Diritto e Fisco | Articoli

Termine per pagare multa

30 Agosto 2020 | Autore:
Termine per pagare multa

La violazione di leggi e di regolamenti è accompagnata dall’applicazione di una sanzione. La pena inflitta può essere eseguita o contestata: in entrambi i casi ci sono dei termini da rispettare.

Essere sanzionati non è mai piacevole: l’idea di dover pagare una multa innervosisce anche i cittadini più diligenti. Tale emozione è sempre presente nell’animo umano sia quando la sanzione è più che meritata sia quando (e a maggior ragione) è ingiusta o sproporzionata rispetto alla condotta posta in essere.

In ogni caso, che piaccia o no, le multe devono essere pagate, a meno che non vi siano gli estremi per un ricorso dinanzi all’autorità competente. Tutto ciò si accompagna a un altro tasto dolente. Per far fronte al tuo obbligo non hai a disposizione tutto il tempo che vuoi, ma devi osservare le scadenze previste per le singole ipotesi. Quindi, esiste un termine per pagare la multa che devi rispettare.

Sul punto è opportuno sapere che le prescrizioni cambiano da caso a caso, ma esistono delle regole generali che è bene conoscere.

Cosa si intende per multa?

La multa è una pena irrogata per la violazione di una regola di condotta imposta da una legge nazionale o da un regolamento locale. Si tratta, in particolare, di una sanzione a contenuto patrimoniale. E’ previsto, cioè, l’obbligo di pagare una somma di denaro a favore dello Stato o di un ente locale per risarcire il danno arrecato.

La somma da corrispondere varia a seconda del tipo di trasgressione e delle caratteristiche della sanzione e, infatti, occorre distinguere tra:

  • multa di natura penale: alcuni delitti (ossia la tipologia più grave di reati) prevedono oltre alla limitazione della libertà personale la condanna al pagamento di una somma in denaro che, secondo quanto stabilisce il codice, non può essere inferiore a cinquanta euro né superiore a cinquantamila;
  • multa di natura amministrativa: è una sanzione pecuniaria che deriva dalla violazione di una regola giuridica di natura, appunto, amministrativa; il classico esempio è quello della trasgressione delle norme del Codice della Strada (pensa, per ipotesi, alla multa per divieto di sosta o per eccesso di velocità).

Chi è legittimato ad applicare una sanzione?

Le multe possono elevate soltanto dai soggetti abilitati a farlo: è questo un requisito di legittimità della sanzione. In caso contrario, infatti, la pena è nulla e, quindi, inesistente.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il concetto.

Immagina di fare un giro in macchina per il tuo paese e di circolare in direzione opposta al senso di marcia. Si accorge del tuo comportamento pericoloso il dirigente dell’ufficio tributi del tuo Comune di residenza, il quale decide di fermarti e di punirti con una multa.

Nell’ipotesi che ti abbiamo presentato, la sanzione è legittima? Sei obbligato a pagarla? Ti rispondiamo subito in senso negativo: non tutti i pubblici dipendenti hanno il cosiddetto potere coercitivo, ossia l’autorità di importi un comportamento. Tale facoltà è riconosciuta soltanto a coloro che rivestono la qualifica di pubblico ufficiale e fanno parte delle forze di polizia. A tali soggetti sono, infatti, riservate le funzioni di sicurezza. Quanto detto vale sia per i corpi che hanno rilevanza nazionale (pensa, ad esempio, ai carabinieri) sia per quelli che hanno competenza locale (pensa alla polizia municipale).

Quali sono i termini per pagare le multe?

Quando sei condannato a pagare una multa, hai a tua disposizione un determinato arco di tempo che devi tenere sotto controllo.

I termini che devi considerare variano a seconda della tua intenzione di pagare oppure di contestare la sanzione. In entrambe le circostanze, se vai oltre la soglia stabilita, devi assumerti le conseguenze del tuo ritardo. Nel primo caso, infatti, sarai condannato a pagare la pena pecuniaria aumentata degli interessi di mora; nella seconda ipotesi sarai obbligato ad adempiere alla sanzione in quanto decaduto dal diritto di fare ricorso.

Vediamo, allora, nel dettaglio, le due situazioni.

Termini per pagare la sanzione

Con riferimento al limite di tempo previsto per pagare la multa, occorre ancora una volta distinguere l’ipotesi penale da quella amministrativa.

Per quanto riguarda la sanzione di carattere penale, bisogna attendere il passaggio in giudicato della sentenza di condanna. In altri termini, è necessario aspettare che la dichiarazione di responsabilità diventi definitiva. Entro trenta giorni da tale momento la cancelleria del giudice dell’esecuzione ti trasmette l’invito di pagamento all’interno del quale indica il termine di un mese per regolarizzare la tua posizione. Se, dopo essere stato avvisato, non adempi spontaneamente, il tribunale può avviare le ordinarie procedure esecutive previste dal nostro ordinamento giuridico per riscuotere la somma in maniera forzata.

Per quanto riguarda, invece, le pene di natura amministrativa, il termine massimo di pagamento è indicato all’interno dello stesso verbale con il quale viene irrogata la sanzione.

I periodi di riferimento sono contenuti nel codice civile e nel codice della strada e decorrono dal momento della notifica, ossia dell’avvenuta comunicazione al colpevole della pena applicata. Se il giorno finale coincide con la domenica o con altra festività, la scadenza slitta in automatico al primo giorno lavorativo successivo.

I termini più comuni, in linea di massima, sono:

  • cinque giorni: un periodo di tempo così limitato è previsto per ottenere due benefici. Da un lato si consente al contribuente di avere uno sconto sulla sanzione (di solito della metà rispetto all’importo complessivo) e, dall’altro, si garantisce all’amministrazione la rinuncia a ogni tipo di ricorso;
  • sessanta giorni: è il termine ordinario per la maggior parte delle multe previste dal nostro sistema giuridico;
  • novanta giorni: è il periodo di tempo massimo entro il quale può essere notificato il verbale di accertamento della violazione, se non è stato possibile contestarla nell’immediato (pensa, ad esempio, a una multa per eccesso di velocità rilevata con l’autovelox); al di là di tale soglia limite la sanzione è illegittima e può non essere pagata.

Termini per presentare ricorso

Un ultimo accenno deve essere fatto ai termini previsti per presentare ricorso: anche in tale ipotesi, infatti, occorre prestare particolare attenzione.

Nel dettaglio, due sono le possibilità:

  • ricorso dinanzi al giudice di pace: può essere depositato entro trenta giorni dal momento della notifica della sanzione;
  • ricorso al prefetto: può essere presentato entro sessanta giorni dal momento della notifica della sanzione.

Al di fuori di queste ipotesi, il tuo diritto di fare opposizione decade e il ricorso è inammissibile.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube