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Al via il bonus investimenti. Taglio bolletta per le Pmi

25 Giugno 2014
Al via il bonus investimenti. Taglio bolletta per le Pmi

Ampliato l’Ace; interventi per difesa suolo e scuole.

Il pacchetto per la crescita e competitività, con le misure anche su ambiente a agricoltura, approda alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. E lo fa, come da copione e su pressione del Quirinale che lo ha firmato ieri sera, con un decreto ad hoc rispetto a quello della riforma della pubblica amministrazione.

Le misure destinate alle imprese prevedono vari interventi: dalla spinta agli investimenti del manifatturiero (con un credito d’imposta che vale in complesso 1,2 miliardi), alla patrimonializzazione delle imprese, con il rafforzamento dell’Ace, fino al credito (con norme di deregulation per Borsa e canali non bancari) e alle Pmi (con il taglio del 10% della bolletta).

Il principale intervento, in termini di impatto, è il credito d’imposta al 15% per gli investimenti in nuovi macchinari: gli investimenti andranno fatti entro il 30 giugno 2015 mentre si potrà usufruire del beneficio in compensazione a partire dal 2016 e in tre quote annuali. La misura – secondo la relazione tecnica – dovrebbe mobilitare 8,2 miliardi in beni agevolabili, di cui 4,1 miliardi subito nel 2014. E dovrebbe pesare sulle finanze pubbliche 204 milioni per il 2016, 408 milioni per gli anni 2017 e 2018, e 204 milioni per il 2019. In totale poco più di 1,2 miliardi che il governo intende coprire con le risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione, programmazione 2014-2020.

La nuova versione dell’Ace, invece, dovrebbe facilitare il rafforzamento del sistema aziendale, soprattutto delle Pmi. Questo grazie al via libera all’ampliamento della detassazione Ace che, nel caso di soggetti incapienti Ires, potrà essere trasformata in un credito d’imposta sull’Irap. Quanto al rafforzamento dell’entità fiscale del beneficio, scatterà (per 3 anni) solo per le società che si quotano: un “super Ace” mediante incremento del 40% della variazione in aumento del capitale. Sempre alle piccole e medie imprese è destinato l’altro piatto forte del decreto: il preannunciato taglio della bolletta – quasi 1,5 miliardi appannaggio soprattutto delle Pmi – che sarà completamente operativo da qui a un anno.

Circa 800 milioni sono già disposti direttamente dal decreto, per il resto si interverrà con un decreto ministeriale, con atti di indirizzo all’Autorità e atti amministrativi. Infine previsto il sostegno al credito attraverso fonti di finanziamento alternative alle banche. Una serie di misure del pacchetto competitività, queste, che puntano a garantire, secondo le prime stime, circa 20 miliardi. La novità principale è la possibilità per assicurazioni e società di cartolarizzazione di finanziare le imprese. Queste potranno erogare direttamente finanziamenti alle aziende, senza limitarsi ad acquistare crediti esistenti ed erogati da altri.

Nel decreto crescita c’è anche il pacchetto sull’agricoltura che ha agganciato in questi giorni una norma inizialmente dirottata nel Collegato agricolo alla legge di Stabilità. Si tratta del “registro unico dei controlli“.



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