Covid-19: nuovo stop a tasse e pignoramenti

3 Aprile 2020 | Autore:
Covid-19: nuovo stop a tasse e pignoramenti

Con il decreto in arrivo, sospensione per due mesi dei versamenti di Iva, ritenute e contributi e blocco di azioni esecutive su stipendi e conti correnti.

Prende sempre più forma il nuovo decreto in arrivo nei prossimi giorni per dare fiato alle famiglie e alle imprese in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. Tra le novità in arrivo, ora c’è un nuovo stop ai pagamenti dell’Iva, delle ritenute e dei contributi per i mesi di aprile e di maggio. Non solo: verranno approvati anche la sospensione dei pignoramenti dei conti correnti e del quinto dello stipendio ed il blocco degli avvisi bonari e degli accertamenti. Infine, il decreto allungherebbe i termini del bonus sulla prima casa e rimanderebbe al 2021 la sugar tax e la plastic tax.

Il Governo cerca, in questo modo, di dare ossigeno alla liquidità delle imprese. Per questo, oltre alle misure citate, si pensa ad una norma per sbloccare i debiti della Pubblica Amministrazione con le aziende che attendono ancora i pagamenti per le loro forniture, seguendo l’esempio del decreto del 2013. In pratica, l’obiettivo è quello di immettere liquidità negli enti pubblici, a cominciare dalla sanità e dagli enti territoriali, per poter pagare chi ancora attende di vedere risolte le sue fatture. Per farlo, però, bisognerà trovare le risorse: si parla di circa 37 miliardi di euro.

Il nuovo decreto dovrà tenere conto del fatto che, rispetto al blocco dei pagamenti deciso a metà marzo con il Cura Italia, ora il coronavirus ha fermato le attività praticamente in tutto Il Paese. Di conseguenza, anziché puntare sulle filiere, ora il provvedimento verrebbe impostato sulle partite Iva e sulle imprese con volume di affari fino a 10 milioni e un calo del fatturato di almeno il 25 o il 33%, percentuale che verrebbe determinata quando si avrà chiara la platea dei beneficiari. Lo stop ai pagamenti, che riguarderà anche i trimestrali Iva, sarà di almeno due mesi e quindi per aprile e maggio. In un secondo momento, si potrebbe estendere la norma a giugno anche se in questo caso si dovrà tener conto dell’autotassazione.



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