Cartelle esattoriali: attenzione alla buca delle lettere

3 Aprile 2020 | Autore:
Cartelle esattoriali: attenzione alla buca delle lettere

Per evitare contatti, il postino lascia le raccomandate nella cassetta e firma al posto del destinatario; questo può comportare il rischio di mancata conoscenza degli atti tributari. 

Un difetto di coordinamento tra la norma sulle notifiche degli atti a mezzo posta [1] e quella sulla sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali [2] potrebbe costare caro a molti contribuenti quando, a giugno, riprenderà la spedizione di questi atti che potrebbero andare a finire direttamente nella buca delle lettere senza la firma del destinatario al momento della consegna.

Come sappiamo, dal 18 marzo, data di entrata in vigore del decreto Cura Italia, non c’è più la firma sulle raccomandate: il portalettere, per evitare contatti con i destinatari e prevenire il rischio di contagio, le lascia direttamente nella cassetta e firma egli stesso la ricevuta di consegna, al posto della persona che riceve. Questa norma ha validità fino al 30 giugno; invece lo stop alle cartelle esattoriali e agli avvisi di accertamento è previsto, per ora, solo fino al 31 maggio.

Ma la norma prevede che le cartelle ora bloccate, quelle rimaste “ferme” durante il periodo emergenziale e quelle di nuova emissione durante questo periodo, dovranno essere notificate dal 1 giugno ed entro il 30 giugno. Durante questo mese, quindi, il postino potrà mettere direttamente nella buca delle lettere (o, se non c’è la cassetta, in un altro punto valido, ad esempio sotto la porta) dopo aver controllato la presenza in casa o in azienda del destinatario o di un’altra persona abilitata a ricevere la raccomandata (familiare convivente, lavoratore dipendente, portiere dello stabile).

Sarà sempre il postino a mettere la firma sui documenti che attesteranno l’avvenuta consegna della cartella all’interessato, anche in questo caso per evitare il contatto ravvicinato con la persona che riceve. Perciò la prova dell’avvenuto recapito sarà attestata da quanto il portalettere avrà riportato sulla cartolina che documenta la consegna e le modalità con cui è avvenuta: persona, data ora e luogo e qualità dichiarata dal consegnatario, se diverso dal contribuente al quale è indirizzata la cartella (esempio: moglie, figlio, segretaria, addetto alla ricezione atti, ecc).

Queste norme sono di natura eccezionale e derogano alle previsioni generali sulla notifica degli atti tributari a mezzo del servizio postale e al principio dello Statuto del contribuente [1] secondo cui l’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.

Sarebbe quindi opportuno, per evitare rischi di mancata conoscenza, che il legislatore, in fase di conversione del decreto Cura Italia apponga dei correttivi, prolungando il termine di sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali e degli altri atti di accertamento tributario rendendolo almeno pari a quello delle modalità straordinarie di notifica delle lettere raccomandate, che durerà fino al 30 giugno.


note

[1] Art. 108, comma 1, del D.L. n.18 del del 17 marzo 2020.

[2] Art. 67 D.L. n.18 del 17 marzo 2020.

[3] Art. 6 Legge n.212/2000.


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