, in tal modo, rafforzano il loro business legato ai beni primari, controllando mercati all’ingrosso e catene di distribuzione. Le categorie nelle fasce di maggiore disagio sociale – prosegue – sono le prime ad essere colpite dalle associazioni mafiose, in quanto, in condizione di maggiore bisogno, accettano benefici immediati dei quali poi dovranno pagarne gli interessi”.

Secondo il presidente del Coordinamento “i settori imprenditoriali travolti dalla crisi dovuta all’emergenza Covid-19, dei quali le mafie desiderano un controllo capillare attraverso ingenti fonti di finanziamento illecito, sono molteplici: dagli appalti con la pubblica amministrazione al ciclo del cemento, della terra e dei rifiuti al commercio al dettaglio e all’ingrosso, dei trasporti e dei servizi, fino al turismo, all’industria del divertimento e alla gestione di ristoranti e bar“.

Come agisce la criminalità

Cicala riferisce: “A conferma di questo sistema il procuratore Cafiero De Raho segnala la diffusione di video sui social con i quali la camorra offre la spesa e beni di prima necessità alle famiglie. Un’altra situazione importante da prevenire e contrastare, come evidenzia il procuratore Gratteri, è la gestione dei fondi alimentari da parte dei Comuni, i cosiddetti ‘buoni spesa‘ a sostegno delle persone povere. La richiesta è che siano gestiti dalle forze dell’ordine per evitare che i sindaci, in odore di mafia, possano far prevalere ‘liste favorite’ diverse da quelle ufficiali”.

L’usura

Tra gli allarmi più rilevanti, un posto particolare spetta all’usura: “Se l’interesse delle mafie è di giustificare la ricchezza, l’aumento del fenomeno dell’usura rischia di crescere in modo significativo. Infatti, per incentivare i commercianti e i settori maggiormente colpiti dalla crisi, basterà che le mafie prestino soldi ad interessi più bassi rispetto a quelli delle banche”.

Perciò – prosegue Cicala – “questo momento emergenziale potrebbe essere l’occasione per regolamentare i tanti lavoratori in nero che oggi rappresentano una delle fasce più deboli ed indifese della popolazione. E ancora, disporre misure di sicurezza efficaci nelle carceri per contrastare le rivolte schermando i segnali telefonici che fino ad oggi permettono ai detenuti di comunicare ed organizzare le rivolte”.

I traffici illeciti

“L’attenzione verso le attività mafiose – conclude – dev’essere alta per tutta l’Europa, infatti, in molti porti della fascia tirrenica prosegue il commercio di grandi quantitativi di stupefacenti. Così, come evidenzia il procuratore De Raho ”se fino al mese scorso venivano sequestrate tonnellate di cocaina e oggi non vengono sequestrate, evidentemente c’è qualcosa che non va” evidenziando che, ad oggi, “tutta l’attenzione rivolta a contrastare i traffici di mascherine e materiale di protezione per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, dev’essere ricalibrata per la lotta alla mafia”.



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1 Commento

  1. In un Paese come l’Italia in cui un mafioso conclamato ha ricoperto la carica di primo ministro per decine di anni, distruggendo la Nazione, e continua ad essere il capo di un partito ricevuto con tutti gli onori dal Presidente della Repubblica, mi sembra molto difficile che si possano eseguire le dovute azioni per bloccare l’emergenza mafia, una volta per tutte.

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