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Visita assistenti sociali a casa

26 Giugno 2020
Visita assistenti sociali a casa

In quali casi i servizi sociali effettuano le visite domiciliari?

Tu e tuo marito avete fatto richiesta di adozione di un minore e dopo vari colloqui, ora è la volta della visita degli assistenti sociali a casa. Siete un po’ nervosi perché volete fare una bella figura. Quindi, cercate di pulire l’appartamento come meglio potete e aspettate l’arrivo della persona che deciderà il vostro destino di futuri genitori. Sicuramente, la paura dell’incontro è una cosa normale. D’altronde, si tratta di colloqui volti a verificare l’idoneità a prendersi cura del bambino, il vissuto personale, la vita di coppia. Insomma, non è facile rimanere rilassati. Ma come si svolgono gli incontri? Le visite sono improvvise oppure avvengono ad orari e giorni concordati? Quali sono le informazioni che vengono raccolte? Nell’articolo che segue ti spiego chi sono gli assistenti sociali e in quali casi sono previste le visite domiciliari. Pertanto, mettiti comodo e prosegui nella lettura.

Assistenti sociali: di cosa si occupano?

Gli assistenti sociali sono operatori laureati il cui compito è quello di garantire un aiuto alle persone in difficoltà (come ad esempio famiglie, minori, tossicodipendenti, immigrati, anziani, disabili, ecc.) e attuare le misure per prevenire o eliminare le condizioni di disagio economico e sociale. Spesso, si pensa a questa figura professionale con un certo timore. Quante volte, infatti, si sente in televisione la frase “figli portati via dagli assistenti sociali”. In realtà, le cose sono ben diverse e lo vedremo tra poco.

Generalmente, gli assistenti sociali operano presso i Comuni, i consultori, nelle comunità di accoglienza, ospedali ecc. Essi svolgono, in particolare, i seguenti compiti:

  • offrire sostegno materiale e psicologico;
  • preparare un piano di intervento assistenziale che possa risolvere la situazione di disagio;
  • monitorare e gestire le attività di integrazione e inserimento sociale;
  • promuovere le prestazioni e i servizi rispondenti alle esigenze delle persone in difficoltà.

Visita assistenti sociali a casa: a che servono?

Gli assistenti sociali utilizzano lo strumento della visita domiciliare allo scopo di:

  • conoscere l’ambiente in cui vive la famiglia o la persona (ad esempio, minori, anziani o disabili) e raccogliere le informazioni necessarie. Per questo motivo è molto importante l’osservazione durante la visita (dell’appartamento, del quartiere, ecc.);
  • verificare se la persona segue il percorso di aiuto offerto;
  • constatare la situazione di grave disagio in cui vive: ad esempio, il minore, il disabile, ecc.; 
  • offrire un sostegno e, quindi, manifestare disponibilità e vicinanza ai soggetti in difficoltà;
  • effettuare un controllo, ad esempio dietro mandato dell’autorità giudiziaria. Pensa agli assistenti sociali che si recano a casa di chi è agli arresti domiciliari.

La visita a casa può essere richiesta dallo stesso utente oppure proposta dall’assistente sociale. È sempre bene, comunque, valutarne l’utilità.

Visita assistenti sociali a casa

La visita degli assistenti sociali a casa, come già detto, è uno strumento finalizzato ad avere un colloquio con la persona nel proprio ambiente naturale. Le visite domiciliari non possono essere improvvisate, ma occorre sempre fissare un appuntamento e scegliere un orario e un giorno ben precisi, cercando di rispettare le diverse esigenze (ad esempio, fare la visita dopo che la persona termina di lavorare).

Nel caso in cui l’assistente sociale ha necessità di svolgere la visita insieme ad un altro operatore, ad esempio uno psicologo, anche in tal caso è tenuta a dare un preavviso.

La prima fase della visita è caratterizzata dall’accoglienza, durante la quale l’operatore osserva l’ambiente circostante (ad esempio, si presta molta attenzione all’igiene, all’eventuale disordine, alla dimensione della casa, ecc.).

Nella seconda fase si svolge il colloquio tra l’assistente sociale e l’utente, utile per conoscersi meglio e per raccogliere le informazioni inerenti il motivo della visita.

L’ultima fase è il cosiddetto “commiato”, ossia il momento in cui l’assistente sociale fa un resoconto e saluta l’utente. Anche questo momento è importante perché consente di capire come la persona ha vissuto la visita, se ci sono state ansie, paure o altri problemi.

Infine, le informazioni raccolte vengono inserite in una relazione che diventa indispensabile per elaborare, ad esempio, un percorso di aiuto.

Il ruolo degli assistenti sociali nel procedimento di adozione

Se hai intenzione di adottare un bambino, gli assistenti sociali giocano un ruolo importante. In buona sostanza, gli operatori hanno il compito di osservare la coppia, assisterla durante il percorso adottivo e redigere una relazione da trasmettere al tribunale per i minorenni. In base alla relazione, il giudice potrà pronunciare o meno la dichiarazione d’idoneità all’adozione. 

Pertanto, gli assistenti sociali si recano a casa della coppia principalmente per i seguenti motivi:

  • conoscere il vissuto dei coniugi, il loro stile di vita e il contesto che li circonda;
  • valutare la capacità dei coniugi a prendersi cura di un bambino.

Attraverso una serie di colloqui è possibile dunque verificare:

  • la storia individuale di ciascuno dei coniugi: ad esempio, assumere informazioni sulla famiglia d’origine, sul percorso di studi, sull’attività lavorativa, ecc.;
  • la storia di coppia: cioè il momento in cui i coniugi si sono conosciuti, il matrimonio, gli interessi culturali e sociali, ecc.;
  • la scelta di procedere con l’adozione: ad esempio, chiedere da chi è partita l’idea, le aspettative di ciascuno, le eventuali divergenze, ecc.;
  • gli atteggiamenti dei familiari nei confronti dell’adozione: ad esempio, è importante capire cosa pensano in merito le rispettive famiglie.

Nel periodo successivo all’adozione, gli assistenti sociali continuano a svolgere un ruolo importante in quanto possono offrire un sostegno qualora la coppia dovesse trovarsi in difficoltà con il bambino (pensa, ad esempio, al minore particolarmente violento a causa di un passato difficile).

Anche in caso di affidamento preadottivo, gli assistenti sociali sono chiamati a redigere periodiche relazioni per valutare il livello di integrazione del minore nella nuova famiglia. Sulla base di queste relazioni, il giudice potrà verificare, ad esempio, l’organizzazione familiare, l’inserimento del bambino, la sua crescita psicomotoria, ecc.



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