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Requisiti per ottenere la residenza

3 Aprile 2020 | Autore:
Requisiti per ottenere la residenza

Quando si cambia casa o ci si trasferisce in un luogo diverso occorre osservare una serie di accorgimenti. Procedure da seguire, norme, spese da sostenere: breve analisi della materia.

Sin da quando nasci la tua vita è costellata di certezze: l’affetto dei tuoi genitori e il calore della tua casa sono i tuoi primi punti di riferimento. Con il passare degli anni, mutano le esigenze, cambiano le prospettive, si modificano gli affetti, ma l’idea del focolare domestico resta stampato nell’animo di ciascun essere umano.

“Casa dolce casa”

recita un antico motto mai tramontato.

Ed è effettivamente così: la necessità di ancorare la propria esistenza alle classiche quattro mura è innata nell’individuo.

Che sia in affitto o sia di proprietà l’appartamento nel quale decidi di andare a vivere deve avere delle caratteristiche ben precise: oltre a rispondere al tuo gusto personale, l’immobile deve essere idoneo a diventare la sede principale della tua esistenza. In altre parole, deve essere il luogo in cui risiedi stabilmente.

Ma, a questo punto sorge spontanea una domanda: quali sono i requisiti per ottenere la residenza? Forse non lo sai oppure non ti sei mai posto il problema, ma la dichiarazione di residenza è subordinata proprio al rispetto delle condizioni richieste dalla legge.

Nelle righe che seguono intendiamo analizzare la questione e chiarirti le idee sulle problematiche alle quali puoi andare incontro più comunemente.

Dimora, domicilio e residenza: differenze

Il punto di riferimento dal quale partire, secondo quanto stabilisce lo stesso codice civile, è quello della distinzione tra dimora, domicilio e residenza.

Nel linguaggio quotidiano siamo abituati a utilizzare questi termini come sinonimi, ma nel vocabolario giuridico le parole hanno un peso specifico e ben definito. Infatti, per il nostro ordinamento si tratta di concetti distinti tra di loro che conducono a conseguenze diverse.

Procediamo dunque con ordine e iniziamo a interrogarci sul significato dei primi due termini:

  • dimora: si considera tale il luogo in cui il soggetto vive (tale, ad esempio, è la casa delle vacanze per tutto il periodo in cui la abiti);
  • domicilio: è il luogo in cui ciascuno di noi stabilisce la sede principale dei propri interessi e dei propri affari.

La nozione di domicilio è molto importante per il nostro ordinamento: tale termine, infatti, non necessariamente coincide con quello di residenza.

In alcuni casi sei giuridicamente obbligato a eleggere (e, quindi, a individuare e a indicare) il tuo domicilio: si tratta di tutte quelle ipotesi, giudiziali o stragiudiziali, in cui tu hai bisogno di ricevere delle comunicazioni ufficiali o lo Stato ha la necessità di rintracciarti con precisione. Il domicilio può essere eletto anche presso un avvocato di fiducia: in tale ipotesi ricevi tutti gli avvisi direttamente presso il suo studio professionale.

Che cosa si intende per residenza

Il nostro codice civile definisce la residenza come il luogo in cui un soggetto ha la sua dimora abituale: si tratta del posto in cui la persona vive stabilmente. È quindi piuttosto evidente come di solito residenza, domicilio e dimora coincidono, anche se, come abbiamo anticipato, spesso vi sono delle eccezioni alla regola generale.

Facciamo un esempio per comprendere meglio il significato di questi concetti.

Luca è un medico e vive a Roma, città nella quale ha comprato da poco un appartamento. Tuttavia, per ragioni di lavoro, deve trasferirsi per un anno a Milano. Durante l’estate si ricongiunge al suo nucleo familiare per fare le vacanze in Trentino: prende una casa in affitto e trascorrere i mesi più caldi nella frescura di montagna.

Da questo esempio puoi facilmente capire il senso di quanto ci siamo detti sino ad ora: la casa di Roma è quella di residenza, quella di Milano corrisponde al domicilio e l’appartamento delle vacanze altro non è che la dimora di Luca.

Il trasferimento temporaneo da un posto a un altro non produce conseguenze giuridiche; viceversa, quando si opera un cambiamento a lungo termine è indispensabile spostare la residenza nel luogo in cui si ha la dimora abituale. Per far ciò, occorre seguire una procedura ben determinata.

Iter da seguire per stabilire la propria residenza

Se hai deciso di fissare la tua residenza in un determinato luogo, evidentemente hai già individuato il posto in cui vuoi vivere stabilmente: in altri termini, intendi rimanere in tale territorio per un prolungato lasso di tempo. Se così è, devi seguire tutta la burocrazia imposta dallo Stato ed accertarti di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge. La semplice intenzione di vivere in un posto non è, infatti, sufficiente.

È quindi necessario:

  • avere un titolo di possesso della casa (documento di proprietà, contratto di locazione o di comodato e così via): è, dunque, fatto divieto di ottenere la residenza a chi occupa abusivamente un immobile;
  • individuare un appartamento che sia agibile e accatastato;
  • verificare che l’immobile sia dotato di arredi, allacci e utenze (acqua, luce, gas, spazzatura): in altri termini deve essere abitabile, ossia idoneo a condurre una vita dignitosa.

Se tutte queste condizioni sono presenti, devi recarti presso l’ufficio anagrafe del Comune in cui intendi fissare la tua residenza per fare apposita richiesta: a tal fine devi portare con te una copia del codice fiscale e una copia di un documento di identità in corso di validità da consegnare al funzionario insieme alla domanda. Se sei cittadino straniero devi essere munito anche del titolo di soggiorno. In entrambi i casi devi indicare le generalità di tutti gli altri eventuali componenti del nucleo familiare.

A tal fine, non devi trascurare una circostanza di particolare rilievo: per evitare situazioni di abuso o di falsità, prima di decidere sulla tua richiesta, il funzionario che esamina la pratica può chiedere alla polizia municipale di effettuare dei controlli. In tal caso, le forze dell’ordine si recano nella dimora indicata all’interno della domanda per verificare l’effettiva sussistenza di tutti i requisiti richiesti per legge. Soltanto dopo l’esito positivo di tale accertamento, ottieni una risposta positiva alla tua istanza; viceversa, se hai commesso delle violazioni di legge, puoi essere chiamato a risarcire il danno o a risponderne in sede penale.



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