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Coronavirus: resteremo a casa almeno fino al 1 maggio

3 Aprile 2020
Coronavirus: resteremo a casa almeno fino al 1 maggio

Le restrizioni alle uscite e agli spostamenti proseguiranno per diverse settimane: lo ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Le misure di contenimento proseguiranno ben oltre Pasquetta, come il Governo ha già stabilito con l’ultimo decreto che proroga le restrizioni fino al 13 aprile. Oggi, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, intervenendo a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1 rispondendo alla domanda: “Anche il 1° maggio lo passeremo chiusi in casa?” ha detto: “Credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane”.

Borrelli ha sottolineato la necessità di mantenere “comportamenti rigorosissimi” e ritiene che per sconfiggere il Coronavirus “dovremo mantenere le distanze” ancora per molto tempo.

Ha spiegato che “gli esperti analizzano quelle che sono le curve di evoluzione dell’epidemia ma sono i fatti che contano, i dati che arrivano dalle Regioni: io mi attengo a quelli e ci dicono che diminuisce il numero dei nuovi ricoverati e di quelli che entrano in terapia intensiva, aumenta il numero dei guariti e aumenta in modo contenuto il numero dei positivi e cala sensibilmente rispetto ai giorni scorsi quello dei deceduti. Siamo in una situazione stazionaria, i medici negli ospedali possono tirare il fiato”.

“I contagi restano perché sono frutto dei comportamenti passati, di due settimane fa”, ha aggiunto. Per questo le attuali misure restrittive, vista la situazione, sono destinate a perdurare senza allentamenti. In base all’attuale decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, le misure restrittive sono in vigore fino al 13 aprile.

Ma la “fase 2“, quella della ripresa a circolare, indicata dal premier è ancora lontana: sempre Angelo Borrelli, intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital, ha spiegato che la decisione “è riservata agli esperti, gli unici a dover dettare la linea”, mentre sulla data del 16 maggio, individuata come inizio della fase 2 ed eventuale e lento ritorno a una relativa normalità, dice: “Se le cose non cambiano può essere ma dipende dai dati, oggi siamo in una situazione stazionaria, dobbiamo vedere quando inizia a decrescere e come ritornare. Non vorrei dare date ma sicuramente il 16 maggio è un periodo di tempo lungo e da qui al 16 maggio potremo avere risultati ancora ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività nella fase 2”.

Concorda con Angelo Borrelli il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che all’Adnkronos Salute spiega: “Italiani a casa fino al 1° maggio? C’è un ponte, ci sarà bel tempo e la voglia di uscire, ma i dati sui contagi da Covid-19 non sono ancora in discesa. Il virus sembra rallentare, ma non possiamo abbassare la guardia. Insomma, non mi stupisce la dichiarazione di Borrelli. L’obiettivo è quello di evitare lo spettro di una seconda ondata di casi“.

AGGIORNAMENTO

Nel pomeriggio arriva la precisazione del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli: “Al momento c’è una sola data, quella del 13 aprile annunciata dal presidente del Consiglio. Alcune mie parole sono state equivocate, non ho parlato di date ed ho detto chiaramente che, come fatto fino ad ora, ogni decisione sarà presa sulla base delle osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico”, dice all’Adnkronos e ribadisce in conferenza stampa, in riferimento alle dichiarazioni rilasciate durante un’intervista alla radio questa mattina. ”Le misure attualmente in vigore, come annunciato dal presidente del Consiglio, dureranno fino al 13 aprile poi il Governo valuterà, sulla base dell’evoluzione della situazione come proseguire”, ha aggiunto.



1 Commento

  1. Mentre siamo tutti all’erta sullo sviluppo del coronavirus, credo che si possa promulgare finalmente la proposta di legge fatta dal Ministro Guardasigilli Onorevole Alfonso Bonafede e presentata dal Ns impegnatissimo Presidente del C. dei Ministri al C. S. della Magistratura, che l’ha approvata, e che darebbe un pò di respiro a molte famiglie italiane se venisse promulgata. Respiro che, al contrario del corona virus, ce lo toglie. POI
    Sappiamo tutti che non si trova un avvocato capace di leggere l’Art. 2041 del c.c. forse perchè si può prendere la laura senza averlo capito. . LexDo.it ne conosce uno?
    mikesrl@hotmail.it

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