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Coronavirus: anche Google controlla gli spostamenti

3 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: anche Google controlla gli spostamenti

L’azienda californiana raccoglie i dati per identificare orari e luoghi in cui si concentrano i maggiori flussi. Ma nessuno sarà identificabile.

Gli spostamenti dei cittadini che escono di casa nonostante i divieti imposti in tutto il mondo per evitare la diffusione del coronavirus vengono controllati anche da Google. Il gigante di Mountain View non vuole ricoprire il ruolo di «spia», ma si pone comunque come strumento «per fornire informazioni su cosa è cambiato dopo le limitazioni sugli spostamenti, il lavoro da casa e le altre decisioni adottate», precisa l’azienda, «per aiutare le autorità sanitarie di 131 Paesi nel mondo ad appiattire la curva della pandemia».

Google pubblica oggi un’anticipazione del suo «Report sulla mobilità delle comunità durante Covid-19», un dossier in cui si racconta quando usciamo di casa, dove andiamo e per quanto tempo ci assentiamo dalla nostra abitazione. I dati «sono aggregati e anonimizzati» e verranno aggiornati regolarmente, nel più rigoroso rispetto della privacy. Chiunque, istituzioni e cittadini, potrà accedere alle informazioni raccolte.

In pratica, e per tracciare il possibile percorso del coronavirus, Google Maps ha utilizzato dati aggregati e anonimi per mostrare quanto sono affollati determinati luoghi in modo da identificare, ad esempio, gli orari di punta di un negozio, di un supermercato o di un ufficio pubblico nelle varie aree geografiche. Questo può aiutare sia il cittadino a modificare le sue abitudini, ad esempio quando ha bisogno di andare a fare la spesa, sia alle autorità per prendere dei provvedimenti mirati tenendo conto del risultato dell’indagine.

I dati vengono raccolti in diverse categorie, come «negozi e attività ricreative», «generi alimentari e farmacie», «parchi», «stazioni di trasporto pubblico», «luoghi di lavoro» e «abitazioni» e sono riferiti alle 48-72 ore precedenti la loro pubblicazione. «L’aumento o la diminuzione delle visite – spiega l’azienda californiana – appariranno in percentuali e non con numeri assoluti». Non sarà possibile identificare la posizione di una persona, i contatti che ha avuto o il singolo spostamento.

Infine, Google chiarisce che le persone che hanno attivato nei loro dispositivi la cronologia delle posizioni possono disattivarla in qualsiasi momento dal proprio account ed eliminare i dati in essa contenuti.



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